LA QUERELA DI PORTOBELLO CONTRO IL BLOGGER PINO CIAMPOLILLO

Atto Di Querela Del Sindaco Di Isola Delle Professore Gaspare Portobello Nei Confronti Del Blogger Giuseppe…

 

ATTO DI QUERELA DEL SINDACO DI ISOLA DELLE PROFESSORE GASPARE PORTOBELLO NEI CONFRONTI DEL BLOGGER GIUSEPPE CIAMPOLILLO PER L’ARTICOLO “LA KUPOLA DELLA POLITIKA A ISOLA DELLE FEMMINE” APPARSO SULLA RIVISTA  “IL VESPRO  EDIZIONE APRILE 2010 

 

http://www.scribd.com/doc/107104310/Atto-Di-Querela-Del-Sindaco-Di-Isola-Delle-Professore-Gaspare-Portobello-Nei-Confronti-Del-Blogger-Giuseppe-Ciampolillo-Per-l

 

 

 

ATTO DI QUERELA DEL SINDACO DI ISOLA DELLE PROFESSORE GASPARE PORTOBELLO NEI CONFRONTI DEL BLOGGER GIUSEPPE CIAMPOLILLO PER L’ARTICOLO “LA KUPOLA DELLA POLITIKA A ISOLA DELLE FEMMINE” APPARSO SULLA RIVISTA  “IL VESPRO  EDIZIONE APRILE 2010 

 

 

 

 

 

http://lariscossadiisoladellefemmine.files.wordpress.com/2012/09/diniego-a-costruire-area-ex-sicileas-aiello-giuseppe-giambona-rita-albo-n-420-12-diniego-n-21-utc-3settore3.pdf

 

 

 

 

 

 

ATTO DI QUERELA DEL SINDACO DI ISOLA DELLE PROFESSORE GASPARE PORTOBELLO NEI CONFRONTI DEL BLOGGER GIUSEPPE CIAMPOLILLO PER L’ARTICOLO “LA KUPOLA DELLA POLITIKA A ISOLA DELLE FEMMINE” APPARSO SULLA RIVISTA  “IL VESPRO  EDIZIONE APRILE 2010 

 

 

http://lariscossadiisoladellefemmine.files.wordpress.com/2012/09/atto-di-querela-del-sindaco-di-isola-delle-professore-gaspare-portobello-nei-confronti-del-blogger-giuseppe-ciampolillo-per-l1.pdf

 

 

 

 

ATTO DI QUERELA DEL SINDACO DI ISOLA DELLE PROFESSORE GASPARE PORTOBELLO NEI CONFRONTI DEL BLOGGER GIUSEPPE CIAMPOLILLO PER L’ARTICOLO “LA KUPOLA DELLA POLITIKA A ISOLA DELLE FEMMINE” APPARSO SULLA RIVISTA  “IL VESPRO  EDIZIONE APRILE 2010 

 

 

 

 

 

http://lariscossadiisoladellefemmine.files.wordpress.com/2012/09/atto-di-querela-del-sindaco-di-isola-delle-professore-gaspare-portobello-nei-confronti-del-blogger-giuseppe-ciampolillo-per-l2.pdf

 

 

ATTO DI QUERELA DEL SINDACO DI ISOLA DELLE PROFESSORE GASPARE PORTOBELLO NEI CONFRONTI DEL BLOGGER GIUSEPPE CIAMPOLILLO PER L’ARTICOLO “LA KUPOLA DELLA POLITIKA A ISOLA DELLE FEMMINE” APPARSO SULLA RIVISTA  “IL VESPRO  EDIZIONE APRILE 2010 

 

 

 

 

 

http://lariscossadiisoladellefemmine.files.wordpress.com/2012/09/atto-di-querela-del-sindaco-di-isola-delle-professore-gaspare-portobello-nei-confronti-del-blogger-giuseppe-ciampolillo-per-l3.pdf

 

 

 

 

 

SUCCEDE A ISOLA DELLE FEMMINE IL PROFESSORE ED IL CAPITANO LICENZIANO L’ARCHITETTO ALBERT UFFICIO SANATORIE DELL’ UFFICIO TECNICO COMUNALE

 

 

 

http://lariscossadiisoladellefemmine.wordpress.com/?attachment_id=714

 

 

L’ARCHIVIO DI ISOLA DELLE FEMMINE

DOTTORE SALVATORE ANZA’ DIRIGENTE ASSESSORATO AMBIENTE PèIANO QUALITA’ DELL’ARIA LA STORIA DEL COPIATO CHE SI ACCOMPAGNA ALLA STORIA DELL’A.I.A. E DEL PETCOKE DELLA ITALCEMENTI

DECRETI SCIOGLIMENTI CONSIGLIO COMUNALI ISOLA DELLE FEMMINE E CAPACI

MAFIA STORIA DI BADALAMENTI PROVENZANO SIFAC COPACABANA CINISI

Condanna a un anno e otto mesi di reclusione, nei confronti di Anzà Salvatore

Sentenza 
n. 5455/2012 emessa dal Tribunale penale di Palermo, Giudice
Monocratico, sez. quarta penale, nel proc. n. 4863/2010, all’udienza del
18.10.2012, di condanna a 
un anno e otto mesi
di reclusione
, pena sospesa, nei confronti di Anzà Salvatore,  parte offesa Legambiente
Comitato Regionale Siciliano in persona del Presidente arch. Domenico Fontana,
per le diffamazioni derivanti dalle affermazioni, dichiarazioni e frasi
offensive riportate nelle note inviate a diversi enti in danno dell’associazione
e del presidente Regionale arch. Domenico Fontana. E il procedimento aperto in
relazione alla denuncia di Legambiente per le  note inviate dall’Anzà a
vari enti, in relazione alle posizioni assunte dall’associazione sul Piano
Regionale di Coordinamento per la tutela della Qualità dell’aria .



Scarica l’intera sentenza in pdf

ANZA’ SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO MESI SENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 1

ANZA’ SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO MESI SENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 2

ANZA’ SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO MESI SENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 3

ANZA’ SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO MESI SENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 4
ANZA’ SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO MESI SENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 5

ANZA’ SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO MESI SENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 6

ANZA’ SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO MESI SENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 7

ANZA’ SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO MESI SENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 8

ANZA’ SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO MESI SENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 9

ANZA’ SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO MESI SENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 10

ANZA’ SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO MESI SENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 11

ANZA’ SALVATORE CONDANNATO A  UNO ANNO MESI SENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 12

ANZA’ SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO MESI SENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 13

ANZA’ SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO MESI SENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 14
ANZA’ SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO MESI SENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 15
ANZA’ SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO MESI SENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 16

ANZA’ SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO MESI SENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 17

ANZA’ SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO MESI ENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 18

ANZA’ SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO MESI SENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 19
ANZA’ SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO MESI SENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 20

ANZA’ SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO MESI ENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 21

ANZA’ SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO MESI SENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 22

ANZA’ SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO MESI SENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 23

ANZA’ SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO MESI ENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 24

ANZA’ SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO 8 MESI SENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 25

Comitato
Cittadino Isola Pulita Isola delle Femmine

Via
Sciascia 13

Al Presidente della Regione Sicilia

Onle Rosario
Crocetta
Piazza Indipendenza
21
Fax 091 7075302
90129 Palermo
All’Assessore
Regionale del Territorio e dell’Ambiente Sicilia
Dott.sa Mariella Lo
Bello
Via Ugo La Malfa
169
Fax 091 7077963
90146 Palermo 
Anticipata via Fax
Sig. Presidente e Sig. Assessore,
il 21 novembre 2007 Legambiente denunciava in una
conferenza stampa che il Piano Regionale di coordinamento per la tutela della
qualità dell’aria ambiente, approvato ed adottato con il D.A. n. 176/Gab del 9
agosto 2007 dall’assessore al Territorio e Ambiente Interlandi, era un copiato
dall’omologo Piano della Regione Veneto di alcuni anni addietro, nonché un
collage di capitoli, paragrafi, ecc. integralmente trascritti da pubblicazioni
già edite da altri Enti ed Amministrazioni (vedasi allegato).
Gli autori non si erano neppure accorti che quel Piano del
Veneto, cui avevano attinto, era già stato bocciato dalla Comunità Europea parecchi
anni prima, né che nel copia e incolla si erano generate inedite “comunanze” e
“similitudini” tra le caratteristiche ambientali del Veneto e della Sicilia,
tipo il “sistema aerologico padano” della Regione Siciliana, le piste ciclabili
lungo gli argini dei fiumi e dei canali presenti nei centri storici dei Comuni
siciliani, l’esistenza delle Comunità montane, ecc.
Inoltre, come non ricordare il servizio di Striscia la
Notizia in cui il Dirigente Generale del Dipartimento Ambiente, Pietro Tolomeo,
affermava trattarsi di “refusi “ (ma
refusi di cosa?) e si lasciava sfuggire che “nel copiare nel computer può succedere”.
Come non ricordare che la commissione ispettiva
assessoriale, al cospetto di fatti eclatanti, era costretta a rimettere il
mandato senza rendere alcuna relazione?
Erano, invece, Legambiente ed i partecipanti alla
conferenza stampa a subire attacchi ingiuriosi e diffamatori (banda di lestofanti, banda di cialtroni,
esperti in truffe, ciarlatani, cricca di imbroglioni, cricca di mascalzoni,
ecc.) da parte del dirigente responsabile
della redazione del c.d. Piano, Salvatore Anzà, tramite diverse note redatte su
carta intestata     del Dipartimento
Ambiente, senza che i vertici politici ed amministrativi dell’Assessorato o
della Regione intervenissero minimamente.
E’ più che evidente che quel dirigente, rimasto
impunemente al proprio posto, ha potuto contare su una consolidata rete di
protezione.
Invece, per quegli scritti lo stesso dirigente ha già
subito una condanna in sede civile e altri altri procedimenti, civili e penali,
nei suoi confronti sono in via di definizione.
Ebbene, a distanza di 5 anni dai fatti denunciati, il
Piano copiato non solo non è stato ritirato, come era stato richiesto a suo
tempo da Legambiente, ma fa ancora incredibilmente “bella mostra” nel sito
istituzionale dell’Assessorato Territorio e Ambiente come fosse un documento
tuttora valido e rappresentativo.
A fronte di questa situazione a dir poco paradossale, che
appare confliggere in modo insanabile, oltre che con il decoro ed il prestigio
dell’Amministrazione, con le dichiarazioni programmatiche in materia di
trasparenza e legalità del nuovo Governo della Regione, le scriventi
Organizzazioni tornano a chiedere l’immediato ritiro del Piano copiato, anche
come segnale forte di voler mettere la parola fine ad un deleterio modus
operandi e ad un sistema di impunità tra i più oscuri dell’attività
amministrativa della nostra Regione.
 E’ di queste giorni la notizia del
Tribunale penale  di Palermo Giudice
Monocratico, sez. quarta penale, nel proc. n. 4863/2010  che 
nell’udienza del 18 ottobre 2012, è st
ata emessa la sentenza n. 5455/2012,   di condanna  
a 
un anno e
otto mesi di reclusione
, pena sospesa, nei confronti di Anzà Salvatore,  parte offesa Legambiente Comitato
Regionale Siciliano in persona del Presidente arch. Domenico Fontana, per le
diffamazioni derivanti dalle affermazioni, dichiarazioni e frasi offensive
riportate nelle note inviate a diversi enti in danno dell’associazione e del
presidente Regionale arch. Domenico Fontana.
L’operato del dr. Anzà  risulta 
a nostro parere di una gravità estrema,
in quanto dette  note
 sono state redatte su carta intestata dell’ARTA e firmate
dall’Anzà nelle funzioni ufficiali di responsabile del Servizio 3 verso
l’esterno in rappresentanza dello stesso ARTA.
FIRMATARI DEL
DOCUMENTO:
Asessandra Bianco presidente di
AugustAmbiente
Luigi Solarino presidente di Decontaminazione Sicilia,
Asessandra Leandro Janni
presidente di
 Italia Nostra,
WWF Palermo,
Giuseppe Ciampolillo coordinatore  di Comitato Cittadino Isola Pulita,
Firmato: Giuseppe Ciampolillo
Per comunicazioni: 
Giuseppe Ciampolillo Isola Pulita Via Sciascia 13 90040 Isola delle
Femmine isolapulita@gmail.com  3331017981
Si allegano:
1.      Piano
Siciliano e Fonti copiate
2.      Guida
lettura Piano
 Raccomandata 142411891787 ricevuta 31 gennaio
2013 inviata da isola delle femmine 22 gennaio 2013
 Raccomandata  90040130122003650 inviata da Isola delle
Femmine il 22 gennaio 2013 

                                                                     
Al Presidente della Regione
                                                                                                                          All’Assessore Regionale
                                                                                                                   del
Territorio e dell’Ambiente
Sig. Presidente e Sig.
Assessore,
il 21 novembre 2007
Legambiente denunciava in una conferenza stampa che il Piano Regionale di
coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente, approvato ed
adottato con il D.A. n. 176/Gab del 9 agosto 2007 dall’assessore al Territorio
e Ambiente Interlandi, era un copiato dall’omologo Piano della Regione Veneto
di alcuni anni addietro, nonché un collage di capitoli, paragrafi, ecc.
integralmente trascritti da pubblicazioni già edite da altri Enti ed
Amministrazioni (vedasi allegati).
Gli autori non si erano
neppure accorti che quel Piano del Veneto, cui avevano attinto, era già stato
bocciato dalla Comunità Europea parecchi anni prima, né che nel copia e incolla
si erano generate inedite “comunanze” e “similitudini” tra le caratteristiche
ambientali del Veneto e della Sicilia, tipo il “sistema aerologico padano”
della Regione Siciliana, le piste ciclabili lungo gli argini dei fiumi e dei
canali presenti nei centri storici dei Comuni siciliani, l’esistenza delle
Comunità montane, ecc.
Inoltre, come non ricordare
il servizio di Striscia la
Notizia in cui il Dirigente Generale del Dipartimento
Ambiente, Pietro Tolomeo, affermava trattarsi di “refusi “ (ma refusi di cosa?) e si lasciava sfuggire che “nel copiare nel computer può succedere”.
Come non ricordare che la
commissione ispettiva assessoriale, al cospetto di fatti eclatanti, era
costretta a rimettere il mandato senza rendere alcuna relazione?
Erano, invece, Legambiente ed
i partecipanti alla conferenza stampa a subire attacchi ingiuriosi e
diffamatori (banda di lestofanti, banda
di cialtroni, esperti in truffe, ciarlatani, cricca di imbroglioni, cricca di
mascalzoni,
ecc.) da parte del
dirigente responsabile della redazione del c.d. Piano, Salvatore Anzà, tramite
diverse note redatte su carta intestata    
del Dipartimento Ambiente,
senza che i vertici politici ed amministrativi dell’Assessorato o della Regione
intervenissero minimamente.
E’ più che evidente che quel
dirigente, rimasto impunemente al proprio posto, ha potuto contare su una
consolidata rete di protezione.
Invece, per quegli scritti lo
stesso dirigente ha già subito una condanna in sede civile e altri altri procedimenti,
civili e penali, nei suoi confronti sono in via di definizione.
Ebbene, a distanza di 5 anni
dai fatti denunciati, il Piano copiato non solo non è stato ritirato, come era
stato richiesto a suo tempo da Legambiente, ma fa ancora incredibilmente “bella
mostra” nel sito istituzionale dell’Assessorato Territorio e Ambiente come
fosse un documento tuttora valido e rappresentativo.
A fronte di questa situazione
a dir poco paradossale, che appare confliggere in modo insanabile, oltre che
con il decoro ed il prestigio dell’Amministrazione, con le dichiarazioni
programmatiche in materia di trasparenza e legalità del nuovo Governo della
Regione, le scriventi Organizzazioni tornano a chiedere l’immediato ritiro del
Piano copiato, anche come segnale forte di voler mettere la parola fine ad un
deleterio modus operandi e ad un sistema di impunità tra i più oscuri
dell’attività amministrativa della nostra Region
e.
Palermo,
         Legambiente Sicilia                                                     CGIL Sicilia
          Domenico Fontana                                                     Antonio Riolo
                  

