Sicilia, Crocetta come Cuffaro e Lombardo: in dieci mesi 100 nomine

Crocetta come Lombardo e Cuffaro. In soli 10 mesi ben 100 nomine fra i quali i “trombati” candidati alle elezioni con il Megafono.

viaSicilia, Crocetta come Cuffaro e Lombardo: in dieci mesi 100 nomine.

 

crocetta rivoluzioneLa “vera” rivoluzione deve ancora cominciare. Sono molti i siciliani che, dopo ben dieci mesi di governo regionale targato Rosario Crocetta (in foto), attendono quel paventato ed auspicato cambiamento che tutti pensavano potesse esserci.

Lo stesso governatore parlava di “stravolgere” quel sistema clientelare e oppressivo che la Sicilia aveva vissuto con i governi di Totò Cuffaro e Raffaele Lombardo.

Intanto, dopo ben 10 mesi di attività di governo, l’unica certezza è che il potere logora gli uomini. Una certa continuità con i passati governi regionali sembra infatti pervadere ancora Palazzo d’Orleans. Il potere siciliano rimane sempre nella democrazia “dittatoriale” del presidente di turno.
Nomine di uomini di fiducia e commissariamenti che vengono qua e là piazzati per gestire i centri di potere della Sicilia. Insomma, se qualcosa è realmente cambiato con l’Amministrazione Crocetta, quello è da ricercarsi nei nominativi dei componenti di vari Uffici, Aziende ed Enti: ben cento in soli dieci mesi. Roba da far accapponare la pelle se soprattutto andiamo a vedere i nominativi di coloro che ricoprono tali incarichi.
Nel dettaglio vi sono uomini fedelissimi e “trombati” alle elezioni che si associano ai VIP di turno; come non ricordare il cantautore Franco Battiato che fu il primo ad essere nominato ed il primo ad essere “licenziato” dalla Giunta regionale (e sostituito dalla storica assistente parlamentare a Bruxelles, Michela Stancheris), insieme al famoso scienziato Antonio Zichichi. La fuoriuscita di Battiato consente a Crocetta di nominare come suoi collaboratori la giovane senegalese Ndoye Moussa Djibril, affiancato da Alessandra Scimeca e Francesca Chiaramonte.
E per restare in tema di Giunta, basti vederne la composizione per capire come un certo feeling con il passato, il nostro Crocetta lo ha mantenuto: Patrizia Valenti, Ester Bonafede e Dario Cartabellotta rappresentano gli esempi più evidenti di coloro che hanno rivestito ruoli primari nei governi Cuffaro e Lombardo. Poi vi è Linda Vancheri, attuale assessore regionale con delega alle Attività Produttive, per così dire “designata” dall’ex assessore del governo Lombardo, Marco Venturi.

GABINETTO
Ma andiamo allo staff di Crocetta. Il suo ufficio di Gabinetto è più trafficato dell’ufficio di collocamento: ben 4 sono stati coloro che hanno ricoperto questo incarico passando da Enza Cilia, Antonella Bullara, Maria Mezzapelle, per finire a Gianni Silvia, quest’ultimo già capo di Gabinetto con l’ex presidente Raffaele Lombardo. Ufficio di Gabinetto che è tutt’ora, come vuole tradizione, composto da numerosi fedelissimi: Rosario Cultrone (successivamente indicato come Commissario del Teatro di Messina), Maria Pizzo, Grazia Terranova, Loredana Lauretta, Cecilia Lombardo, e i due collaboratori Francesca Scaglione e Gaetano Montalbano.

SEGRETERIA TECNICA E CONSULENTI
All’interno della Segreteria Tecnica, Rosario Crocetta inizialmente nomina al vertice l’avvocato Stefano Polizzotto, colui che talaltro curò, e vinse, il ricorso grazie al quale Crocetta fu proclamato Sindaco di Gela. Una nomina che dura poco a causa delle critiche per i numerosi incarichi ricoperti dallo stesso Polizzotto che comunque oggi ricopre il ruolo di consulente del Presidente Crocetta insieme ai tre esperti che dovranno occuparsi del “Patto dei Sindaci”, Rosario Lanzafame, Salvatore Lupo e Antonello Pezzini. La Segreteria Tecnica risulta infine composta da: Giancarlo Maria Costa, Mario Puglisi, Mario Cusimano, Doriana Fascella e Salvatore Ragonese.