XVI
Legislatura ARS
INTERROGAZIONE
(risposta scritta)
Al Signor Presidente
della Regione

Iniziative finalizzate alla tutela dell’ambiente ed alla salvaguardia della
salute della popolazione dall’inquinamento atmosferico nella Regione Siciliana
– Inadempienze circa la redazione del Piano Regionale di Tutela della Qualità
dell’Aria ed aberrazioni in merito all’adozione da oltre 5 anni di un Piano
copiato dall’omologo della Regione Veneto e da documenti editi da altre fonti

premesso
che,
•   più di 5 anni fa, iI 21 novembre 2007,
Legambiente Sicilia, denunciava in una conferenza stampa, che il Piano
Regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente,
approvato ed adottato con il D.A. n. 176/Gab del 9 agosto 2007 dall’assessore
al Territorio e Ambiente Rossana Interlandi, era un copiato dall’omologo Piano
della Regione Veneto di alcuni anni addietro, nonché un collage di capitoli,
paragrafi, ecc. integralmente trascritti da pubblicazioni già edite da altri
Enti ed Amministrazioni;

•  gli autori, coordinati dal dirigente
responsabile del Servizio 3 “Tutela dall’inquinamento atmosferico” del
Dipartimento Ambiente, dott. Salvatore Anzà, non si erano neppure accorti che
quel Piano del Veneto (anno 2000), cui avevano attinto, era già stato bocciato
dalla Comunità Europea parecchi anni prima, né che nel copia e incolla si
erano generate inedite “comunanze” e “similitudini” tra le caratteristiche
ambientali del Veneto e della Sicilia, tipo il “sistema aerologico padano”
della Regione Siciliana, la limitazione delle ore di utilizzo del riscaldamento
domestico a causa della rigidità del clima, l’incremento delle piste ciclabili
lungo gli argini dei fiumi e dei canali presenti nei centri storici dei Comuni
siciliani al fine del miglioramento del traffico urbano, la persistenza delle
Comunità montane
, ecc.;

•  la vicenda suscitava, a causa dei suoi
risvolti paradossali, notevole clamore e turbamento a livello mediatico e
nell’opinione pubblica regionale e nazionale, attirando persino l’attenzione
della trasmissione satirica Striscia la notizia che vi dedicava un esilarante
servizio nel corso del quale il dirigente generale del Dipartimento Ambiente,
Pietro Tolomeo, per giustificare l’abnormità dei fatti, arrivava a definirli
frutto di “pochi refusi”, tuttavia lasciandosi scappare che “nel copiare può
succedere”;

•  l’Assessore Interlandi nominava una
commissione d’inchiesta per gli accertamenti del caso e delle responsabilità,
ma la commissione, di fronte all’imbarazzante situazione, si trincerava dietro
un’enigmatica astensione dal rilasciare una qualsiasi relazione;

•   a distanza di circa 4 mesi l’Assessore
Interlandi, con il decreto n. 43/Gab del 12 marzo 2008, riteneva di sanare le
abnormità con la semplice eliminazione dal testo del Piano dei riferimenti più
spiccatamente “padani”, ma lasciando inalterate le altre parti interamente
copiate;   
e considerato
che

•  il c.d. Piano regionale di
coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente della Regione
Siciliana, vale a dire un documento frutto di un mero assemblaggio, operato con
il metodo del copia ed incolla, di porzioni di documenti di varia estrazione e
provenienza, alcuni dei quali persino di scarsa attinenza e molti altri anche
temporalmente superati (basti considerare che il Piano della Regione Veneto
risaliva all’anno 2000 ed era stato per giunta già bocciato dalla Comunità
Europea), tutto può definirsi fuorché un documento di programmazione e
pianificazione in materia di tutela e risanamento della qualità dell’aria;

•        
nessun provvedimento risulta essere
stato intrapreso nei confronti dei responsabili della redazione del Piano
copiato;

•        
detto Piano continua inspiegabilmente e
poco decorosamente a risultare un documento ufficiale della Regione
Siciliana  e ad essere inserito nel sito
istituzionale dell’Assessorato al Territorio e Ambiente, senza che i vertici
politici dell’Assessorato, quelli burocratici del Dipartimento Ambiente ed i
responsabili dell’ufficio competente che si sono succeduti abbiano ritenuto di
intervenire al fine della sua revoca;

•   lo scorso mese di novembre si è appreso
dagli organi di stampa che la Procura della Repubblica di Palermo ha chiesto il
rinvio a giudizio, proprio per non avere mai adottato un vero Piano di
risanamento della qualità dell’aria, degli ex Presidenti della Regione, Totò
Cuffaro e Raffaele Lombardo, assieme agli assessori pro tempore
dell’Assessorato al Territorio e Ambiente, Francesco Cascio, Rossana
Interlandi, Giuseppe Sorbello e Roberto Di Mauro;  

•  è di questi giorni la notizia che il
Tribunale di Palermo ha emesso la sentenza n. 5455/2012 di condanna ad 1 anno e
8 mesi di reclusione (pena sospesa) nei confronti dell’allora responsabile del
Servizio 3 del Dipartimento Ambiente e coordinatore del Piano copiato dott.
Salvatore Anzà, il quale , nell’esercizio delle sue funzioni, aveva redatto e
inviato a diversi Enti pubblici, regionali e ministeriali, una serie di note su
carta intestata dell’Assessorato al Territorio e Ambiente dai contenuti
gravemente diffamatori e offensivi in danno di Legambiente e del suo Presidente
Regionale arch. Domenico Fontana per aver essi smascherato la copiatura del
Piano;

per sapere
quali iniziative ritenga di adottare, ed in che tempi, al fine di

porre
immediatamente termine, dopo oltre 5 anni e mezzo, con la revoca del Piano
copiato, a questa situazione a dir poco paradossale, che appare confliggere in
modo insanabile, oltre che con il decoro ed il prestigio dell’Amministrazione,
con le dichiarazioni programmatiche in materia di trasparenza e legalità del
nuovo Governo della Regione;

fare
emergere le responsabilità degli autori e le coperture di cui gli stessi hanno
potuto impunemente godere a tutti i livelli nel corso di questi anni, anche
come segnale forte di abbandono di un deleterio modus operandi e di un sistema
di connivenze tra i più oscuri dell’attività amministrativa della nostra
Regione 
fare
conoscere i motivi per i quali il Piano copiato ha continuato fino ad ora a
fare bella mostra sul sito istituzionale dell’Assessorato al Territorio e
Ambiente senza che nessuno dei vertici politici e burocratici che si sono
succeduti negli anni sia intervenuto al riguardo nonostante a conoscenza della
ben nota copiatura e quindi della macroscopica non conformità, tanto è vero che
nessuno degli stessi vertici e degli uffici lo ha messo in atto;

adottare
un vero Piano regionale di risanamento della qualità dell’aria

 (L’interrogante chiede lo svolgimento con
urgenza)

PAGINA 24 DELLA SENTENZA 


Condanna a un anno e otto mesi di reclusione, nei confronti di Anzà Salvatore, pena sospesa,

RINVIO A GIUDIZIO DELL’EX PRESIDENTE DEL CONSIGLIO ATTUALE ASSESSORE ALLO SPORT NELLA GIUNTA DI SUO CUGINO PROFESSORE ANCH’EGLI RINVIATO A GIUDIZIO

RINVIO A GIUDIZIO DELL’EX PRESIDENTE DEL CONSIGLIO ATTUALE ASSESSORE ALLO SPORT NELLA GIUNTA DI SUO CUGINO PROFESSORE ANCH’EGLI RINVIATO A GIUDIZIO

http://isolapulita.blogspot.it/2010/12/blog-post.html

IL GIUDICE DELLE INDAGINI PRELIMINARI SILVANA SAGUTO  IL 15 NOVEMBRE 2010 

…… .condivise sul punto le osservazioni dell’opponente sia in 
 
ordine alla ILLEGITTIMITA’ della PARTECIPAZIONE del 
 
SINDACO alla C.E.C. sia alla mancata astensione da parte 
 
della stessa dal prendere parte alla DISCUSSIONE sino alla 
 
VOTAZIONE di delibere riguardanti gli INTERESSI propri 
 
nonchè di PARENTI o di affini fino al 4° grado…….
 
 
 
 
……a cui vanno aggiunti altresì i rilievi della 
 
CONSULENZA disposta dal P.M. che ha affermato la 
 
ILLEGITTIMITA’ della CONCESSIONE edilizia relativa 
 
all’abitazione del RISO sita all’intyerno del piano di 
 
lottizzazione “LA PALOMA” ………
 
 
……Dispone che il P.M. formuli, entro dieci giorni, 
 
l’IMPUTAZIONE dei confronti di RISO NAPOLEONE
 
PORTOBELLO GASPARE in ordine ai REATI di cui agli 
 
art 323 e 328 c.p……..
 




….vi faccio pagare i danni morali……vi arriverà la parcella
dell’avvocato perchè i soldi dei miei figli non si toccano…. vi dovete
dimettere perchè la mozione di sfiducia nei miei confronti è stat respinta dal
TAR ed avete procurato un danno al Comune… avete speculato con il PRG e ve la
vedete con la Procura …. avete girato con le carte del PRG ed ora i cittadini
vengono a ringraziarvi…. 



Urlando forte e chiaro
CONTRO..



” Se mi denunci ti faccio saltare in aria Ti faccio
vedere chi sono io” La coerenza politica non abita nelle loro coscienze, come
dimostrano anche diversi atti che hanno approvato a colpi di maggioranza e che
il tempo implacabile valuterà……..di valutare se fossero esistiti i
presupposti per richiedere un risarcimento danni morali per calunnia e
diffamazione sia per me che per il Vice Presidente del
Consiglio…….


” salvo che il fatto non costituisca un più grave reato, il
pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio che, nello svolgimento
delle funzioni o del servizio, in violazioni di norme di legge o regolamento,
ovvero omettendo di astenersi in presenza di un interesse proprio o di un
prossimo congiunto o negli altri casi prescritti, intenzionalmente procura a sè o ad altri un ingiusto
vantaggio patrimoniale ovvero arreca ad altri un danno ingiusto
è punito
con la reclusione da sei mesi a tre anni. 

La pena è aumentata nei casi in cui il
vantaggio o il danno hanno un carattere di rilevante gravità”


 


 

 

 


LICENZA EDILIZIA RILASCIATA IL  6 giugno del 2006
LICENZA EDILIZIA RILASCIATA IL  6 giugno del 2006
LICENZA EDILIZIA RILASCIATA IL  6 giugno del 2006

 

LICENZA EDILIZIA RILASCIATA IL  6 giugno del 2006
LICENZA EDILIZIA RILASCIATA IL  6 giugno del 2006

 

Riso Napoleone Presidente del Consiglio Comunale di Isola delle Femmine nel corso della seduta del CC rivolgendosi al Consigliere Rubino : “ Rubino se mi denuncia ti faccio saltare in aria, ti faccio vedere chi sono io “
Link:
http://isolapulita.blogspot.it/2010/09/blog-post_08.html

 

 

LOTTIZZAZIONE LO BIANCO

http://isoladellefemminepulita.blogspot.it/2011/10/isola-delle-femmine-lottizzazione-lo.html  

 

 

ASSOLTO NAPOLEONE Riso 1 marzo 2011

http://noiisola.wordpress.com/2012/07/19/assolto-napoleone-riso-1-marzo-2011/

 

 

 

 

Annullamento sentenza cessazione carica Riso Napoleone

http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.it/2009/02/annullamento-sentenza-cessazione-carica.html

 

 

RISO NAPOLEONE ASSESSORE ALLO SPORT DI ISOLA DELLE FEMMINE LA BODY CENTER NON SI TOCCA NON SI PUO’ SCHERZARE CON IL REDDITO CHE GARANTISCE IL PANE AI FIGLI

 

http://isolapulita.wordpress.com/2012/06/11/un-bene-comune-la-palestra-comunale-fonte-di-reddito-e-di-speculazione-per-i-soliti-ignoti/

 

 

IL PROFESSORE RIMBORSATO DELLE SPESE LEGALI SOSTENUTE NEL DIFENDERSI DALL’ACCUSA DI AVER PRESENZIATO ALLA RIUNIONE DELLA COMMISSIONE EDILIZIA DECISORIA AI FINI DELLA CONCESSIONE DELLA LICENZA EDILIZIA DEL CUGINO ASSESSORE ALLO SPORT PROCEDIMENTO 10578 2008 DETERMINA 4 LICENZA RILASCIATA IL  6 giugno del 2006

 

http://primaveraisolana.files.wordpress.com/2012/06/rimborso-spese-professore-per-ldifendersi-dall_accusa-di-per-preso-parte-alla-riunione-della-cec-decisoria-per-la-concessione-licenza-edilizia-del-cugino-assessore-riso-napoleo.pdf

 

 

 

 

 

ORDINANZA DELL’UTC  Ripristino dello stato dei luoghi a carico di RISO ROSARIO PADREASSESSORE ALLO SPORT E FREQUENTATORE DELLA PALESTRA BODY CENTER 2009 ORDINANZA N. 70

http://lasvoltaisolana.files.wordpress.com/2012/07/ordinanza-dellutc-ripristino-dello-stato-dei-luoghi-a-carico-di-riso-rosario-padre-assessore-riso-napoleone-palestra-body-center-2009-ordinanza-n-701.pdf

 

 

 

ISOLA DELLE FEMMINE. CHIESTO il RINVIO A GIUDIZIO PER il PROFESSORE E  IL CUGINO  ASSESSORE DELLA SUA  GIUNTA DELEGATO ALLO SPORT ALLO SPORT  L’ASSESSORE CHE RICOPRIVA LA CARICA DI PRESIDENTE DEL C.C.  avrebbe omesso di convocare l’assise, rivolgendo al consigliere di opposizione Nino Rubino espressioni minacciose.

“Se mi denunci ti faccio saltare in aria” (seduta C.C. 10 marzo 2008)

http://isoladellefemminerifiutiamoirifiuti.blogspot.it/2010/12/blog-post.html

 

 

 

Riso Napoleone Presidente del Consiglio Comunale di Isola delle Femmine nel corso della seduta del CC rivolgendosi al Consigliere Rubino : “ Rubino se mi denuncia ti faccio saltare in aria, ti faccio vedere chi sono io “
Link:
http://isolapulita.blogspot.it/2010/09/blog-post_08.html

 

 

Il Presidente del Consiglio, della giunta del PROFESSORE, in un Suo intervento in Consiglio Comunale riportato nella delibera 12 del 10 marzo 2008 rivolgendosi a Rubino: “I soldi dei miei figli non si toccano,  il pane dei miei figli” inoltre sempre in delibera 12 leggiamo “Rubino Se mi denunci ti faccio saltare in aria, ti faccio vedere chi sono io”
 

LIQUIDAZIONE AVVOCATO TINAGLIA PROCEDIMENTO COSTITUZIONE CONTRO ADDIO PIZZO 6 BRUNO PIETRO E ALTRI 3 MILA 317 EURO 22 CENTESIMI determina 1settore n.46[1]

 

 

ASSOLTO NAPOLEONE Riso 1 marzo 2011

http://noiisola.wordpress.com/2012/07/19/assolto-napoleone-riso-1-marzo-2011/

 

 

Dichiarazione Presidente Riso Napoleone Delibera C.C. 12 10.03.08

http://cupoladellapolitikaaisoladellefemmine.blogspot.it/2012/06/dichiarazione-presidente-riso-napoleone.html 

 

Annullamento sentenza cessazione carica Riso Napoleone

http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.it/2009/02/annullamento-sentenza-cessazione-carica.html

 

 

RISO NAPOLEONE ASSESSORE ALLO SPORT DI ISOLA DELLE FEMMINE LA BODY CENTER NON SI TOCCA NON SI PUO’ SCHERZARE CON IL REDDITO CHE GARANTISCE IL PANE AI FIGLI

 

http://isolapulita.wordpress.com/2012/06/11/un-bene-comune-la-palestra-comunale-fonte-di-reddito-e-di-speculazione-per-i-soliti-ignoti/

 

 

IL PROFESSORE RIMBORSATO DELLE SPESE LEGALI SOSTENUTE NEL DIFENDERSI DALL’ACCUSA DI AVER PRESENZIATO ALLA RIUNIONE DELLA COMMISSIONE EDILIZIA DECISORIA AI FINI DELLA CONCESSIONE DELLA LICENZA EDILIZIA DEL CUGINO ASSESSORE ALLO SPORT PROCEDIMENTO 10578 2008 DETERMINA 4 LICENZA RILASCIATA IL  6 giugno del 2006

 

http://primaveraisolana.files.wordpress.com/2012/06/rimborso-spese-professore-per-ldifendersi-dall_accusa-di-per-preso-parte-alla-riunione-della-cec-decisoria-per-la-concessione-licenza-edilizia-del-cugino-assessore-riso-napoleo.pdf

RIMBORSO SPESE DEL PROFESSORE PER DIFENDERSI DALL’ACCUSA DI AVER PRESO PARTE ALLA RIUNIONE DECISORIA  DELLA CEC PER L’AUTORIZZAZIONE ALLA CONCESSIONE DELLA LICENZA EDILIZIA AL CUGINO PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE PROCEDIMENTO PENALE 10578  2008 DETERMINA 4

 

 

http://primaveraisolana.files.wordpress.com/2012/06/rimborso-spese-professore-per-ldifendersi-dall_accusa-di-per-preso-parte-alla-riunione-della-cec-decisoria-per-la-concessione-licenza-edilizia-del-cugino-assessore-riso-napoleo.pdf 

 

 

ORDINANZA DELL’UTC  Ripristino dello stato dei luoghi a carico di RISO ROSARIO PADREASSESSORE ALLO SPORT E FREQUENTATORE DELLA PALESTRA BODY CENTER 2009 ORDINANZA N. 70

http://lasvoltaisolana.files.wordpress.com/2012/07/ordinanza-dellutc-ripristino-dello-stato-dei-luoghi-a-carico-di-riso-rosario-padre-assessore-riso-napoleone-palestra-body-center-2009-ordinanza-n-701.pdf

 

 

 

ISOLA DELLE FEMMINE. CHIESTO il RINVIO A GIUDIZIO PER il PROFESSORE E  IL CUGINO  ASSESSORE DELLA SUA  GIUNTA DELEGATO ALLO SPORT ALLO SPORT  L’ASSESSORE CHE RICOPRIVA LA CARICA DI PRESIDENTE DEL C.C.  avrebbe omesso di convocare l’assise, rivolgendo al consigliere di opposizione Nino Rubino espressioni minacciose.  “Se mi denunci ti faccio saltare in aria” (seduta C.C. 10 marzo 2008) PUBBLICO MINISTERO AMELIA LUISE

http://isoladellefemminerifiutiamoirifiuti.blogspot.it/2010/12/blog-post.html

 

ANTONINO RUBINO, Body Center, ENEA PIETRO, ISOLA DELLE FEMMINE, la Paloma,ANTONINO LUCIDO, PORTOBELLO, Riso Napoleone, SILVANA SAGUTO,PIETRO RISO,LOTTIZZAZIONE LO BIANCO,RISO PIETRO,AMELIA LUISE

RELAZIONE PREFETTIZIA DELLACOMMISSIONE DI ACCESSO AGLI ATTI AL COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE E DECRETOPRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI SCIOGLIMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE

RELAZIONE PREFETTIZIA DELLACOMMISSIONE DI ACCESSO AGLI ATTI AL COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE E DECRETOPRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI SCIOGLIMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE  (PDF)

 

 

 

IL
PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

http://www.gazzettaufficiale.it/guridb/dispatcher?service=1&datagu=2012-11-29&task=dettaglio&numgu=279&redaz=12A12433&tmstp=1354221071377

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 12 novembre 2012  Scioglimento del consiglio comunale di Isola
delle Femmine  e  nomina della commissione straordinaria.
(12A12433)

                 

 IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

  Considerato che nel comune di Isola  delle
Femmine  (Palermo)  gli organi
elettivi   sono   stati
rinnovati   nelle    consultazioni amministrative del 6 e 7
giugno 2009;

  Considerato che dall’esito di approfonditi
accertamenti sono emersi collegamenti diretti ed indiretti tra componenti
del  consesso  e  la criminalita’
organizzata locale;

  Ritenuto che la permeabilita’ dell’ente ai
condizionamenti  esterni della
criminalita’  organizzata  arreca
grave  pregiudizio  per
gli interessi della collettivita’ e determina lo svilimento e la  perdita di credibilita’ dell’istituzione
locale;

  Ritenuto che, al fine di porre rimedio  alla
situazione  di  grave inquinamento e deterioramento
dell’amministrazione comunale di  Isola delle
Femmine, si rende necessario far luogo
allo  scioglimento  del consiglio comunale e disporre il  conseguente
commissariamento,  per rimuovere
tempestivamente gli effetti pregiudizievoli per l’interesse pubblico ed
assicurare il risanamento dell’ente locale;

  Visto l’art. 143 del decreto legislativo 18
agosto 2000, n. 267;

Vista la
proposta del Ministro dell’interno, la
cui  relazione  e’ allegata al presente decreto e ne
costituisce parte integrante;

  Vista la deliberazione del Consiglio dei
Ministri,  adottata  nella riunione del 9 novembre 2012 alla quale
e’ stato debitamente invitato

il Presidente
della Regione Siciliana;

                              Decreta:

                               Art. 1

  Il consiglio comunale di Isola delle Femmine
(Palermo)  e’  sciolto per la durata di diciotto mesi.

                               Art. 2

  La gestione
del  comune  di
Isola  delle  Femmine
(Palermo),  e’ 
affidata alla
commissione straordinaria composta da:

    dott. Vincenzo Covato – viceprefetto a
riposo;

    dott.ssa Matilde Mule’ – viceprefetto
aggiunto;

    dott. Guglielmo Trovato – dirigente di II
fascia.

                               Art. 3

  La commissione straordinaria per la  gestione
dell’ente  esercita, fino
all’insediamento degli organi ordinari
a  norma  di
legge,  le attribuzioni spettanti
al  consiglio  comunale,
alla  giunta  ed  al sindaco
nonche’ ogni altro potere ed incarico connesso alle  medesime cariche.

 
 

Allegato

Al
Presidente della Repubblica

Il
comune di Isola delle Femmine (Palermo), i cui organi elettivi sono stati
rinnovati nelle consultazioni amministrative
del  6  e  7
giugno 2009, presenta forme di ingerenza da parte della  criminalita’ organizzata   che
compromettono   la   libera
determinazione    e
l’imparzialita’   degli   organi
elettivi,   il
buon    andamento
dell’amministrazione ed  il  funzionamento
dei  servizi,  con
grave pregiudizio per lo stato dell’ordine e della sicurezza pubblica.

I
contenuti  di  alcuni
esposti  trasmessi  alla
prefettura  di Palermo ed alla locale
stazione dell’Arma dei Carabinieri ponevano in evidenza svariate circostanze in
base  alle  quali
l’amministrazione comunale di Isola delle Femmine sarebbe stata
soggetta  all’influenza della locale
criminalita’ organizzata.

In
relazione a tali segnalazioni ed  al  fine
di  verificare  la sussistenza di forme di  condizionamento  e
di  infiltrazione  delle locali consorterie nei confronti  degli
amministratori  comunali  il prefetto di Palermo, con decreto  del  3
aprile  2012,  ha
disposto l’accesso
presso il suddetto comune ai sensi
dell’art.  1,  comma
4, del decreto legge 6 settembre 1982, n. 629, convertito dalla legge 12
ottobre 1982, n. 726, per gli accertamenti di rito.

All’esito   degli
accertamenti   effettuati,   la
commissione incaricata dell’accesso ha depositato le proprie  conclusioni,
sulle cui  risultanze  il
prefetto  di  Palermo,
sentito   il   Comitato provinciale per l’ordine e la
sicurezza  pubblica  integrato
con  la partecipazione del
Procuratore della Repubblica presso
il  Tribunale di  Palermo,
che  si  e’
pronunciato  all’unanimita’,  ha   redatto l’allegata relazione in data 30 agosto 2012,  che
costituisce  parte integrante  della
presente  proposta,  in  cui  si
da’  atto  della sussistenza di concreti, univoci e
rilevanti elementi su collegamenti diretti ed indiretti degli amministratori
locali con la  criminalita’ organizzata
di tipo mafioso  e  su
forme  di  condizionamento  degli stessi, riscontrando pertanto i
presupposti per lo  scioglimento  del consiglio comunale.

I
lavori svolti  dalla  commissione
d’indagine  hanno  preso
in esame, oltre  all’intero  andamento
gestionale  dell’amministrazione comunale,
la cornice criminale  ed  il
contesto  ambientale  ove  si
colloca l’ente locale.

    Il
territorio   del   comune
di   Isola   delle
Femmine   e’ contraddistinto  dal
controllo  operato  da   un   esponente
della criminalita’
organizzata,  originario  del
luogo,  condannato   con sentenza emessa dal G.U.P. di Palermo il
20 dicembre 2000 e
divenuta irrevocabile  il  7
ottobre  2003  a
4  anni  di
reclusione   per associazione di
tipo mafioso ai sensi dell’art. 416-bis c.
p.
  commi 1, 3,  4
e  6.  In
particolare  la  citata
sentenza  ha  accertato l’appartenenza dello stesso
all’associazione  mafiosa  «cosa
nostra» con un ruolo incisivo nell’ambito della  famiglia
mafiosa  di  Isola delle Femmine.

Il
citato capo mafia e’ stato nuovamente tratto
in  arresto  nel 2010, nell’ambito di altra  operazione
giudiziaria,  ed  e’
tuttora detenuto. E’ gravemente indiziato in relazione al reato di  direzione dell’associazione   mafiosa
«cosa   nostra»   quale
promotore   e organizzatore delle
relative  attivita’  illecite
avvalendosi  della forza
intimidatrice del vincolo associativo
e  della  condizione
di assoggettamento per commettere delitti contro la vita, l’incolumita’,
il controllo di attivita’
economiche,  concessioni,  autorizzazioni, appalti e servizi pubblici
per intervenire  sulle  istituzioni
e  la pubblica amministrazione.

Unitamente al citato capo famiglia, nel  contesto
criminale  che esercita
l’influenza sul territorio
comunale,  operano  anche
altri personaggi appartenenti
all’organizzazione
malavitosa,  di  elevato
spessore  criminale,  con
precedenti   per   reati
associativi   e considerati
persone socialmente pericolose.

    L’accesso ispettivo ha consentito di
individuare  un  insieme
di cointeressenze, relazioni e frequentazioni tra esponenti della locale
famiglia mafiosa, al  cui  vertice  e’
il  citato  capo
mafia,  con componenti
dell’apparato politico nonche’ di quello
burocratico.  In tal modo sono
stati evidenziati quegli  elementi  che  dimostrano  la condizione
di  penetrazione  della
locale  organizzazione  criminale nelle diverse sfere della vita
amministrativa dell’ente.

    In particolare sono stati riscontrati
legami parentali, a diversi livelli, tra alcuni componenti della giunta e del
consiglio  comunale con la criminalita’
organizzata, nonche’  ricorrenti  ed  inopportune frequentazioni.

    Viene posto in evidenza  come,
sebbene  la  limitata
estensione territoriale ed limitato numero di abitanti dell’ente
avrebbe  dovuto consentire a coloro che
rivestono cariche pubbliche di esercitare
un vaglio attento delle dinamiche
sociali  e  delle
sfere  relazionali ponendo   cosi’
maggiore   attenzione    alle
scelte    politico amministrative,
i diversi personaggi politici non hanno in alcun modo posto  in
essere  una  effettiva
presa  di  distanza
dalle  locali organizzazioni
criminali.

    Il comune  di
Isola  delle  Femmine
e’  caratterizzato  da  una
sostanziale    continuita’    amministrativa    che
si     evince dall’avvicendamento
nei ruoli di vertice  dell’ente  da
parte  delle stesse  persone:
  l’attuale   sindaco,
al   suo   secondo
mandato consecutivo, aveva gia’ svolto, nei mandati immediatamente
precedenti all’elezione a primo cittadino,
le  funzioni  di
vice  sindaco;  il sindaco eletto nelle  tornate
amministrative  del  1993  e  1998
ha successivamente svolto fino al 2006, le funzioni di vice sindaco
;
tre degli attuali componenti della giunta ed il
presidente del  consiglio comunale  hanno
rivestito   cariche   politiche
nella   precedente consiliatura.

    Le ingerenze della criminalita’ nelle
funzioni e nelle  attivita’ svolte dal
comune si  sono  tradotte
in  molteplici  illegittimita’, abusi, anomalie e
sviamenti  dell’attivita’  amministrativa  volti
a favorire economicamente o sotto forma di  altre
utilita’  persone  o societa’ direttamente o indirettamente
collegati ad  esponenti  della locale consorteria mafiosa.

    E’ stato rilevato che talune  distorsioni
gestionali  dell’ente, poste in
essere in favore di soggetti  vicini  alla
locale  famiglia mafiosa, hanno radici nelle amministrazioni avvicendatesi  nel
corso degli anni e si sono ripetute in costanza dei due mandati  elettorali guidati dall’attuale sindaco.

    Fattori che attestano  la
penetrazione  malavitosa  sono
emersi dall’analisi delle
procedure  di  aggiudicazione  degli  appalti  di lavori
servizi e forniture
. E’ stata
riscontrata  la  ricorrenza
di quei caratteri indiziari che connotano i sistemi di gestione illegale
delle gare ad evidenza pubblica, quali
la  presenza  ripetuta
delle medesime ditte in gare diverse con
un  avvicendamento  delle
stesse nelle aggiudicazioni nonche’
la  riferibilita’  di
tali  aziende  a cosche mafiose locali.

    Piu’ in particolare, la commissione
d’indagine ha constatato come l’amministrazione   comunale,
nel   tempo,   abbia
costantemente disapplicato i rigorosi dettami stabiliti  per
l’espletamento  delle gare
pubbliche, facendo ricorso a procedure ristrette
per  la
scelta del contraente, procedure negoziate o a  trattativa
privata 
di  cui all’art. 57 del decreto legislativo 12
aprile 2006, n. 163 o mediante cottimo fiduciario ai sensi dell’art.  125
del  citato  decreto.
Il ricorso a tali procedure non era giustificato dai necessari caratteri
di urgenza ed indifferibilita’ per gli specifici casi  e  tanto  piu’ conciliabile  con
le  dovute  precauzioni
che   devono   connotare l’attivita’ di un comune che si
trova ad  operare  in
un  territorio notoriamente
contraddistinto da interferenze illecite.