DIRIGENTI REGIONALI
Qui è bene anticipare che è anche intervenuta la Corte dei Conti nell’ultimo giudizio di parifica dell’esercizio finanziario. Infatti il valzer che ha più volte cambiato gli assetti dei dipartimenti regionali, sembra essere abbastanza gradito al Presidente Crocetta.
Fresco di proclamazione, Crocetta inizialmente inserisce alla Protezione Civile Vincenzo Falgares, agli Affari Extraregionali Maria Cristina Stimolo, al dipartimento Programmazione Felice Bonanno, all’ufficio Legale e Legislativo Romeo Palma (riconfermato), al dipartimento Attività Produttive Alessandro Ferrara, al dipartimento Beni Culturali Sergio Gelardi, al dipartimento Finanze e Credito Giovanni Bologna, al dipartimento Energia e Rifiuti Marco Lupo, al Lavoro Anna Rosa Corsello, alla Ragioneria Mariano Pisciotta, alla Famiglia Antonella Bullara, alla Pesca Rosolino Greco e ad interim anche per gli interventi infrastrutturali all’agricoltura, all’azienda forestale Giovanni Arnone, alla Sanità e pianificazione strategica Salvatore Sammartano, alle Infrastrutture Pietro Lo Monaco, agli Interventi Strutturali per l’agricoltura Rosa Barresi, all’Urbanistica Tano Gullo, al dipartimento regionale per il turismo Alessandro Rais, all’ufficio speciale autorità di certificazione Ludovico Benfante, al Territorio e ambiente Vincenzo Sansone, al corpo forestale Vincenzo Di Rosa, alla Funzione pubblica Luciana Giammanco, all’audit Maurizio Agnese, al dipartimento degli Enti Locali Giuseppe Morale e infine al nascente Dipartimento tecnico Tano Grasso, ruolo che comunque non ricoprirà mai a causa della mancanza di alcuni requisiti. Al suo posto viene indicato Vincenzo Sansone.
Bastano comunque pochi mesi che Crocetta avvia una rotazione con lo spostamento di tutti, o quasi, i vertici dei dipartimenti. Un valzer che sembra non avere fine e che, fra spostamenti e nuove nomine, rischia di sembrare una trottola.

LE PROVINCE
La cosiddetta riforma “Giletti”, dal nome del conduttore televisivo che intervistò Crocetta e dal quale nacque lo scoop sulla abolizione delle Province Regionali, causa oggi una certa “militarizzazione” di enti democraticamente eletti con la consequenziale proliferazione di nomine commissariali. Nella fattispecie si tratta di Domenico Tucci a Palermo, Alessandro Giacchetti a Siracusa, Benito Infurnari ad Agrigento, Filippo Romano a Messina. Restano invece in carica i quattro uscenti: Antonella Liotta a Catania, Darco Pellos a Trapani, Giovanni Scarso a Ragusa e Raffaele Sirico a Caltanissetta. Il commissario della Provincia di Enna è l’ex vice-prefetto, Salvatore Caccamo.

SANITA’
Quella che doveva rappresentare la vera chiave di volta nella gestione della sanità in Sicilia, oggi invece si ritrova solo con nuovi commissari, più graditi al governatore Crocetta, piuttosto che direttori generali che avrebbero spianato la strada ad una gestione più trasparente ed equilibrata.
Una su tutte Crocetta nomina come commissario del San Raffale Giglio di Cefalù, Antonino (detto Nenè) Mangiacavallo, per tre volte sottosegretario e parlamentare con l’Ulivo.
A Caltanissetta viene nominato commissario dell’Asp Vittorio Virgilio, a Ragusa Angelo Aliquò e all’Azienda “Villa Sofia” di Palermo Giacomo Sampieri. Quest’ultimi sembrano essere i più “graditi” al governatore siciliano. Nelle altre strutture sanitarie abbiamo a Siracusa Vittorio Di Geronimo (per poi tornare Mario Zappia), all’Asp di Enna Giuseppe Termine, all’Azienda Cannizzaro di Catania Paolo Cantaro, all’Azienda ospedaliera Policlinico di Catania Ignazio Tozzo (poi sostituito da Vito Digeronimo), all’Azienda ospedaliera Policlinico di Palermo Renato Li Donni. Nel valzer delle nomine a Palermo viene nominato commissario dell’Asp Salvatore Cirignotta, colui che successivamente ha lasciato l’incarico a causa del presunto scandalo dei “pannoloni”, per poi essere sostituito dal magistrato in quiescenza Adalberto Battaglia.