Gravi e persistenti anomalie hanno interessato  le
procedure  di affidamento di
lavori mediante appalto pubblico.
E’ risultato infatti che in alcuni casi l’amministrazione
ha frazionato  gli  importi
dei lavori; con tali modalita’ operative e’
stato  possibile  eludere
le puntuali disposizioni in materia
.

    In
altre  procedure  e’
stata  applicata  la
normativa   sulla fornitura  di
beni,  mentre  si
sarebbe  dovuto  applicare
quella concernente la prestazione di opere.

    E’ emblematico di uno sviamento
dell’attivita’ amministrativa  il frequente
ricorso alla procedura del cottimo fiduciario,
connotato da anomalie per la riscontrata mancata adozione  del
regolamento  sulle modalita’  di
affidamento  di  lavori
pubblici   mediante   cottimo fiduciario e la mancata adozione del
relativo albo delle  imprese  di fiducia.

    L’assenza di tali strumenti organizzativi
ha  fatto
si’  che  il comune di Isola delle  Femmine,
per  l’espletamento  delle
gare  di affidamento dei lavori da
eseguire, adottasse procedure in  contrasto con i principi di trasparenza,
rotazione e parita’ di  trattamento  e comunque non in  linea
con  le  disposizioni
contenute  nel  citato decreto legislativo n. 163/2006.

    La relazione prefettizia ha messo in
rilievo che  il  complessivo quadro delle evidenziate anomalie
e irregolarita’ poste in essere nel corso delle due ultime  consiliature
guidate,  sempre  dallo
stesso primo  cittadino,  e’
la  dimostrazione  di
come   l’infiltrazione criminale
abbia condizionato l’azione dell’amministrazione comunale.

    Nello specifico tale condizionamento e’
rilevabile dalle seguenti iniziative dell’ente.

    E’ il caso della procedura concernente i
lavori  di  collegamento del  sistema  fognario
comunale  ad  un
depuratore  consortile.
  In particolare e’ stato verificato che sulle
buste pervenute al comune e contenenti le
offerte  delle  ditte
interessate  non  veniva
posto l’orario di arrivo, non consentendo  in
tal  modo  di’
adottare  il criterio secondo  cui
le  varie  offerte
dovevano  essere  ordinate progressivamente.  La
societa’  vincitrice  doveva
inoltre   essere esclusa atteso
che  la
documentazione  dalla  stessa
depositata  e’ risultata
insufficiente rispetto a quanto previsto
dal  disciplinare di gara, non
avendo prodotto  la  stessa
societa’  ne’  la
cauzione provvisoria  ne’  idonea
documentazione  comprovante  il
prescritto versamento all’autorita’ per la vigilanza sui lavori
pubblici.

    Le
diverse  irregolarita’  riscontrate,
sia  sotto  il
profilo sostanziale  sia  sotto  il
profilo  formale,  attestano
l’avvenuta penetrazione della criminalita’ nell’ente per il fatto che la
gara in esame si e’ conclusa proprio con l’aggiudicazione
dei lavori  ad  una societa’
che   presenta   forti
elementi   di   controindicazione

L’amministratore
unico della stessa e’ uno stretto
congiunto  di  un soggetto tratto in arresto per il reato di associazione mafiosa e  la medesima
societa’, nell’ambito delle relative
indagini  giudiziarie, e’ stata
sottoposta a perquisizione.

    Ulteriori anomalie hanno contraddistinto
la  fase
di  esecuzione dei lavori ed in
particolare l’affidamento  in  subappalto
di  parte degli stessi ad una
ditta riconducibile alla locale famiglia mafiosa.

La
commissione d’indagine  ha  posto
in  rilievo  che
in  occasione dell’autorizzazione
del sub appalto in  questione  la
prefettura  di Palermo aveva
rappresentato al comune  di  Isola
delle  Femmine  gli aspetti di controindicazione del
subappalto in argomento, atteso  che in
occasione dell’istruttoria svolta per un’altra procedura  di
gara nei confronti  della  stessa
ditta  era  stata
emessa  interdittiva antimafia.

    Inoltre, da parte della  prefettura,
era  stato  fatto
presente all’ente locale che se avesse aderito al protocollo di
legalita’,  la procedura di subappalto in
esame sarebbe rientrata in quelle per
cui sarebbe stato obbligatorio effettuare la verifica antimafia,  con  il
conseguente effetto che la societa’ in questione non  avrebbe
potutoessere affidataria del sub appalto.

    La mancanza
di  controlli  da
parte  dell’ente  nella
fase  di esecuzione delle  opere
ha  tra  l’altro
favorito  un  ripetuto
ed illegittimo ricorso alla stipula di subappalti,  affidati
a  diverse societa’, per un
importo complessivamente superiore al limite del 30% del valore
dell’appalto,  in  contrasto
con  quanto  previsto
dalla normativa di settore.

    Concorre a delineare il quadro di
cointeressenze sussistenti  tra amministrazione  e
locale  criminalita’  l’esame
della   procedura concernente i
lavori di «ristrutturazione  approdo
e  movimentazione della zona
destinata ai pescatori nel porto di Isola delle
Femmine», caratterizzata  da  distorsioni
ed   irregolarita’   che
assumono particolare rilievo in ragione della contiguita’ ad
ambienti  mafiosi dei vertici della
societa’ che si e’ aggiudicata l’appalto.

    L’amministratore unico e’ figlio di  un
esponente  della  locale organizzazione mafiosa,
condannato  con  sentenza
del  Tribunale  di Palermo del 20  luglio
2000  perche’  indiziato
del  reato  di  cui
all’art. 416-bis per aver concorso con altre persone, in qualita’  di titolare di impresa operante nel settore
edile, alle attivita’ ed  al perseguimento
degli scopi dell’associazione mafiosa denominata  «cosa nostra».

    Le risultanze investigative avevano
evidenziato  che  lo
stesso, unitamente  ad  altri,
aveva  consentito  che
soggetti   collegati all’organizzazione  «cosa
nostra»   si   aggiudicassero   i
lavori commissionati  da  un’amministrazione  comunale
della  provincia  di Palermo attraverso la previa  consegna,
ai  titolari  delle
imprese concorrenti, delle buste contenenti le offerte presentate dalle
ditte partecipanti alle varie gare di appalto, in  modo
tale  da  pilotare l’esito finale delle stesse.

    Nel senso della  evidenziata
continuita’  amministrativa  si  e’ rivelato
anche l’esame della procedura per l’appalto di  manutenzione delle fognature e caditoie,
servizio che, a seguito della rinuncia da parte della ditta che si era
aggiudicata la gara, e’  stato  affidato ad una societa’ che presenta gravi
forme di controindicazione.

    Detto aspetto e’ connesso alla circostanza
che la stessa societa’ risulta collegata ad altra  azienda
operante  nello  stesso
settore d’attivita’ e che  i  proprietari
e  gli  amministratori  delle
due societa’ presentano stretti legami parentali con esponenti di
rilievo della locale criminalita’ organizzata. Questi  ultimi,
nel  passato, hanno favorito
la  latitanza  di
soggetti  criminali  di
primissimo rilievo ed inoltre uno di detti esponenti  e’
stato  condannato  per reati associativi.

    Il gruppo familiare in argomento,  peraltro,
ha  partecipato  ad iniziative
di  costruzioni  edili
unitamente  ad   altri
soggetti controindicati.

    L’organo ispettivo ha posto in rilievo come
il  comune  di
Isola delle Femmine, nel corso degli anni,  abbia
frequentemente  affidato alla
predetta societa’ una ripetuta serie di lavori pubblici  facendo ricorso a ordinanze sindacali di
intervento straordinario  o  a  gare
informali a trattativa privata. Gli evidenziati, ripetuti affidamenti portano a
ritenere fondatamente che la societa’ in questione sia  una vera e propria
«fiduciaria» del comune di Isola delle Femmine.

    In tale contesto le
iniziative per la diffusione della
legalita’ intraprese dall’amministrazione comunale sono apparse piu’
che  altro come mere «operazione di  facciata»
atteso  che,  come
evidenziato, diversi settori del comune si sono rivelati soggetti a
gravi forme di condizionamento e solamente il 27 febbraio 2012 l’ente ha aderito  al protocollo di legalita’ Carlo Alberto
Dalla Chiesa.

    Anche
le  procedure  analizzate
nel   settore   urbanistica
e territorio hanno evidenziato i caratteri di una sostanziale linea  di continuita’ con le modalita’ operative
adottate dalle amministrazioni succedutesi negli anni precedenti.

    Significativo in tal senso  si
e’  rivelato  l’esame
di  alcune concessioni   edilizie
connotate   da   favoritismi
ed    anomale cointeressenze. Al
riguardo giova sottolineare che il comune di Isola delle Femmine e’
sottoposto  ad  una
serie  di  vincoli
di  diversa natura, archeologici,
idrogeologici e sismici, per cui ogni procedura avrebbe
dovuto essere piu’ rigorosa e maggiormente
rispettosa  delle varie normative
di settore
.

    L’iter per l’approvazione del piano
regolatore generale,  avviato dal comune
verso la meta’ degli anni ’90, si e’ rilevato
farraginoso e caratterizzato da un’estrema
lentezza.
Il Piano e’
stato  adottato solo  nell’agosto
dell’anno  2007  nel
corso  del   primo
mandato dell’attuale sindaco. La procedura volta all’approvazione  definitiva del nuovo strumento urbanistico,
tuttavia, non puo’ ritenersi  ancora conclusa.  L’insieme  di
tali  circostanze,  che  hanno   consentito all’ente di continuare ad
avvalersi di strumenti  non  adeguati
alle esigenze  del  territorio,
si  sono  rivelate
un  utile  mezzo
per agevolare  gli  interessi
economici  di  soggetti
riconducibili  ad ambienti
controindicati.


Emblematica  in  tal
senso  e’  la
vicenda  relativa   ad
una concessione edilizia per la realizzazione
di tre ville  unifamiliari
, rilasciata
proprio in prossimita’ della
tornata  elettorale  che  ha
visto nuovamente eletto l’attuale sindaco.

    A
seguito di un esposto, il locale comando Carabinieri richiedeva al competente
ufficio della Regione una verifica della concessione in esame.   Tale
organo,   all’esito    dell’accertamento    esperito, rappresentava che la concessione
doveva  ritenersi  illegittima
per mancanza dei presupposti richiesti dalla normativa di settore.

    Lo sviamento  dell’attivita’  amministrativa  e
l’attitudine  ad operare in
violazione dei principi di legalita’ risulta evidente  ove si consideri che l’amministrazione comunale, pervicacemente, decideva di  non
modificare  in  alcuna
parte  i  contenuti
della  suddetta concessione pur a
fronte di un secondo intervento della
Regione  che confermava  l’illegittimita’  del
provvedimento  ed  evidenziava
la competenza del comune all’annullamento dell’atto.

    Tali
illegalita’  procedurali  sono
risultate   funzionali   ad assecondare  interessi
illegali  in  quanto
i   beneficiari   della concessione in argomento sono stretti
congiunti di  un  esponente
di spicco della locale famiglia mafiosa, di professione costruttore, che
risulta aver avuto partecipazioni societarie con soggetti colpiti  da provvedimenti giudiziari per associazione
di tipo mafioso.

    Ulteriori anomalie sono emerse dall’esame
di un’altra concessione edilizia per la  mancanza  dei  presupposti
per  il  rilascio
della concessione stessa
; l’indagine ispettiva ha  inoltre
evidenziato  la mancata   riscossione,   da
parte   dell’ente,   degli
oneri
di urbanizzazione e dei costi di costruzione
.

    Tale procedura era stata avviata  sin
dal  2001  dai
precedenti proprietari del
fondo  che,  dopo
una  lunga  e
complessa  vicenda amministrativa,  protrattasi
per  anni  con
gli  uffici   comunali, vendevano
l’area ad una ditta la  cui  riconducibilita’  ad
ambienti controindicati era nota ai competenti uffici comunali.
Tale  societa’ solo dopo pochi mesi dalla
richiesta  di  voltura
della  pratica  in esame otteneva il rilascio del
provvedimento richiesto.

    Ulteriori aspetti  emblematici
della  complessiva  vicenda
sono rinvenibili nella circostanza che, solo a seguito di un’operazione
di polizia e del connesso arresto di uno
stretto  congiunto  del
socio amministratore della suddetta societa’, il responsabile  dell’ufficio tecnico comunale chiedeva alla
locale  procura  della
Repubblica  ed alla prefettura di
Palermo di conoscere se la societa’ a
cui  favore era stata
rilasciata  la  concessione
edilizia  fosse  riconducibile all’esponente della
criminalita’ tratto in arresto.

    La commissione d’indagine al riguardo ha
posto in evidenza, anche in  questo  caso,
l’assenza  di  controlli
e  verifiche  da
parte dell’ente, atteso che elementi di controindicazione sulla societa’
in argomento erano gia’ da tempo a  disposizione
del  comune  di
Isola delle Femmine in quanto la
stessa  prefettura  aveva
in  precedenza segnalato, in
occasione di altra procedura, i rapporti esistenti  tra il soggetto tratto in arresto e  la
famiglia  titolare  delle  quote
sociali a cui era stata rilasciata la concessione edilizia.

    Significativi  elementi
di   cointeressenze   tra
criminalita’ organizzata  ed  amministratori  comunali
emergono  altresi’   dalla circostanza  che
alla  votazione  di
talune  delibere   concernenti l’assetto urbanistico ha
partecipato anche  il  consigliere
comunale che, poco tempo
dopo  la  votazione
delle  stesse,  ha
redatto  in qualita’ di tecnico
incaricato dalla societa’ proprietaria
dell’aera la relazione finale per l’adeguamento  del
progetto  di  costruzione relativo alla concessione in
argomento.

    Illegittimita’ hanno caratterizzato
anche la complessa procedura, protrattasi per anni, concernente
il rilascio di una concessione  per l’ampliamento
di un esercizio commerciale  il  cui  titolare  e’  uno
stretto congiunto del locale capo mafia.

    Come
ampiamente  riportato   nella
relazione   redatta   dalla commissione d’indagine, l’analisi
del  complessivo  iter
istruttorio connesso al rilascio di tale concessione, le  diverse
autorizzazioni nel tempo rilasciate, le date delle protocollazioni
e  la
tempistica per l’evasione delle relative istruttorie hanno posto in
rilievo  una serie di anomalie  e
irregolarita’,  fortemente  indicative
di  uno sviamento  dell’attivita’  amministrativa.  L’organo
ispettivo   ha evidenziato come il
mancato rispetto degli adempimenti
previsti  per legge e l’assenza
di  un’attivita’  di
controllo,  attivata  solo  a
seguito di  esposti,  si
sono  risolti  in
favore  degli  interessi economici di ambienti mafiosi.

    Ulteriori
criticita’ che contribuiscono a definire la
situazione di precarieta’
dell’ente  locale  e
la  diffusa  illegalita’
hanno interessato il settore finanziario contabile.

    E’ stata
posta  in  rilievo
la  sussistenza  di
una  rilevante evasione
tributaria  nei  confronti
della  quale  l’amministrazione, negli anni, non ha posto
in essere un’efficace  azione  di
contrasto ne’ una decisa attivita’ per il recupero dei tributi.

    Il verificarsi di tali criticita’ sono
anche da  ascriversi  alla cattiva gestione, con condotte di
rilevanza penale, posta  in  essere dalla
societa’  alla  quale
era  stato  affidato
il  servizio   di riscossione dei ruoli di competenza
comunale.