Nomine che comunque non finisco qui e vedono, fra sottogoverni, un lungo elenco di soggetti “piazzati” all’Ersu, al Crias, Irsap, Irfis e tutta una serie di enti che sono altresì serviti ad alcuni “fedelissimi trombati” che hanno perorato la causa “crocettiana” del “Megafono”. Non ultimo, il nuovo Presidente del Parco dei Nebrodi, Giuseppe Antoci, già candidato nella lista del “Megafono” di Crocetta al Senato; oppure Sebastiano Gurrieri, candidato nella “Lista Crocetta” alle ultime elezioni regionali, che è stato riconfermato come commissario straordinario della Camera di commercio a Ragusa.
Ecco la vera rivoluzione: nomine e clientele.

Francescochristian Schembri

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CHI non paga le tasse a Isola delle Femmine?

CHI non paga le tasse a Isola delle Femmine?

 

Una visita a Isola delle Femmine della Guardia di Finanza potrebbe iniziare da:   

 

  “…. Ulteriori criticita’ che contribuiscono a definire la  situazione di precarieta’  dell’ente  locale  e  la  diffusa  illegalita’  hanno interessato il settore finanziario contabile.

    E’ stata  posta  in  rilievo  la  sussistenza  di  una  rilevante evasione tributaria  nei  confronti  della  quale  l’amministrazione, negli anni, non ha posto in essere un’efficace  azione  di  contrasto ne’ una decisa attivita’ per il recupero dei tributi.

    Il verificarsi di tali criticita’ sono anche da  ascriversi  alla cattiva gestione, con condotte di rilevanza penale, posta  in  essere dalla  societa’  alla  quale  era  stato  affidato  il  servizio   di riscossione dei ruoli di competenza comunale…”

 

 

“…..  Come emerso nel corso dell’accesso ispettivo  tale  societa’  non solo ha omesso di riversare  quanto  aveva  riscosso  ma,  nonostante l’avvenuta rescissione  del  contratto,  si  e’  anche  rifiutata  di restituire al comune la relativa documentazione.

    Le accertate anomalie in materia  di  imposizione  e  riscossione tributaria sono un segnale evidente dell’incapacita’ o della mancanza di  volonta’  dell’amministrazione  eletta  di  dettare  indirizzi  e attuare adeguate strategie di vigilanza e controllo in un settore  di vitale importanza per la sana gestione dell’ente locale, settore  nel quale invece la commissione d’indagine ha accertato il sussistere  di atteggiamenti omissivi,  se  non  addirittura  compiacenti,  a  tutto vantaggio di interessi riconducibili ad ambienti controindicati.

   

 Emblematiche in tal senso  sono  le  verifiche  effettuate  dalla commissione d’indagine su un  progetto,  approvato  con  delibera  di giunta del 2010, che si proponeva di accertare e recuperare i tributi locali evasi negli ultimi cinque anni.

  In effetti la preannunciata  azione  di  recupero  non  e’  stata intrapresa. L’organo ispettivo ha infatti svolto un  accertamento  su un campione di contribuenti appartenenti a nuclei familiari legati  o riconducibili alla criminalita’ organizzata e l’esito dell’analisi ha evidenziato, con riferimento a tale campione, che la  percentuale  di tributi non versata, rispetto a quanto accertato ed iscritto a ruolo, e’ pari all’89%.

    L’amministrazione pertanto non solo non ha  posto  in  essere  le opportune verifiche e iniziative  per  una  corretta  gestione  delleentrate ma  con  la  propria  condotta  ha,  di  fatto,  favorito  il concretizzarsi di una situazione in cui il tasso di evasione  fiscale risulta piu’ elevato con  riferimento  ai  soggetti  riconducibili  o appartenenti a famiglie mafiose.

    Tale stato di cose ha prodotto una grave  criticita’  finanziaria dell’ente  locale  ed  inoltre  il  mancato  recupero  delle  entrate tributarie ha precluso l’utilizzo di dette risorse per  iniziative  e servizi in favore della collettivita’…..”

                           

Art. 1

  Il consiglio comunale di Isola delle Femmine (Palermo)  e’  sciolto per la durata di diciotto mesi.

http://cupoladellapolitikaaisoladellefemmine.blogspot.it/2012/11/relazione-prefettizia-dellacommissione.html

 

http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.it/2012/11/relazione-prefettizia-dellacommissione.html

CHI non paga le tasse a Isola delle Femmine?

CHI non paga le tasse a Isola delle Femmine?

 

Una visita a Isola delle Femmine della Guardia di Finanza potrebbe iniziare da:   

 

  “…. Ulteriori criticita’ che contribuiscono a definire la  situazione di precarieta’  dell’ente  locale  e  la  diffusa  illegalita’  hanno interessato il settore finanziario contabile.

    E’ stata  posta  in  rilievo  la  sussistenza  di  una  rilevante evasione tributaria  nei  confronti  della  quale  l’amministrazione, negli anni, non ha posto in essere un’efficace  azione  di  contrasto ne’ una decisa attivita’ per il recupero dei tributi.

    Il verificarsi di tali criticita’ sono anche da  ascriversi  alla cattiva gestione, con condotte di rilevanza penale, posta  in  essere dalla  societa’  alla  quale  era  stato  affidato  il  servizio   di riscossione dei ruoli di competenza comunale…”

 

 

“…..  Come emerso nel corso dell’accesso ispettivo  tale  societa’  non solo ha omesso di riversare  quanto  aveva  riscosso  ma,  nonostante l’avvenuta rescissione  del  contratto,  si  e’  anche  rifiutata  di restituire al comune la relativa documentazione.

    Le accertate anomalie in materia  di  imposizione  e  riscossione tributaria sono un segnale evidente dell’incapacita’ o della mancanza di  volonta’  dell’amministrazione  eletta  di  dettare  indirizzi  e attuare adeguate strategie di vigilanza e controllo in un settore  di vitale importanza per la sana gestione dell’ente locale, settore  nel quale invece la commissione d’indagine ha accertato il sussistere  di atteggiamenti omissivi,  se  non  addirittura  compiacenti,  a  tutto vantaggio di interessi riconducibili ad ambienti controindicati.

   

 Emblematiche in tal senso  sono  le  verifiche  effettuate  dalla commissione d’indagine su un  progetto,  approvato  con  delibera  di giunta del 2010, che si proponeva di accertare e recuperare i tributi locali evasi negli ultimi cinque anni.

  In effetti la preannunciata  azione  di  recupero  non  e’  stata intrapresa. L’organo ispettivo ha infatti svolto un  accertamento  su un campione di contribuenti appartenenti a nuclei familiari legati  o riconducibili alla criminalita’ organizzata e l’esito dell’analisi ha evidenziato, con riferimento a tale campione, che la  percentuale  di tributi non versata, rispetto a quanto accertato ed iscritto a ruolo, e’ pari all’89%.

    L’amministrazione pertanto non solo non ha  posto  in  essere  le opportune verifiche e iniziative  per  una  corretta  gestione  delleentrate ma  con  la  propria  condotta  ha,  di  fatto,  favorito  il concretizzarsi di una situazione in cui il tasso di evasione  fiscale risulta piu’ elevato con  riferimento  ai  soggetti  riconducibili  o appartenenti a famiglie mafiose.

    Tale stato di cose ha prodotto una grave  criticita’  finanziaria dell’ente  locale  ed  inoltre  il  mancato  recupero  delle  entrate tributarie ha precluso l’utilizzo di dette risorse per  iniziative  e servizi in favore della collettivita’…..”

                           

Art. 1

  Il consiglio comunale di Isola delle Femmine (Palermo)  e’  sciolto per la durata di diciotto mesi.

http://cupoladellapolitikaaisoladellefemmine.blogspot.it/2012/11/relazione-prefettizia-dellacommissione.html

 

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ISOLA DELLE FEMMINE E ORA ?????

“… Illegittimita’ hanno caratterizzato anche la complessa procedura, protrattasi per anni,concernente il rilascio di una concessione  per l’ampliamento di un esercizio commerciale  il  cui  titolare  e’  uno stretto congiunto del locale capo mafia….”

“….La relazione prefettizia ha messo in rilievo che  il  complessivo quadro delle evidenziate anomalie e irregolarita’ poste in essere nel corso delle due ultime  consiliature  guidate,  sempre  dallo  stesso primo  cittadino,  e’  la  dimostrazione  di   come   l’infiltrazione criminale abbia condizionato l’azione dell’amministrazione comunale….”

“Le ingerenze della criminalita’ nelle funzioni e nelle  attivita’ svolte dal comune si  sono  tradotte  in  molteplici  illegittimita’, abusi, anomalie e sviamenti  dell’attivita’  amministrativa  volti  a favorire economicamente o sotto forma di  altre  utilita’  persone  o societa’ direttamente o indirettamente collegati ad  esponenti  della locale consorteria mafiosa.”

“……… tre degli attuali componenti della giunta ed il presidente del  consiglio comunale  hanno  rivestito   cariche   politiche   nella   precedente consiliatura….”

Le ingerenze della criminalita’ nelle funzioni e nelle  attivita’ svolte dal comune si  sono  tradotte  in  molteplici  illegittimita’, abusi, anomalie e sviamenti  dell’attivita’  amministrativa  volti  a favorire economicamente o sotto forma di  altre  utilita’  persone  o societa’ direttamente o indirettamente collegati ad  esponenti  della locale consorteria mafiosa.