    Come emerso nel corso dell’accesso
ispettivo  tale  societa’
non solo ha omesso di riversare
quanto  aveva  riscosso
ma,  nonostante l’avvenuta
rescissione  del  contratto,
si  e’  anche
rifiutata  di restituire al comune
la relativa documentazione.

    Le accertate anomalie in materia  di
imposizione  e  riscossione tributaria sono un segnale
evidente dell’incapacita’ o della mancanza di  volonta’  dell’amministrazione  eletta
di  dettare  indirizzi
e attuare adeguate strategie di vigilanza e controllo in un settore  di vitale importanza per la sana gestione
dell’ente locale, settore  nel quale
invece la commissione d’indagine ha accertato il
sussistere  di atteggiamenti
omissivi,  se  non
addirittura  compiacenti,  a
tutto vantaggio di interessi riconducibili ad ambienti controindicati.

    Emblematiche in tal senso  sono
le  verifiche  effettuate
dalla commissione d’indagine su un
progetto,  approvato  con
delibera  di giunta del 2010, che
si proponeva di accertare e recuperare i tributi locali
evasi negli ultimi cinque anni.

    In effetti la preannunciata  azione
di  recupero  non
e’  stata intrapresa. L’organo
ispettivo ha infatti svolto un
accertamento  su un campione di
contribuenti appartenenti a nuclei familiari legati  o riconducibili alla criminalita’ organizzata
e l’esito dell’analisi ha evidenziato, con riferimento a tale campione, che
la  percentuale  di tributi non
versata
, rispetto a quanto accertato ed iscritto a ruolo, e’ pari all’89%.

    L’amministrazione pertanto non solo non
ha  posto
in  essere  le opportune verifiche e iniziative  per
una  corretta  gestione
delle entrate ma  con  la
propria  condotta  ha,
di  fatto,  favorito
il concretizzarsi di una situazione in cui il tasso di evasione  fiscale risulta piu’ elevato con  riferimento
ai  soggetti  riconducibili
o appartenenti a famiglie mafiose.

    Tale stato di cose
ha prodotto una grave  criticita’  finanziaria dell’ente  locale
ed  inoltre  il
mancato  recupero  delle
entrate tributarie ha precluso l’utilizzo di dette risorse per  iniziative
e servizi in favore della collettivita’.

    Ulteriori illegittimita’  e
comunque  il  mancato
rispetto  dei principi  di
legalita’  hanno  interessato
l’attivita’  svolta  dal servizio economato, gestito  di
fatto  da  un
dipendente  comunale, sebbene lo
stesso non fosse preposto al
servizio.  Gli  accertamenti effettuati   hanno
consentito   di   verificare
difformita’    ed irregolarita’ in
specie per quanto attiene i criteri
di  scelta  dei fornitori.

    Piu’ in particolare nell’ambito di tale
servizio, nel periodo  di tempo preso in
esame, sono state effettuate spese
di  rappresentanza avvalendosi
sempre  dello  stesso
fornitore,  vicino  ad
ambienti controindicati, che
e’  risultato  essere
lo  stesso  soggetto
nei confronti del quale, come
accertato  dalla  commissione
d’indagine, l’ente  comunale  ha
rilasciato  la  gia’
citata  concessione   per occupazione   di
suolo   pubblico   caratterizzata   da
ripetute irregolarita’.

    Le vicende analiticamente esaminate e  dettagliatamente  riferite nella relazione  del
Prefetto  di  Palermo
denotano  una  serie
di condizionamenti nell’amministrazione comunale di Isola delle  Femmine che, disattendendo ogni principio di
buon andamento, imparzialita’  e trasparenza,
hanno compromesso il regolare funzionamento dei
servizi con grave pregiudizio degli interessi pubblici.

    Ritengo pertanto che ricorrano le
condizioni per  l’adozione  del provvedimento di scioglimento del
consiglio comunale di  Isola  delle Femmine (Palermo) ai sensi dell’art.
143 del decreto  legislativo  18 agosto 2000, n. 267.

    In
relazione  alla  presenza
ed  all’estensione  dell’influenza criminale,  si
rende  necessario  che  la  durata
della   gestione commissariale sia
determinata in diciotto mesi.

      Roma, 5 novembre 2012

                                Il Ministro
dell’interno: Cancellieri

http://www.governo.it/backoffice/allegati/69722-8248.pdf

 

 

 

Prefettura di
Palermo

Ufficio Territoriale del governo

Area Ordine e
Sicurezza Pubblica – 1^ bis –
Prot. n.1302/R-Area SIC/I^
Bis                         30 agosto
2012
Al Signor Ministro dell’Interno

ROMA    

OGGETTO
:  Comune di Isola delle Femmine  (PA)
–  trasmissione  della relazione di  cui
all’art.  143  3°
comma  del  T.U.E.L.
ad  esito dell’accesso ispettivo.

PREMESSA

Con
decreto n. 25280/Area O.S.P. 1^Bis del 3 aprile 2012,  su
delega del Ministro dell’Interno, giusta D.M. in  data
16  marzo  2012,
Io scrivente ha disposto l’accesso
presso  il  Comune
di  Isola  delle Femmine, al fine di verificare la
sussistenza degli elementi  di  cui al comma 1 dell’art. 143 d.lgs. 267/2000,
ai sensi  dell’articolo  2, comma
2-quater,  del  decreto-legge
29  ottobre   1991,
n.   345, convertito, con modificazioni,
dalla legge 30 dicembre 1991, n. 410.

Il
procedimento che ha condotto all’adozione del citato provvedimento

traeva  origine
dalle   risultanze   di
una   attenta   attivita’ investigativa,  condotta
dal  Comando  Provinciale
dell’Arma   dei Carabinieri
di  Palermo  e
dalla  dipendente  Compagnia
di  Carini, scaturita anche  da
numerosi  esposti  pervenuti
alla  locale  sede dell’Arma nonche’ a  questa
Prefettura,  che  lumeggiavano
svariate circostanze nelle quali l’Amministrazione  comunale
di  Isola  delle Femmine avrebbe agito sotto  l’influenza
o  con  il
condizionamento della criminalita’ organizzata  di
stampo  mafioso,  allo
scopo  di favorirne gli esponenti
locali.
Detti  esposti
sono  stati  presentati
nella  quasi  totalita’
dal movimento politico “Rinascita Isolana”, che  corrisponde
all’omonimo attuale gruppo
consiliare  di  minoranza
ed  il  cui
coordinatore, “Omissis”, sottoscrittore degli stessi esposti insieme ai
consiglieri comunali, ha gia’ ricoperto la carica di Sindaco del Comune di  Isola delle Femmine per due mandati
consecutivi, dagli anni novanta fino al 2004, anno nel quale e’ stato eletto
per  la
prima  volta  l’attuale Sindaco, “Omissis”.
Attraverso
le citate segnalazioni venivano delineate, in particolare, diverse circostanze
nelle quali  l’Amministrazione  comunale
avrebbe assunto
comportamenti   ed   adottato
conseguenti   provvedimenti
nell’intento di favorire gli interessi economici  sul
territorio  di soggetti collegati
piu’ o meno da  vicino  a
personalita’  orbitanti negli  ambienti
della  criminalita’  organizzata
locale,   se   non addirittura all’elemento di spicco della
famiglia  mafiosa  di
Isola delle Femmine e di Capaci, “Omissis” (classe “Omissis”),
pregiudicato ed in atto detenuto per associazione di stampo mafioso.
In
data 16 aprile 2012, la Commissione prefettizia, nominata  con  il
provvedimento  sopra  citato,
previa  notifica  al
Sindaco  ed   al Segretario Generale, si e’ pertanto
insediata  presso  il
Comune  di Isola  delle
Femmine   (PA)   per
l’accertamento   di   eventuali condizionamenti da parte della
criminalita’ organizzata, dando  avvio all’acquisizione
degli atti inerenti le attivita’ piu’
significative dell’Ente, con particolare riguardo ai settori dei  lavori
pubblici, dell’urbanistica, della
riscossione  dei  tributi
nonche’  piu’  in generale
agli   atti   di
governo   ed   agli
impegni
assuntidall’amministrazione a partire dal  mese
di  giugno  2009,
data  di insediamento degli
attuali Organi elettivi.
La
Commissione, a conclusione del lavoro
d’indagine,  ha  rassegnato nei termini di legge le
proprie  conclusioni  allo
scrivente,  anche attraverso
una  dettagliata  relazione
recante  il  compendio
delle attivita’ svolte presso il Comune di Isola delle Femmine.
Il
Comitato per l’Ordine  e  la
Sicurezza  Pubblica,  integrato
per l’occasione con la partecipazione del  Procuratore
della  Repubblica presso  il  Tribunale  e
del   Procuratore   presso
la   Direzione Distrettuale
Antimafia di Palermo, e’ stato sentito il successivo  30 agosto 2012, e nell’occasione si e’
convenuto  sulla  sussistenza
di concreti, univoci e rilevanti elementi comprovanti  collegamenti
tra gli amministratori di’ quel Comune
e  la  criminalita’
organizzata, integranti la fattispecie di cui all’art.143, comma  4
del  d.  lgs.
267/2000.
Prima  di
procedere   alla   specifica
descrizione   degli   esiti dell’accesso da parte della
Commissione, si ravvisa l’opportunita’ di tratteggiare uno specifico quadro
degli  assetti  della
criminalita’ organizzata  sul  quel
territorio  in   relazione
alle   possibili interferenze nei
confronti della  situazione  politico-amministrativa dell’ente locale in
argomento.

Criminalita’
organizzata sul territorio

La
cittadina di Isola delle Femmine, situata alle porte  di’
Palermo per chi proviene da Trapani e dall’aeroporto del capoluogo
siciliano, e’ nota per essere il luogo dove il 23 maggio 1992 persero la vita
il magistrato Giovanni FALCONE, sua moglie Francesca MORVILLO  e
i  tre agenti della scorta Vito
SCHIFANI, Rocco DICILLO e Antonio MONTINARO.
L’eccidio, comunemente ricordato con l’espressione “strage di Capaci” in
quanto verificatosi nei pressi dello svincolo autostradale di quel comune, in
realta’ venne compiuto su un  tratto  dell’autostrada  A29 che ricade nel territorio del comune di
Isola delle Femmine.
I
due comuni di Isola delle Femmine e Capaci, infatti,  sono
ubicati sul tratto di costa nordoccidentale della Sicilia e sono  gli
ultimi due comuni della provincia prima del capoluogo,  rispetto
al  quale, ormai, costituiscono
una vera e propria area sub-urbana. Si tratta di due  cittadine
praticamente  congiunte  tra  loro  e
senza   alcuna soluzione  di
continuita’  dei  rispettivi
centri   abitati,   che storicamente ricadono sotto il controllo
del mandamento  mafioso  di’ Palermo San Lorenzo – Tommaso Natale.
In
epoca piu’ recente, il territorio di Isola delle Femmine e  Capaci e’ risultato indissolubilmente legato
alla figura di “Omissis”  (nato ad Isola
delle Femmine  il”Omissis”),  elemento
di  spicco  di
Cosa nostra, attualmente detenuto.
Questi,
gia’ in data 13 luglio 1984, era stato sottoposto alla misura di prevenzione
della sorveglianza speciale di p.s. per la
durata  di anni tre nonche’ alla
confisca della quota azionaria nella “Omissis”, di cui si dira’ in seguito,
riconducibile al noto boss “Omissis”.  Il
21 marzo 1985, la Corte d’Appello, in parziale
riforma  del  decreto del Tribunale, riduceva a due anni
la  misura  di
prevenzione  della sorveglianza
speciale.
La
partecipazione di “Omissis” all’associazione mafiosa  Cosa
Nostra e’ asseverata dalla sentenza di condanna ad anni 4 di reclusione  per 416 bis C.P., commi 1°, 3°, 4° e 6°,
emessa dal G.U.P. di’ Palermo in data 20 dicembre 2000, divenuta irrevocabile
il 7  ottobre  2003.
Le motivazioni  del  predetto
provvedimento   giudiziario   certificano l’appartenenza dell’indagato
alla famiglia  mafiosa  di
Isola  delle Femmine, territorio
rientrante  nel  mandamento
mafioso  di  Tommaso Natale-San Lorenzo, diretto da
“Omissis”.

In
particolare, il giudice aveva ritenuto provata
l’appartenenza  di

“Omissis”
all’associazione mafiosa Cosa Nostra
con  ruolo  direttivonell’ambito della famiglia mafiosa
di Capaci – Isola  delle  Femmine, sulla  base
delle  dichiarazioni  dei
collaboratori  di   giustizia “Omissis” e “Omissis”.