“…..i lavori  di  collegamento del  sistema  fognario  comunale  ad  un  depuratore  consortile.  In particolare e’ stato verificato che sulle buste pervenute al comune e contenenti le  offerte  delle  ditte  interessate  non  veniva  posto l’orario di arrivo, non consentendo  in  tal  modo  di’  adottare  il criterio secondo  cui  le  varie  offerte  dovevano  essere  ordinate progressivamente.  La  societa’  vincitrice  doveva  inoltre   essere esclusa atteso che  la  documentazione  dalla  stessa  depositata  e’ risultata insufficiente rispetto a quanto previsto  dal  disciplinare di gara, non avendo prodotto  la  stessa  societa’  ne’  la  cauzione provvisoria  ne’  idonea  documentazione  comprovante  il  prescritto versamento all’autorita’ per la vigilanza sui lavori pubblici.

    Le  diverse  irregolarita’  riscontrate,  sia  sotto  il  profilo sostanziale  sia  sotto  il  profilo  formale,  attestano  l’avvenuta penetrazione della criminalita’ nell’ente per il fatto che la gara in esame si e’ conclusa proprio con l’aggiudicazione dei lavori  ad  una societa’   che   presenta   forti   elementi   di   controindicazione

L’amministratore unico della stessa e’ uno stretto  congiunto  di  un soggetto tratto in arresto per il reato di associazione mafiosa e  la medesima societa’, nell’ambito delle relative  indagini  giudiziarie, e’ stata sottoposta a perquisizione.

    Ulteriori anomalie hanno contraddistinto la  fase  di  esecuzione dei lavori ed in particolare l’affidamento  in  subappalto  di  parte degli stessi ad una ditta riconducibile alla locale famiglia mafiosa.

La commissione d’indagine  ha  posto  in  rilievo  che  in  occasione dell’autorizzazione del sub appalto in  questione  la  prefettura  di Palermo aveva rappresentato al comune  di  Isola  delle  Femmine  gli aspetti di controindicazione del subappalto in argomento, atteso  che in occasione dell’istruttoria svolta per un’altra procedura  di  gara nei confronti  della  stessa  ditta  era  stata  emessa  interdittiva antimafia.

    Inoltre, da parte della  prefettura,  era  stato  fatto  presente all’ente locale che se avesse aderito al protocollo di legalita’,  la procedura di subappalto in esame sarebbe rientrata in quelle per  cui sarebbe stato obbligatorio effettuare la verifica antimafia,  con  il conseguente effetto che la societa’ in questione non  avrebbe  potuto essere affidataria del sub appalto.

    La mancanza  di  controlli  da  parte  dell’ente  nella  fase  di esecuzione delle  opere  ha  tra  l’altro  favorito  un  ripetuto  ed illegittimo ricorso alla stipula di subappalti,  affidati  a  diverse societa’, per un importo complessivamente superiore al limite del 30% del valore dell’appalto,  in  contrasto  con  quanto  previsto  dalla normativa di settore….”

“…. Piu’ in particolare, la commissione d’indagine ha constatato come l’amministrazione   comunale,   nel   tempo,   abbia    costantemente disapplicato i rigorosi dettami stabiliti  per  l’espletamento  delle gare pubbliche, facendo ricorso a procedure ristrette per  la  scelta del contraente, procedure negoziate o a  trattativa  privata  di  cui all’art. 57 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 o mediante cottimo fiduciario ai sensi dell’art.  125  del  citato  decreto.  Il ricorso a tali procedure non era giustificato dai necessari caratteri di urgenza ed indifferibilita’ per gli specifici casi  e  tanto  piu’ conciliabile  con  le  dovute  precauzioni   che   devono   connotare l’attivita’ di un comune che si trova ad  operare  in  un  territorio notoriamente contraddistinto da interferenze illecite….”   

Gravi e persistenti anomalie hanno interessato  le  procedure  di affidamento di lavori mediante appalto pubblico. E’ risultato infatti che in alcuni casi l’amministrazione ha frazionato  gli  importi  dei lavori; con tali modalita’ operative e’ stato  possibile  eludere  le puntuali disposizioni in materia.

    In  altre  procedure  e’  stata  applicata  la  normativa   sulla fornitura  di  beni,  mentre  si  sarebbe  dovuto  applicare   quella concernente la prestazione di opere.”

http://cupoladellapolitikaaisoladellefemmine.blogspot.it/2012/11/relazione-prefettizia-dellacommissione.html

 

http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.it/2012/11/relazione-prefettizia-dellacommissione.html


ISOLA DELLE FEMMINE E ORA ?????