“Omissis”,
terminata la sottoposizione alla sorveglianza speciale  in

data
08 maggio 2010,  veniva  nuovamente
tratto  in  arresto
il  13 dicembre  2010
nell’ambito   dell’operazione   “ADDIOPIZZO
5”   in esecuzione di ordinanza di applicazione
della misura coercitiva della custodia cautelare n. 11213/08 R.G.N.R. e 11998/08
R.G. C.I.P. emessa il 9 dicembre 2010 dal Tribunale di Palermo, Sezione del
Giudice  per le Indagini Preliminari.
Da
tale data, “Omissis” e’ ancora
detenuto  in  regime
di  custodia cautelare, essendo
gravemente indiziato di reita’ in
riferimento  al delitto di
direzione di associazione mafiosa (art. 416 bis, commi  I, II,
III,  IV,  VI,
61  n.  6
c.  p.)   per
avere   fatto   parte dell’associazione    mafiosa
“Cosa     Nostra”,     promuovendone, organizzandone e
dirigendone le relative illecite
attivita’,  e  per essersi, insieme a “Omissis”, capo  famiglia
di  “Omissis”,  avvalso della
forza  di  intimidazione
del  vincolo  associativo
e   della condizione  di
assoggettamento  ed  omerta’
che  ne   deriva,
per commettere delitti contro
la  vita,  l’incolumita’
individuale,  la liberta’
personale, il patrimonio, per acquisire in
modo  diretto  o indiretto
la  gestione  o,
comunque,  il  controllo
di   attivita’ economiche, di
concessioni, di autorizzazioni, di appalti
e  servizi pubblici, per
realizzare profitti e vantaggi ingiusti per se’
e  gli altri,   per
intervenire   sulle   istituzioni
e   la    pubblica amministrazione.
Piu’
in particolare, “Omissis” e’ gravemente indiziato  di
avere,  a decorrere dal 21 dicembre
2000, diretto le famiglie mafiose di Capaci ed Isola delle Femmine  e
di  avere  mantenuto
molteplici  contatti finalizzati
alla gestione degli affari illeciti in tema di estorsioni con esponenti di
altri mandamenti mafiosi, con la recidiva specifica, infraquinquennale,
reiterata ( art. 99 commi 1 e 2 nr. 1 e
2;  commi 3, 4 e 6).
Il
grave ed univoco quadro  indiziario  a
carico  del  “Omissis”
in ordine   alla   attualita’
del    suo    contributo    all’interno dell’organizzazione  mafiosa
promana  dalle  precise
e  convergenti dichiarazioni dei
collaboratori di  giustizia  “Omissis”,
“Omissis”, “Omissis” e “Omissis”.
Accanto
alla  ‘presenza’  del
citato  capo  famiglia,
nel  contesto criminale che per
anni ha esercitato la sua influenza sul
territorio nel quale ricade il Comune di Isola delle Femmine
emergono  anche  le figure di “Omissis”, “Omissis” e
“Omissis”.
“Omissis”,
nato a Isola delle Femmine il “Omissis”e deceduto in  data “Omissis”, imprenditore, soprannominato
“Faccia Macchiata”,  annovera stretti
rapporti e interessi con il noto boss “Omissis” di Cinisi. Il predetto,  pregiudicato
per  rissa,   e’
stato   sottoposto   alla sorveglianza speciale di pubblica  sicurezza
per  anni  due
dal  14 gennaio 1985 al 13 gennaio
1987, applicata nei suoi  confronti  dalla Corte
d’Appello  di  Palermo
con  provvedimento  n.
382/1984   del 03.03.1986.
Le
motivazioni di tale provvedimento delineano la personalita’  e  lo
spessore criminale del “Omissis”, descritto quale persona socialmente
pericolosa che, unitamente ad  altri  soggetti
operanti  in  diversi settori imprenditoriali erano
sospettati di costituire  strumento  di reimpiego dei capitali provento di
attivita’ illegali di tipo mafioso riconducibili al gruppo “Omissis” e in
particolare a “Omissis”.  Ed
infatti,  a  seguito
di  approfonditi  accertamenti
fiscali,  il Tribunale di Palermo,
con decreto  del  5
marzo  1984,  ordinava
il sequestro ai sensi dell’art. 2 ter della legge 31.05.1965 n.
575,  di distinte quote sociali di  partecipazione  del
“Omissis”alla  s.p.a.
“Omissis”
con  sede
a  Capaci,  alla
s.r.l.  Immobiliare  “Omissis” (acronimo dei cognomi”Omissis”,
“Omissis, “Omissis”) con sede a Isola delle Femmine e alla s.r.l. “Omissis” con
sede a Palermo, nonche’  diimmobili di
pertinenza del medesimo “Omissis”. Avverso
il  menzionato  decreto
di  sottoposizione  e
confisca,  i difensori del
“Omissis” proponevano  ricorso  in
appello,  chiedendo declaratoria
di non luogo a misura di’ prevenzione, la
revoca  della confisca adottata e
la riduzione al minimo  della  misura
personale.  Anche nel corso del
secondo grado di giudizio, il “Omissis” e’
stato ritenuto socialmente
pericoloso  perche’  validamente
indiziato  di appartenenza ad
associazione di tipo mafioso, operante, tra
l’altro, in Cinisi e zone limitrofe e facente capo al noto esponente
“Omissis” (fu “Omissis”, cl. “Omissis”), gia’ sottoposto al soggiorno obbligato
e arrestato in Spagna insieme a uno dei suoi
figli,  su  mandato
di cattura  internazionale,  quale
imputato  di  associazione
di  tipo mafioso (art. 416 bis
c.p.) e altri gravi reati.
Tra gli elementi a fondamento del giudizio di  pericolosita’
sociale del “Omissis” rileva notevolmente la  sua
qualita’  di  socio
della “s.p.a.  “Omissis”,  nata
dalla   trasformazione   della
“Omissis” costituita il 13 maggio 1974 dai fratelli “Omissis”, noti
trafficanti di stupefacenti. La “Omissis” con sede in Capaci’  aveva
un  oggetto molto vario  come,
ad  esempio,  acquisto
di  terreni  edificabili, realizzazione  di
fabbricati,  assunzione  di
appalti  pubblici   e privati, gestione di alberghi, bar,
ristoranti, impianti  sportivi  e stabilimenti balneari.
Si rileva, inoltre, che la s.p.a. “Omissis”  annoverava
tra  i  suoi soci oltre a “Omissis”,  anche
altri  notissimi  esponenti
di  Cosa Nostra:   “Omissis”, fratello di “Omissis” e i  figli
di  quest’ultimo “Omissis”,
“Omissis” “Omissis”  marito  di
“Omissis”,  “Omissis”  di Omissis”, “Omissis “e “Omissis”. Dunque,
le modalita’ di costituzione della s.p.a.
“Omissis”,  i  cui
erano  soggetti  tutti
considerati caratterizzati da pericolosita’ sociale, costituirono  validi
indizi per qualificare come mafiosa la suddetta societa’,  essendo
evidente che la stessa era stata costituita da esponenti del gruppo  “Omissis” con la chiara finalita’ di  reimpiego
e  riciclaggio  degli
ingenti capitali, conseguiti attraverso il  lucroso
traffico  internazionale degli
stupefacenti. In tale contesto, la partecipazione di  “Omissis” alla “Omissis s.p.a.” si era
rivelata indicativa del comune interesse che doveva certamente legarlo ai
“Omissis”,  e  cioe’
la  cosiddetta “affectio”
caratteristica delle associazioni di tipo mafioso.
“Omissis”,
nato a Torretta il “Omissis”,  e’  un
altro  elemento  di spicco della famiglia mafiosa di Isola
delle Femmine  che,  oltre
ad annoverare precedenti penali per estorsione aggravata dalle modalita’
di  tipo
mafioso,  sembra  avere
contribuito  a   condizionare   in particolar modo  l’operato
dell’Amministrazione
Comunale  di  Isola delle Femmine.
Questi,
come “Omissis”, veniva tratto in arresto il 13 dicembre  2010 nell’ambito dell’operazione “ADDIOPIZZO 5” in esecuzione di ordinanza di
applicazione della misura coercitiva della custodia  cautelare
n. 11213/08 R.G.N.R. e 11998/08 R.G. G.I.P. emessa il  9
dicembre  2010 dal Tribunale  di
Palermo,  Sezione  del
Giudice  per  le
Indagini Preliminari, essendo gravemente indiziato di reita’ in
riferimento al delitto di estorsione aggravata da modalita’ mafiosa (delitto p.
e p. dagli artt. 110, 81 cpv, 629 comma 2° e art. 7 D.L.  13
maggio  1991 nr.152, conv. nella
legge 12 luglio 1991 nr.203)  per  essersi
–  in concorso con i piu’  noti
“Omissis”  ed  altri
–  con  piu’
azioni esecutive  di  un
medesimo  disegno  criminoso,
mediante   minaccia consistita nel
manifestare la propria  appartenenza  all’associazione mafiosa Cosa Nostra, ed in
virtu’ della forza derivante  dal  vincolo associativo  relativo
alla  predetta  organizzazione,  procurati
un ingiusto    profitto,    costringendo    l’imprenditore    “Omissis”, amministratore unico della
“Omissis” e C. S.n.c., a versare, in
piu’ soluzioni, ventimila euro, in relazione ai lavori di  costruzione
di una scuola materna che lo “Omissis”stava effettuando  nel
Comune  di Cinisi e
costringendo  il  medesimo
imprenditore  a  cedere
in  sub appalto  parte
dei  lavori  alle
ditte  di  “Omissis”,
“Omissis”,”Omissis” e “Omissis”. Nella vicenda, “Omissis” aveva svolto
il ruolo di esecutore delle richieste estorsive e di esattore della  somma
di denaro, mentre  i  piu’
noti  “Omissis”  e
“Omissis”  agivano  come mandanti delle pretese estorsive.
Con
sentenza n. 736/12 emessa in data 15 giugno 2012, il Tribunale di Palermo –
Giudice dell’Udienza Preliminare condannava “Omissis”  alla pena di anni sei di reclusione ed euro
mille di multa per  estorsione aggravata
e continuata in concorso.
Con
medesima sentenza, il G.U.P. di Palermo condannava “Omissis” alla pena di anni
dieci di reclusione e alla multa di euro quattromila per lo stesso reato.
“Omissis”,
nato a Isola delle Femmine (PA) il “Omissis”, risulta gia’ sottoposto, in data
28 dicembre  1984,  alla
misura  di  prevenzione della sorveglianza speciale di
PS. per la durata di tre anni. La  sua
pericolosita’ sociale si evidenzia anche avuto riguardo ai legami  di frequentazione intrattenuti con “Omissis”,
il predetto “Omissis”,  ed altri
esponenti di calibro della
criminalita’  organizzata  –
tutti colpiti da provvedimenti giudiziari per associazione di tipo
mafioso.  Il predetto “Omissis” inoltre
risulta avere partecipato alle societa’ prima citate, riferibili al clan
dei  “Omissis”,  quali
la  “Omissis s.p.a.” e la
“Immobiliare Omissis”, costituita unitamente a “Omissis” e a “Omissis”, suo
cognato avendo  lo  stesso
“Omissis”  sposato  la sorella di questi “Omissis”.
“Omissis”,
inoltre, risulta avere partecipato – il 4 dicembre 2002  – ai funerali di “Omissis” classe “Omissis”,
madre  del  capo
famiglia “Omissis, unitamente a “Omissis”.

L’assetto
politico-amministrativo

La
situazione politica del Comune di Isola delle Femmine ha visto  da sempre contrapporsi schieramenti
costituiti da liste civiche, guidate dagli esponenti maggiormente
rappresentativi dell’ambiente cittadino, che da oltre un decennio a questa
parte si identificano in  “Omissis”

leader della
lista “TORRE”, Sindaco per oltre 30 anni fino al  1993 -, “Omissis” – leader della lista “NUOVA
ISOLA” e Sindaco dal 1993 al 2004 -e “Omissis” – eletto Sindaco nel 2004 quale
alleato del BOLOGNA e riconfermato nella carica nel 2009 con la  lista
civica  “Progetto Isola”- .
In
particolare, la storia
dell’amministrazione
comunale  di’  Isola delle Femmine nel periodo  che
inizia  con  la
prima  elezione  del Sindaco “Omissis”, avvenuta alle
consultazioni elettorali del  giugno
2004, e prosegue con la rielezione di questi in esito alle  votazioni del
mese  di  giugno
2009  per  arrivare
alla  data  odierna,
e’ caratterizzata dall’andamento dei rapporti, di stretta alleanza prima
e di grande avversione poi, tra l’ex Sindaco
“Omissis”  e  l’attuale Primo cittadino, “Omissis”.
Dopo
avere ricoperto la carica di  Vice  del
Sindaco  “Omissis”,  il “Omissis”, infatti, subito dopo la prima
elezione (conclusasi  a  suo vantaggio  con
uno  scarto  di
280  preferenze  nei
confronti  del candidato “Omissis”
e di oltre 500  dell’altro  candidato
“Omissis”) sceglieva “Omissis” per la carica di Vice Sindaco.
Nell’ottobre
del 2006, tuttavia, l’amministrazione comunale subiva la rottura della storica
alleanza tra i due; il Vice
Sindaco,  infatti, presentava le
proprie dimissioni e come conseguenza si indeboliva  la posizione del Sindaco in seno al Consiglio
Comunale, in virtu’  della
formazione  di  un
terzo   Gruppo   Consiliare
denominato   “Isola Democratica”
rispetto al quale lo stesso
“Omissis”  si  poneva
come Coordinatore Politico esterno.
In
data 6 e 7 giugno 2009, dopo la scadenza naturale dei mandato  del Sindaco “Omissis”, in Isola delle Femmine
si votava  per  il  rinnovo
del Sindaco e del Consiglio Comunale. Nell’occasione,  a
seguito  di una accesa campagna
elettorale che vedeva presentarsi tre candidati aSindaco – il primo cittadino
uscente “Omissis” appoggiato dalla lista civica “Progetto Isola”,
“Omissis”appoggiato dalla  lista  “Rinascita Isolana” ed  il
Capo  Gruppo  al
Consiglio  Comunale  di
minoranza uscente,  “Omissis”  appoggiato
dalla  lista  “Insieme
Isola  delle Femmine” – veniva
confermato Sindaco “Omissis” con uno scarto di
250 voti sul candidato “Omissis”.
L’Amministrazione
comunale di Isola delle  Femmine,  rinnovata
nelle predette consultazioni del giugno 2009, appare soggetta  a
forme  di condizionamento  da
parte  di  soggetti
appartenenti  alla   locale famiglia  mafiosa,
in  assoluta  continuita’,
peraltro,   con   la precedente compagine amministrativa che
vedeva al vertice il medesimo primo cittadino.
Infatti,
se si tiene conto del contesto
criminale  sopra  descritto, non stupisce come una famiglia
mafiosa tanto attiva in  vari  settori dell’economia locale e che,
soprattutto  nell’ultimo  periodo,
aveva acquisito un ruolo rilevante nel nuovo assetto di Cosa  Nostra
della provincia di Palermo, delineatosi secondo le direttive dei
“Omissis”, sia stata assolutamente in grado di’ infiltrarsi nelle  attivita’
di pubblico interesse che l’Amministrazione di Isola  delle
Femmine  e’ chiamata a regolare.
Inoltre,
la particolare  levatura  degli
esponenti  di  Cosa
Nostra operanti nel territorio di Isola delle Femmine e  le
loro  relazioni parentali con  componenti
attuali  della  Giunta
Municipale  e  del Consiglio Comunale nonche’ dell’apparato
burocratico,  contribuiscono a costituire
un dato indicativo  sotto  il
profilo  della  “densita’ criminale” e della correlata capacita’
di penetrazione  della  locale famiglia mafiosa nelle  piu’
svariate  sfere  della
vita  pubblica, economica e
sociale della comunita’.
Questo  dato
va  contestualizzato  tenendo
conto,  altresi’,  della peculiare posizione geografica nella
quale si colloca  il  Comune
di
Isola
delle Femmine, vicinissimo  al  capoluogo
e  lungo  la
fascia costiera, che lo rende idoneo a divenire il  fulcro
degli  interessi economici di Cosa
Nostra, primi fra tutti il racket delle
estorsioni e le speculazioni edilizie.
Lo
stretto legame tra la famiglia mafiosa di Isola delle Femmine, con al vertice
“Omissis” e i “Omissis”, i  quali  a  loro  volta
avevano esteso la loro influenza sull’intera provincia di Palermo, e’ un
dato indicativo, infine, di quanto  potente  sia
la  forza  intimidatoria della criminalita’
organizzata  nel  territorio
di  riferimento,  al punto
che   diversi   fra
gli   stessi   esponenti
politici   ed amministratori,
contigui piu’ o meno da vicino ad
ambienti  mafiosi, hanno avuto e
continuano ad avere un ruolo determinante nella vicenda amministrativa
dell’ente.
Le
ingerenze nelle funzioni e nei
compiti  curati  dall’ente
civico hanno preso corpo e si sono tradotte  in
molteplici  illegittimita’,
abusi,  eccessi,  sviamenti
di  potere  e
anomalie   dell’attivita’
amministrativa, tutti tesi a favorire economicamente o sotto forma di altre
utilita’, soggetti a vario  titolo  collegati,
direttamente  o indirettamente, a
esponenti della locale consorteria mafiosa e,
piu’ in generale, di Cosa Nostra.
L’accesso
agli atti dell’amministrazione, infatti
ha  consentito  di fare luce sui condizionamenti della
criminalita’ organizzata  locale, che si
sono tradotte in atti amministrativi adottati
nel  corso  del periodo oggetto di osservazione della
Commissione ispettiva,  che  va principalmente dal giugno del 2009 al
2012.
Si  puo’  decisamente
affermare,  inoltre,  che
l’influenza   della famiglia
mafiosa nella sfera politica e amministrativa locale  si  e’
protratta   nel   tempo,
determinando   situazioni   di
obiettiva incompatibilita’ in soggetti che ricoprono cariche  istituzionali
di primo piano.
Gli amministratori:       Giunta Municipale e Consiglio Comunale La
compagine di governo ed elettiva presso il Comune di  Isola
delle Femmine, in esito alle elezioni del 2009  nelle
quali  “Omissis”  e’ uscito vincitore alla guida della lista
civica “Progetto  Isola”,  e’ composta come segue.
Giunta Municipale:

“Omissis”,  nato
a  Isola  delle
Femmine  il  “Omissis”,
ivi residente “Omissis”, insegnante di matematica, Sindaco;

“Omissis”,  nato
a  Isola  delle
Femmine  il  “Omissis”,
ivi residente “Omissis”, impiegato, Vice Sindaco e assessore  con
delega su turismo, attivita’ produttive e cultura;

“Omissis”, nato
a Capaci il “Omissis”, residente a
Isola  delle
Femmine
Omissis”, commerciante, assessore con
delega  su  servizi
a rete, arredo urbano e viabilita’, lavori pubblici;

“Omissis”,  nato
a  Isola  delle
Femmine  il  “Omissis”,
ivi residente in “Omissis”, impiegato, assessore con delega  su
pubblica istruzione, sport e protezione civile e servizi sociali:

“Omissis”, nato
a Palermo il “Omissis”, residente a Isola
delle
Femmine
(PA) “Omissis”, “Omissis”  assessore  con
delega  su  igiene ambientale, arredo urbano e politiche
giovanili.

Consiglio
Comunale

Consiglieri
di maggioranza, appartenenti alla lista civica
“Progetto Isola”:

“Omissis”,  nato
a  Isola  delle
Femmine  il  “Omissis”,
ivi residente in “Omissis”, impiegato, Presidente del Consiglio comunale;

“Omissis”, nato
a Palermo il “Omissis”, residente a Isola
delle Femmine “Omissis”, geometra, Vice Presidente del Consiglio
comunale;

“Omissis”,  nato
a  Isola  delle
Femmine  il  “Omissis”,
ivi residente in “Omissis”, marittimo;

“Omissis”,  nata
a  Isola  delle
Femmine  il  “Omissis”,
ivi residente in via “Omissis”, casalinga;

“Omissis”, nata
a Palermo il “Omissis”, residente a Isola
delle Femmine in “Omissis”, impiegata;

“Omissis”,  nata
a  Isola  delle
Femmine  il  “Omissis”,
ivi residente in “Omissis”, casalinga;

“Omissis”, nato
a Palermo il “Omissis”, residente a Isola
delle Femmine in”Omissis”, commerciante;

“Omissis”, nato
a Palermo il “Omissis”, residente a Isola
delle Femmine “Omissis”; “Omissis”

“Omissis”, nato
a Marsala (TP) il “Omissis”, residente
a  Isola delle Femmine in
“Omissis” impiegato Consiglieri di minoranza, appartenenti alla lista  civica
“Rinascita Isolana”:

“Omissis”,  nato
a  Isola  delle
Femmine  il  “Omissis”,
ivi residente in “Omissis”, impiegato;

“Omissis”, nato
a Palermo il “Omissis”, residente a Isola
delle Femmine in “Omissis”, dottore in legge;

“Omissis”,  nato
a  Isola  delle
Femmine  il  “Omissis”,
ivi residente in “Omissis”, pensionato;

“Omissis”,  nato
a  Isola  delle
Femmine  il  “Omissis”,
ivi residente in “Omissis”, insegnante;

“Omissis”, nato
a Palermo il “Omissis”, residente a Isola
delle Femmine in “Omissis”, geometra;

“Omissis”,  nato
a  Isola  delle
Femmine  il  “Omissis”,
ivi residente “Omissis”, pescatore.
In
data 24 aprile 2012, i sei Consiglieri di
minoranza  appartenenti al gruppo
consiliare “Rinascita Isolana” – con note protocollate  dal n. 5795 al n. 5801  dei
Comune  -rassegnavano  le
dimissioni  dalla carica  ricoperta,
per  motivi   connessi
all’insediamento   della
Commissione Prefettizia.
Il
successivo 3 maggio, con deliberazione n. 7, il Consiglio Comunale attribuiva
la carica di Consigliere Comunale
ai  seguenti  candidati della  lista
“Rinascita  Isolana”,   collocati
nella   graduatoria risultante dal
verbale dell’adunanza dei Presidenti di seggio redatto in data 9 giugno 2009
dal 7° al 12° posto:

“Omissis”,  nato
a  Isola  delle
Femmine  il  “Omissis”,
ivi residente in “Omissis”, in cerca di occupazione;

“Omissis”, nato
a Trapani il “Omissis”, residente a Isola
delle Femmine in “Ornissis”, pensionato;

“Omissis”, nato
a Palermo il “Omissis”, residente a Isola
delle Femmine in “Ornissis”, pensionato;

“Omissis”, nato
a Palermo il “Omissis”, residente a Isola
delle Femmine in “Omissis”, impiegato;

“Ornissis”,  nata
a  Isola  delle
Femmine  il  “Omissis”,
ivi residente in “Omissis”, casalinga;

“Omissis”, nato
a Palermo il “Omissis”, residente a Isola
delle Femmine in “Omissis”, impiegato.
Immediatamente
dopo, il Consigliere “Omissis” presentava
le  proprie dimissioni per  asseriti
motivi  di  lavoro
che  non  le
avrebbero consentito di partecipare all’attivita’ consiliare.
Il
Consiglio Comunale prendeva atto delle dimissioni e procedeva allo scorrimento
della lista,  nominando  consigliere
“Omissis”,  nata  a Palermo il “Omissis”:
Il
Consiglio Comunale veniva quindi ricostituito.
In
seguito, i Consiglieri Comunali del
gruppo  “Rinascita  Isolana”, nominati in surroga con
deliberazione del 3 maggio,
presentavano  le loro dimissioni
con note protocollate dal n. 6346 al n.
6439  datate 04 maggio (“Omissis”)
e 07 maggio (“Omissis”,  “Omissis”,  “Omissis”, “Omissis” e “Omissis”).
Il
18  maggio  seguente,
con  deliberazione  n.
12,  ii’  Consiglio Comunale attribuiva la carica di  Consigliere
Comunale  ai  seguenti candidati  della
lista   “Rinascita   Isolana”,
collocati   nella graduatoria
risultante dal verbale dell’adunanza
dei  Presidenti  di seggio redatto in data 9 giugno 2009 dal
14° al 15° posto:

Omissis”, nato
a  Palermo  “Omissis,
residente  a  Isola
delle Femmine in “Omissis”, studente;

Omissis”, nata
a Palermo il “Omissis”, residente a
Isola  delle Femmine in “Omissis”,
studentessa.
Entrambi
presentavano le loro dimissioni, con note protocollate al n.  6831 del 15 maggio 2012 (“Ornissis”) e al n.
7214 del 21 maggio  2012 (“Omissis”),
pertanto il Consiglio Comunale rimane
tuttora  composto da soli nove
Consiglieri Comunali di maggioranza.
Giova
rammentare infine che oltre al Sindaco, che come gia’ detto  e’ al suo secondo mandato dopo avere
ricoperto cariche anche  durante  i mandati sindacali di “Omissis”, diversi
altri componenti dell’attuale giunta e consiglio comunale occupavano cariche
politiche anche  nella precedente   amministrazione   (“Omissis”,   “Omissis”,
“Omissis”, “Omissis”). Tate circostanza pone le due amministrazioni
susseguitesi a Isola delle Femmine, dal 2004
ad  oggi,  in
assoluta  continuita’ anche – come
vedremo in seguito –  dal  punto
di  vista  dell’azione amministrativa.
I
collegamenti tra la politica locale e la famiglia mafiosa di  Isola delle Femmine  Il corpo politico chiamato a reggere
l’amministrazione di Isola delle Femmine,
sin  dal  suo
insediamento  e’  apparso
composto  da   un significativo  numero
di  soggetti  i
quali,   per   parentele
e frequentazioni o  legami  d’interesse,
alla  luce  della
situazione socio-economica di quel territorio nonche’ del sicuro  radicamento
e diffusione della locale famiglia mafiosa, sono esposti  ai
tentativi di infiltrazione  e  condizionamento  posti
in  essere  da
soggetti affiliati o a vario titolo contigui alla criminalita’
organizzata.  Al   riguardo,
si   riportano   di
seguito   gli   elementi
di controindicazione emersi. Il Vice Sindaco, “Omissis”, e’  nipote
acquisito  di  “Omissis”:
il rapporto di parentela deriva dal fatto che il  “Omissis”
e’  sposato con “Omissis”, figlia
di “Omissis” (classe “Omissis” omonimo del capo famiglia), la cui sorella,
“Omissis”, e’ coniugata con “Omissis”.
L’Assessore “Omissis”e’ nipote
acquisito  del  noto
“Omissis”  (ci.  “Omissis” attualmente detenuto), avendo
sposato “Omissis”, figlia  di “Omissis”
(ci. “Omissis”) fratello maggiore del citato capo famiglia.  L’Assessore, inoltre e’ cognato di “Omissis”
(cl. “Omissis”) titolare del bar “Omissis” sito in “Omissis” di Isola delle
Femmine sul  conto del quale si dira’ in
seguito.
Il
Presidente dei Consiglio Comunale “Omissis” e’
stato  immortalato in una
fotografia con “Omissis” ( cl. “Omissis”) e con
l’ex  sindaco “Omissis” durante
un’occasione conviviale,
verosimilmente  risalente al
2003-2004.
Il
Consigliere di maggioranza “Omissis” e’ cugina per parte di  madre di “Omissis (classe “Omissis)„
condannato nel 2007 all’ergastolo  per
associazione di tipo mafioso e omicidio.
Il  rapporto  di
parentela deriva dal fatto che la madre della “Omissis”e la madre del “Omissis”
sono sorelle.
Come
gia’ detto, il gruppo consiliare di
minoranza  fa  capo
all’ex sindaco “Omissis”, il quale non fa parte del Consiglio Comunale e
che

oltre ad
annoverare contiguita’ con  il  capo
famiglia  “Omissis”, emerse sulla
base delle frequentazioni documentate –
risulta  essere stato il testimone
dello sposo nelle nozze tra “Omissis”
(dipendente comunale) e l’ing. “Omissis”, cognato del  capo famiglia
in  quanto fratello della moglie
di questi, “Omissis”.
Il  consigliere
di  minoranza  “Omissis”e’
fratello  di   “Omissis” coniugata  con
“Omissis”,  la  cui
sorella  “Omissis”  ha
sposato “Omissis”,  fratello  maggiore
del  capo  famiglia
“Omissis”   (cI. “Omissis”). Lo
stesso ha anche ricoperto  la  carica
di  Sindaco  di Isola delle Femmine dal luglio 1983 al
novembre 1984,  essendo  stato eletto a capo della coalizione della
lista civica  denominata  “Nuova Isola”.
Infine,  ad
ulteriore  dimostrazione  della
possibilita’   che   le infiltrazioni ed i condizionamenti
mafiosi sugli organi del Comune di Isola delle Femmine  abbiano
avuto  luogo  in
maniera  trasversale, interessando
entrambi  gli  schieramenti,
quello  di  maggioranza
e quello di opposizione, si
evidenzia  il  rapporto
di  parentela  di “Omissis” con il capo famiglia “Omissis”.
“Omissis”, candidato  nella lista
“Rinascita Isolana”  e  subentrato
all’interno  del  Consiglio Comunale a seguito delle dimissioni
del primo gruppo dei  consiglieri di
minoranza, e’ cugino acquisito del
capo  famiglia  “Omissis”,
in quanto cugino della moglie di questi “Omissis”. Lo  stesso,
inoltre, e’ fratello dell’impiegato comunale  “Omissis”.
“Omissis”,  nominato Consigliere
Comunale il 3 maggio scorso in
surroga  dei  Consiglieri dimissionari di opposizione, a
sua volta rassegnava le dimissioni  il 7
maggio seguente in ragione dell’accesso prefettizio presso l’ente.  Infine,
il  dimissionario  Consigliere
di  minoranza  “Omissis”
e’ fidanzato con “Omissis”, figlia dell’ex Sindaco “Omissis”.
Effettivamente,
come e’ stato dimostrato dall’attivita’ svolta
dalla Commissione d’indagine, l’Amministrazione  comunale
di  Isola  delle Femmine si e’ palesata molto permeabile
alle infiltrazioni e soggetta a varie forme
di  condizionamento  mafioso
nei  settori  nevralgici dell’ente.
Cio’  che
di  piu’  rilevante
e’  emerso  nel
corso  dell’accesso, tuttavia, e’
la circostanza  che  tali
condizionamenti  e  sviamenti nell’azione amministrativa
dell’ente abbiano non solo
caratterizzato i due mandati dell’attuale Sindaco “Omissis”, ma che  si
manifestino come condotte da tempo radicate nell’ente capaci  di
sopravvivere  – adattandosi in
maniera davvero preoccupante  –  anche
all’alternanza delle coalizioni politiche al vertice del Comune di
Isola.

In
sostanza, e’ stato rilevato che talune distorsioni poste in essere

a
favore di soggetti vicini alla locale famiglia mafiosa hanno
radicinell’amministrazione comunale guidata dal Sindaco “Omissis” e si sono replicate
anche dopo l’elezione del Sindaco “Omissis”: e’ il caso, ad esempio, delle
concessioni  edilizie  rilasciate
nei  confronti  del titolare del  “Bar
“Omissis”di  “Omissis”,  nipote
del  capo  mafia locale, di cui si dira’ in seguito.
In
tale  contesto,  tutte
le  iniziative  per
la  diffusione  della legalita’ intraprese  dall’amministrazione  “Omissis”
appaiono  come mere “operazioni di
facciata”, tenuto conto che i  vari  settori
del Comune si sono rivelati soggetti a gravi forme di  condizionamento  e che l’ente ha aderito al protocollo di
legalita’ “Carlo Alberto Dalla Chiesa”, per la prevenzione del  pericolo
di  infiltrazioni  mafiose nelle opere pubbliche solo il 27
febbraio scorso,  con  deliberazione di Giunta n. 21.
I
collegamenti dell’apparato burocratico comunale con la criminalita’ organizzata
Anche tra i dipendenti comunali, ai vari livelli, alla stessa stregua di quanto
evidenziato per /a compagine  politica  (di
maggioranza  e d’opposizione),  si
riscontrano  soggetti  che,
per   parentele   e frequentazioni o legami d’interesse, sono
esposti ai  condizionamenti
provenienti  da  esponenti
od   altri   soggetti,
direttamente   o indirettamente
soggiacenti alla influente consorteria isolana.
E’ emerso, altresi’, che i dipendenti comunali sono tutti stabilmente
inseriti nella pianta organica dell’ente, avendo il  Comune
gia’  da tempo provveduto alla
stabilizzazione di tutti i rapporti
di  lavoro precario (ex
contrattisti, ex  ISU,  ….),
diversamente  da  quanto posto in essere dalla stragrande  maggioranza
delle  amministrazioni locali
dell’isola, che ancora oggi si trovano
a  gestire  un
numero enorme di lavoratori precari (sarebbero circa  22.000)
con  oneri  a carico del bilancio della Regione
Siciliana.
“Omissis”,
impiegata presso il I settore 6°
servizio  “Protocollo  – Albo Pretorio” in qualita’ di applicata  esecutiva,
e’  cognata  del capo
famiglia  “Omissis”,  avendo
sposato  l’ingegnere   “Omissis”, fratello della moglie di questi,
“Omissis”.
La
“Omissis” e’ stata stabilizzata dalla posizione di  precariato
il 1° novembre 2003, quando Sindaco era “Omissis” e “Omissis”  era
Vice Sindaco.
Il
predetto “Omissis”, da  parte  sua,
ha  ricoperto  la
carica  di Assessore
all’urbanistica e all’edilizia privata del comune di  Isola delle Femmine dal 13 giugno 1999  al
12  ottobre  1999
(data  delle dimissioni  per
motivi   personali,   verosimilmente   riconducibili all’arresto, il 28 luglio
1999,  del  cognato
“Omissis”  nell’ambito della
cosiddetta operazione  “San  Lorenzo
2”).  All’epoca,
a  capo dell’Amministrazione c’era
il  Sindaco  “Omissis”.
Nella  precedente amministrazione,
guidata sempre dal Sindaco “Omissis”
(dal  1994  al 1999) aveva ricoperto il medesimo incarico
di Assessore, cori  delega a lavori
pubblici e patrimonio civile.
“Omissis”,
impiegato  presso  il
I  settore  “Amministrativo”  –  2°
servizio  “Anagrafe  -Elettorale
–  Censimenti”   in
qualita’   di specialista
dell’attivita’ amministrativa, e’
cugino  acquisito  del capo famiglia “Omissis”, in quanto cugino
della moglie di questi.  Il rapporto di
parentela deriva dal fatto che  il  padre
di  “Omissis”, “Omissis” (cl.
“Omissis”) e’ fratello di “Omissis”
(cl.  “Omissis”), padre di
“Omissis”.
L’architetto
“Omissis”, responsabile dell’Ufficio Tecnico Comunale  – III settore urbanistica fino al 22 marzo
2011,  data  in
cui  si  e’ dimesso dall’incarico ed e’ stato
sostituito dall’ing. “Omissis”,  e’ l’attuale
Capo del V Settore  “Tecnico  –
Manutentivo”.  Lo  stesso, assunto con contratto di lavoro a
tempo determinato e parziale dal 1° maggio 2002 successivamente prorogato,
e’  stato
stabilizzato  dalla posizione di
precariato con la trasformazione del rapporto di  lavoroa tempo pieno ed indeterminato dal
16/11/2005. L’arch.  “Omissis”  e’ nipote di “Omissis” deceduto il 10 agosto
2007, legato da vincoli  di parentela
alla famiglia mafiosa dei “Omissis” di Palermo.
Alcuni
beni immobili appartenenti  al  “Omissis”,
in  esecuzione  di provvedimento emesso dal Tribunale di
Palermo  –  Ufficio
Misure  di Prevenzione, nel  2009
sono  stati  oggetto
di  sequestro,  poiche’ riconducibili alle famiglie mafiose
“Omissis” e “Omissis” di Palermo.  Come  gia’
detto,  “Omissis”,  impiegata
presso   il   II
settore “Economico-Finanziario” – 2° servizio “patrimonio –
provveditorato  – economato  –
servizi  in  convenzione”
in  qualita’  di
applicato esecutivo, attualmente in servizio presso la Polizia
Municipale quale ausiliario del traffico, e’ sorella dell’ex Sindaco
“Omissis”  ed  e’ stata stabilizzata in data 1° novembre
2003, quando quest’ultimo  era Sindaco di
Isola delle Femmine mentre “Omissis” era Vice Sindaco.  “Omissis”, impiegato presso  il
I  settore  “Amministrativo”  –
4°.  servizio “relazioni  con
il  pubblico  –
comunicazione  pubblica  – ufficio notifiche”, e’ cognato dell’ex
Sindaco “Omissis”. Il rapporto di parentela deriva dal fatto che il “Omissis”
ha sposato  “Omissis”, sorella di
“Omissis” e di “Omissis”. Anche lui e’ stato
stabilizzato in data 1° novembre 2003 quando “Omissis” era Sindaco e
“Omissis” era Vice Sindaco.