“… Illegittimita’ hanno caratterizzato anche la complessa procedura, protrattasi per anni,concernente il rilascio di una concessione  per l’ampliamento di un esercizio commerciale  il  cui  titolare  e’  uno stretto congiunto del locale capo mafia….”

“….La relazione prefettizia ha messo in rilievo che  il  complessivo quadro delle evidenziate anomalie e irregolarita’ poste in essere nel corso delle due ultime  consiliature  guidate,  sempre  dallo  stesso primo  cittadino,  e’  la  dimostrazione  di   come   l’infiltrazione criminale abbia condizionato l’azione dell’amministrazione comunale….”

“Le ingerenze della criminalita’ nelle funzioni e nelle  attivita’ svolte dal comune si  sono  tradotte  in  molteplici  illegittimita’, abusi, anomalie e sviamenti  dell’attivita’  amministrativa  volti  a favorire economicamente o sotto forma di  altre  utilita’  persone  o societa’ direttamente o indirettamente collegati ad  esponenti  della locale consorteria mafiosa.”

“……… tre degli attuali componenti della giunta ed il presidente del  consiglio comunale  hanno  rivestito   cariche   politiche   nella   precedente consiliatura….”

Le ingerenze della criminalita’ nelle funzioni e nelle  attivita’ svolte dal comune si  sono  tradotte  in  molteplici  illegittimita’, abusi, anomalie e sviamenti  dell’attivita’  amministrativa  volti  a favorire economicamente o sotto forma di  altre  utilita’  persone  o societa’ direttamente o indirettamente collegati ad  esponenti  della locale consorteria mafiosa.

“…..i lavori  di  collegamento del  sistema  fognario  comunale  ad  un  depuratore  consortile.  In particolare e’ stato verificato che sulle buste pervenute al comune e contenenti le  offerte  delle  ditte  interessate  non  veniva  posto l’orario di arrivo, non consentendo  in  tal  modo  di’  adottare  il criterio secondo  cui  le  varie  offerte  dovevano  essere  ordinate progressivamente.  La  societa’  vincitrice  doveva  inoltre   essere esclusa atteso che  la  documentazione  dalla  stessa  depositata  e’ risultata insufficiente rispetto a quanto previsto  dal  disciplinare di gara, non avendo prodotto  la  stessa  societa’  ne’  la  cauzione provvisoria  ne’  idonea  documentazione  comprovante  il  prescritto versamento all’autorita’ per la vigilanza sui lavori pubblici.

    Le  diverse  irregolarita’  riscontrate,  sia  sotto  il  profilo sostanziale  sia  sotto  il  profilo  formale,  attestano  l’avvenuta penetrazione della criminalita’ nell’ente per il fatto che la gara in esame si e’ conclusa proprio con l’aggiudicazione dei lavori  ad  una societa’   che   presenta   forti   elementi   di   controindicazione

L’amministratore unico della stessa e’ uno stretto  congiunto  di  un soggetto tratto in arresto per il reato di associazione mafiosa e  la medesima societa’, nell’ambito delle relative  indagini  giudiziarie, e’ stata sottoposta a perquisizione.

    Ulteriori anomalie hanno contraddistinto la  fase  di  esecuzione dei lavori ed in particolare l’affidamento  in  subappalto  di  parte degli stessi ad una ditta riconducibile alla locale famiglia mafiosa.

La commissione d’indagine  ha  posto  in  rilievo  che  in  occasione dell’autorizzazione del sub appalto in  questione  la  prefettura  di Palermo aveva rappresentato al comune  di  Isola  delle  Femmine  gli aspetti di controindicazione del subappalto in argomento, atteso  che in occasione dell’istruttoria svolta per un’altra procedura  di  gara nei confronti  della  stessa  ditta  era  stata  emessa  interdittiva antimafia.

    Inoltre, da parte della  prefettura,  era  stato  fatto  presente all’ente locale che se avesse aderito al protocollo di legalita’,  la procedura di subappalto in esame sarebbe rientrata in quelle per  cui sarebbe stato obbligatorio effettuare la verifica antimafia,  con  il conseguente effetto che la societa’ in questione non  avrebbe  potuto essere affidataria del sub appalto.

    La mancanza  di  controlli  da  parte  dell’ente  nella  fase  di esecuzione delle  opere  ha  tra  l’altro  favorito  un  ripetuto  ed illegittimo ricorso alla stipula di subappalti,  affidati  a  diverse societa’, per un importo complessivamente superiore al limite del 30% del valore dell’appalto,  in  contrasto  con  quanto  previsto  dalla normativa di settore….”

“…. Piu’ in particolare, la commissione d’indagine ha constatato come l’amministrazione   comunale,   nel   tempo,   abbia    costantemente disapplicato i rigorosi dettami stabiliti  per  l’espletamento  delle gare pubbliche, facendo ricorso a procedure ristrette per  la  scelta del contraente, procedure negoziate o a  trattativa  privata  di  cui all’art. 57 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 o mediante cottimo fiduciario ai sensi dell’art.  125  del  citato  decreto.  Il ricorso a tali procedure non era giustificato dai necessari caratteri di urgenza ed indifferibilita’ per gli specifici casi  e  tanto  piu’ conciliabile  con  le  dovute  precauzioni   che   devono   connotare l’attivita’ di un comune che si trova ad  operare  in  un  territorio notoriamente contraddistinto da interferenze illecite….”   

Gravi e persistenti anomalie hanno interessato  le  procedure  di affidamento di lavori mediante appalto pubblico. E’ risultato infatti che in alcuni casi l’amministrazione ha frazionato  gli  importi  dei lavori; con tali modalita’ operative e’ stato  possibile  eludere  le puntuali disposizioni in materia.

    In  altre  procedure  e’  stata  applicata  la  normativa   sulla fornitura  di  beni,  mentre  si  sarebbe  dovuto  applicare   quella concernente la prestazione di opere.”

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50 TONNELLATE DI MUNNEZZA Sulle STRADE DI ISOLA DELLE FEMMINE

50
TONNELLATE DI MUNNEZZA  Sulle STRADE DI
ISOLA DELLE FEMMINE
E noi
Cittadini di Isola delle Femmine?
NIENTE
SUBIAMO E BASTA , al massimo la solita discussione da bar,il tempo di
sorseggiare un caffè e poi, come tanti coglioni, torniamo a rinchiuderci nelle
nostre case e tutto finisce.
Poveri
illusi non finisce proprio nulla!!!!
Le cataste
di munnezza che ci ritroviamo in ogni angolo di   Strada 
del paese emana un fetore che impregna anche i nostri vestiti,  il percolato formatosi dal permanere per
giorni e giorni della munnezza    penetra
il manto stradale  Per finire nelle falde
acquifere,   conseguenze e rischi per la
nostra salute alle stelle.


I falò, che
periodicamente bruciano le montagne di munnezza oltre a creare una coltre di
fumo nero (si approfitta per bruciare anche materiale risparmiando    così i 
costi per il conferimento in discarica)  emanano una puzza che invade l’intero paese di
isola delle Femmine, con   l’emissione in
aria di  inquinanti (metalli pesanti,
diossina…) dannosissimi alla salute umana.
Tacendo e
chiudendosi in casa, VI ILLUDETTE che tutto sia rimasto Fuori dalle vostre
case.
NO!!! NO!!!!
NO!!!!!
Lo  squallore rappresentato da queste montagne di
munnezza in giro per il paese è  causa
di   fuga dei POCHISSIMI malcapitati
turisti (vi sono state delle anticipate partenze).
Aggravando  ulteriormente   notevolmente 
la  già disastrata economia di
Isola delle Femmine
Forse è
giunta l’ora di uscire dalle nostre case e gridare la nostra rabbia per questo
stato di cose che sta portando Isola delle Femmine in un precipizio da cui
difficilmente saremo in grado di risalire
Agli ex
amministratori Consiglieri Sindaci Assessore, 
che un
provvedimento del Ministero degli Interni 
VI ha
dichiarato “decaduti”

“.…….comprovata
l’esistenza di comportamenti sintomatici nell’azione amministrativa che
permettono, con ragionevole certezza, di supporre un collegamento tra
l’attività operativa della Giunta e del Consiglio e la criminalità organizzata,
risulta che i suddetti siano indubbiamente da considerarsi responsabili dell‘avvenuta
risoluzione del Consiglio Comunale ……..”

“…vi sono state infatti una serie di
attività ampiamente censurabili o quantomeno opache – e di cui la relazione
prefettizia offre i puntuali riscontri – che lasciano intuire pesanti zone
d’ombra nella gestione della cosa pubblica comunale …”
Riflettete
su quanto sopra e poi pensate al danno economico e di immagine che avete
causato ai Cittadini di Isola delle Femmine, invece di occuparvi degli
interventi “meno” urlati di Ciampolillo.
Come ben
sapete Ciampolillo   NON 

“apparteneva a quella fascia di popolazione
che è vicina o appartiene organicamente alla criminalità organizzata e che
invece appare in qualche modo favorita dall’azione amministrativa…”
Mi piacerebbe sentire invece il VOSTRO URLO
DI INDIGNAZIONE!!!!!!!
Oppure siete quelli che si rinchiudono in
casa sbarrando porte e finestre,  
pensando soltanto al proprio tornaconto personale come sempre avete
fatto!
Pino
Ciampolillo

ISOLA DELLE FEMMINE CHE FARE? 20 agosto 2013

Isola delle Femmine: Che fare?
È la domanda che da ormai troppo tempo si pone il Cittadino di Isola delle Femmine.
Si badi bene, chi si pone questa domanda, non è un Cittadino asociale, qualunquista,  polemista, menefreghista, delinquente, mafioso o politico di professione.
E’ un Cittadino rispettoso dell’ambiente, della pulizia, della cosa pubblica, del decoro. 

E’ un Cittadino ligio al dovere al rispetto delle leggi e delle regole del vivere civile, difensore della legalità e  della solidarietà.

E’ un Cittadino che pensa alla politica come un servizio ai Cittadini per la gestione della Cosa Pubblica. 
Che fare?

Per impedire tutto questo scempio ambientale.
In questi giorni sulle strade, sui marciapiedi, per le vie viuzze piazze
in centro e in periferia lungo il litorale marino di Isola delle Femmine
sono ammuchiate in tante discariche a cielo aperto oltre 50 tonnellate di munnezza.
Che fare?

Per impedire che giornalmente il cittadino di Isola delle Femmine
debba  mettere a dura prova il suo stato di salute messo a rischio da ogni genere di inquinante
Che fare?

Per salvare e salvaguardare il pochissimo territorio ancora libero del nostro paese, aggredito quasi completamente dalla cementificazione di costruttori affaristi e mafiosi di ogni risma.
Che fare?

Per salvare, requisire e recuperare tutti i fabbricati vecchi e fatiscenti che oltre ad essere fonte di pericoli, deturpano l’ambiente e  il decoro del paese, offrendo ai visitatori un’immagine di squallore e di poco rispetto del proprio patrimonio.
Che fare?

per salvare requisire e trasformare le tante aree “ abbandonate” diventate ricettacolo di topi ed animali di ogni specie, in aree di verde attrezzato per la pubblica fruizione, sottraendole così a  sicuri appetiti speculativi.
Che fare?

Per non vedere più dispersi  i tanti metri cubi di acqua che in ogni angolo del paese fuoriescono dalle condutture pubbliche ormai obsolete.
Che fare?

Per passeggiare sui marciapiedi di Isola delle Femmine senza correre il rischio di inciamparsi per le tante buche e  i dislivelli della pavimentazione causati dalle radici degli alberi
Che fare?

affinché i nostri bambini possano usare la villa (pista di pattinaggio) come luogo di giochi e di socializzazione, senza inciamparsi nella munnezza,merde di cani, insetti di ogni genere topi e………
Che fare?

Perché TUTTI paghino la tassa sui rifiuti e nessuno continui, nonostante lo scioglimento del Consiglio Comunale, a fare il furbo
Che fare?

Per recuperare l’evasione tributaria, certificata dalla Commissione Governativa di Accesso agli atti al Comune di Isola delle Femmine,  di amici e parenti degli AMMINISTRATORI  fatti “decadere” dal Ministro degli Interni
Che fare ?

Per vedere allontanare dai posti di responsabilità quei funzionari e dirigenti del Comune di Isola delle Femmine che la relazione della Commissione di Accesso agli Atti governativa, “attenzionava”
“ si sottopone all’attenzione la figura, responsabile …….”
Che fare?

Per dare seguito a quanto stabilito dall’Assessorato TTAA Urbanistica che dichiarava: “la concessione in argomento sarebbe da ritenere illegittima”.
“Una Concessione edilizia in assenza dei presupposti di legge ed ha consentitocce la società non rispettasse la tempistica relativa ai versamenti da effettuare per gli oneri di urbanizzazione”
Che fare?

Per non vedere più   la piazza principale di Isola delle Femmine Piazza Umberto 1° caotica incolore incivile piena di tavoli e di macchine di schiamazzi munnezza vasi con dentro steppaglia, insomma un gran CASINO!!!!
Che fare?

Per dare seguito alle ordinanze emesse dal Comune di Isola delle Femmine sul ripristino dello stato dei luoghi per opere edilizie eseguiti senza le regolari autorizzazioni
Che fare? Che fare?  Che fare? Che fare?
…ma ci sono le leggi ci sono i regolamenti ci siamo dati delle regole
E allora?
………………….
Pino Ciampolillo