Appalti
di lavori, servizi e forniture

Nel
corso dell’accesso e’ stato rilevato
come  l’Amministrazione  di Isola delle Femmine abbia fatto  costantemente
ricorso  a  procedure ristrette  per
la  scelta  del
contraente  -procedura  negoziata
o trattativa privata di cui
all’art.  57  del
D.Igs.  n.  163/2006
o mediante cottimo fiduciario ai sensi
dell’art.  125  del
richiamato decreto – non giustificate
dai  necessari  presupposti
di  urgenza, indifferibilita’  e/o
dalla  particolare  natura
delle  prestazioni richieste dal
caso concreto e che, a volte, possono
non  conciliarsi con le prescritte
cautele che devono connotare  la  attivita’
di  un ente pubblico  Comune,
tanto  piu’  quando
agisce  in  un
contesto territoriale
notoriamente  contraddistinto  dalla
possibilita’   di interferenze
illecite.
Nello  specifico,
sono  state  riscontrate
gravi   e   persistenti “anomalie”  che
hanno   interessato   numerosi
lavori   pubblici, caratterizzati
anche da importi di un certo rilievo, molti dei
quali non risultano peraltro riportati nel registro dei contratti  ma
sono stati rinvenuti analizzando il registro di protocollo  informatico
e le delibere di giunta e di consiglio
.
In
relazione alle procedure di affidamento di lavori mediante appalto pubblico, e’
risultato che, in  alcuni  casi,
l’Amministrazione,  di fatto, ha
frazionato gli importi  dei  lavori
o  gli  stessi
lavori consentendo in tal modo di sottoporre l’affidamento  alla
disciplina delle acquisizioni in economia, ai sensi  dell’art.
125  del  D.lgs.
163/2006.
Tra
l’altro, in numerosi appalti risulta essere
stata  applicata  la normativa inerente la fornitura di beni,
laddove  invece  si
sarebbe dovuto applicare la normativa concernente le  prestazioni
di  opere, ovvero,  piu’
precisamente,  si  sarebbe
dovuto  far  ricorso
alla procedura dei lavori pubblici mediante cottimo  –
appalto  ai  sensi degli artt. 24 bis e 24 ter della L.R.
7/2003.
Le  altre
irregolarita’  riscontrate  attengono,
come  gia’  detto, all’ingiustificato quanto frequente
ricorso a procedure ristrette  di
scelta  del  contraente,
in  assenza  dei
presupposti  di  urgenza.
Analogamente,  e’
stato  riscontrato  un
eccessivo   ricorso   alla procedura del cottimo fiduciario pure
in assenza  di  un
albo  delle imprese di fiducia del
Comune,  e  senza
le  cautele  che
avrebbero potuto derivare dall’adozione
del  Protocollo  di
legalita’  “Carlo Alberto Dalla
Chiesa” a cui l’Ente risulta, peraltro,
avere  aderitosolo nel mese di
febbraio 2012, nonostante negli atti ne siano
stati piu’ volte richiamate le prescrizioni.
Nel
corso dell’accesso, inoltre, si e’ rilevato che l’Amministrazione non ha  ancora
adottato  un  Regolamento
tipo  sulle  modalita’
di affidamento di lavori pubblici mediante  cottimo
fiduciario  ne’  ha istituito il corrispondente Albo delle
imprese  di  fiducia,
secondo quanto  previsto  dall’art.20
della  legge  regionale
7/2002   come modificato dall’art.17
della legge regionale 7/2003.
Invero,
l’istituzione di un Albo di fornitori
di  fiducia,  prevista dal citato regolamento, e’ un  passaggio
ineludibile  in  quanto
lo stesso rappresenta Io strumento
attraverso  il  quale
le  Pubbliche Amministrazioni,
nell’espletamento delle procedure per l’acquisizione di beni o per la
prestazione di  servizi,  si
dotano  di  un
elenco costantemente aggiornato di ditte ed imprese,  operanti
nei  diversi settori
dell’economia, che sono  state  preventivamente  selezionate, con riguardo al possesso  dei
requisiti  sia  soggettivi
(capacita’ economica e a contrarre, titolarita’ di un nulla osta
antimafia)  che oggettivi (D.U.R.C.
ovvero applicazione delle leggi previste a tutela dei lavoratori). A detto Albo
le stesse possono fare riferimento  non
solo nelle situazioni ordinarie ma anche nei
casi  di  urgenza,
per fronteggiare  rapidamente  Ie
emergenze  senza  dover
ricorrere   a procedure complesse.
E’
proprio questa la finalita’ che induce comunemente a  indicare
le ditte  iscritte  all’Albo
come  “fiduciarie”;   infatti,
la   P.A.  procedente, a certe condizioni, se da una
parte si autovincola  nella scelta dei
soggetti con cui entrare in relazione, dall’altra parte ha la certezza di poter
disporre di una certa rosa di imprese, anche
in casi emergenziali, senza dovere per cio’ solo derogare alle normative
vigenti.
La
assenza di tale strumento operativo, non di secondaria  importanza ai fini del rispetto dei principi
di’  legalita’  e
trasparenza,  ha fatto si’ che iI
Comune di Isola delle  Femmine,  per
l’espletamento delle  gare  di
affidamento  dei  lavori
da   eseguire,   adottasse regolarmente una procedura affatto
particolare.
Ed
infatti, di norma, l’amministrazione
–  attraverso  il
Dirigente preposto al settore tecnico e manutenzioni, arch. “Omissis”-
provvede alla  scelta  delle
ditte  da  invitare
attraverso   la   semplice pubblicazione  in
albo  pretorio  di
appositi  avvisi  pubblici
di partecipazione, che consentono alle ditte interessate di  manifestare la propria disponibilita’ a
partecipare alla gara e di
presentare  i relativi preventivi.
Tra tutte le  manifestazioni  di
disponibilita’ pervenute,
l’amministrazione   procede   a
selezionare,   mediante sorteggio
pubblico, alcune di queste ditte che saranno poi invitate a presentare
l’offerta economica e la documentazione di rito.  Il
descritto  iter  procedurale
non  trova  alcun
riscontro  nelle disposizioni
contenute nel D. Lgs. 163 del 2006,
che  impone,  anche per le procedure di cottimo  fiduciario,
il  rispetto  dei
principi generali di trasparenza, rotazione e parita’ di trattamento
(art. 125 comma 8 del codice dei contratti pubblici).
Le  criticita’
scaturenti   dalle   procedure
sopra   evidenziate
emergeranno   dall’analisi   dei
principali   lavori    aggiudicati
dall’amministrazione
comunale, nell’arco temporale nel quale e’ stata gestita dal Sindaco “Omissis”
e dalla sua Giunta.
A
tale riguardo, attesa  la  sostanziale
mancanza  di  soluzione
di continuita’ tra i due mandati del Sindaco “Omissis” ed in
ragione  di quanto e’ stato evidenziato
negli esposti dai quali sono scaturite le prime
indagini
sull’amministrazione  del  Comune
di  Isola   delle Femmine,  la
Commissione,  per   l’analisi
delle   procedure   per l’aggiudicazione  di
lavori,  e’  stata
indotta   a   prendere
in considerazione un arco temporale che non coincide necessariamente con
il periodo giugno 2009 – aprile
2012,  ma  che
comprende  procedure iniziate
anche negli anni precedenti. Lavori di “Collegamento del sistema fognario
comunale  al  depuratore del Consorzio A.S.I. di Carini”
Gravi
irregolarita’ sono emerse nel corso dell’analisi dei Lavori  di “Collegamento  del
sistema  fognario  comunale
al  depuratore   del Consorzio A.S.I. di Carini”, per un
importo di  aggiudicazione  di  €
712.627,33.  Le  anomalie
riscontrate,  in   particolare,   appaiono funzionali alla aggiudicazione  della
gara  e  alla
esecuzione  dei sub-appalti e dei
noli a ditte che presentano
evidenti  collegamenti con la
criminalita’ organizzata.
Anzitutto,
la ditta “Omissis” vincitrice della gara,
presenta  forti elementi di
controindicazione: “Omissis”, nato a Erice il
“Omissis”, amministratore unico della societa’,  e’
il  fratello  di
“Omissis” tratto in arresto in data 13.03.2001,  nell’ambito
del  procedimento penale n. 2962/98
R.G.N.R. – D.D.A., per violazione degli artt.
416, commi 1 e 5, 81 cpv, 110, 112, n. 1, e 353 C.P..  Durante
la  stessa operazione veniva
perquisita anche la societa’ “Omissis” e
la  ditta individuale “Omissis”,
entrambe con sedi in Santa Ninfa.
Inoltre,
le procedure di’ assegnazione
dell’appalto  sono  risultate irregolari sotto il profilo formale
e sostanziale:

sulle buste
pervenute al Comune,  contenenti  le
offerte  delle ditte interessate
alla gara, non veniva apposto l’orario
di  arrivo, non consentendo di
risalire al criterio secondo cui Ie varie
offerte sarebbero state ordinate progressivamente;

la  documentazione  prodotta
dalla  “Omissis”   e’
risultata insufficiente con riferimento a quanto indicato ai’ punti 6
e  8
del disciplinare di gara (punto 6. cauzione  provvisoria
etc.,  punto  8 documentazione  comprovante
il  versamento  all’Autorita’   per
la vigilanza  sui  lavori
pubblici).   Per   tali
motivi   la   ditta “Omissis”doveva  essere
esclusa   in   sede
di   controllo   della documentazione prodotta.
In  data
23.04.2008,
l’amministrazione  comunale  sottoscriveva
il contratto per l’affidamento dei lavori in trattazione.
In
data 06.05.2008  veniva  stilato
e  sottoscritto  il
verbale  di consegna  dei
lavori  da  parte
del  RUP,  Arch.
“Omissis”,   dai progettisti e
direttori dei lavori, Arch. “Omissis” e Ing.
“Omissis” e  da  parte
dell’Ing.  “Omissis”,  delegato
e  direttore   tecnico dell’impresa “Omissis”.
In
data 27.05.2008 veniva stilato iI verbale di inizio dei  lavori
e successivamente, in data 15.09.2008, l’impresa “omissis”richiedeva al
RUP “Omissis” l’autorizzazione per l’affidamento in  subappalto
alla ditta “”Omissis”  di  Torretta
di  alcuni  lavori
rientranti  nella categoria
prevalente, indicando nella  stessa  nota
che  l’ammontare presunto delle
opere oggetto della presente richiesta risulta in  via indicativa    poco
inferiore     a     €
150.000,00     (euro
centocinquantamila/00).
Con
nota del 30.09.2008, la “Omissis” inviava al RUP “Omissis”  copia del contratto di subappalto stipulato
con la  ditta  “Omissis”per
il noleggio a caldo di alcuni escavatori, di una pala meccanica, di  una minipala meccanica e di due autocarri per
un importo  complessivo  di euro 14.200,00,  importo
inferiore  al  2%
del  totale  dei
lavori affidati.
Con
determinazione n. 120 del 03.10.2008, il
responsabile  del  III° settore,
Arch.  “Omissis”,  determina
di   autorizzare   la
ditta aggiudicatrice, “Omissis”, a subappaltare  alla
ditta  “Omissis”  di Torretta (Pa) la realizzazione “degli
scavi,  movimenti  di  materie,
realizzazione  di  rilevati,
fondazioni  stradali…”,  cosi’
come specificato nel contratto
di  subappalto,  per
l’importo  di’  poco inferiore a 150.000 cosi’ come
presuntivamente  stimato  nel
computo metrico  allegato  all’istanza
di  subappalto,  non
rinvenuto   nel fascicolo.
La    citata
ditta    presenta    inequivocabili    elementi
dicontroindicazione: la ditta e’ gestita, tra gli altri, dai figli  del
titolare
“Omissis” (classe “Omissis”) e “Omissis” (classe “Omissis”).  “Omissis” risulta “… condannato, nel 2001,
con sentenza  definitiva della Corte di
Appello di Palermo per il delitto
di  favoreggiamento aggravato ai
sensi dell’art.? del D.L. n. 152/91 (aggravante prevista per chi agevola
l’attivita’ delle associazioni mafiose). A seguito di tale  condanna
lo  stesso  e’
stato  sottoposto  alla
misura   di prevenzione della
sorveglianza speciale con obbligo di’ soggiorno per anni tre, misura che il
medesimo risulta avere espiato tra il 2004 ed il 2007…”. La stessa sentenza
della Corte di Appello evidenzia “…  la
contiguita’ del “Omissis” con Cosa Nostra ed
in  particolare  con “Omissis”,  reggente
del  mandamento  di
Partinico.  Il   Tribunale richiama al riguardo le
dichiarazioni del collaboratore di
giustizia “Omissis”,  il  quale
aveva  riferito  che
proprio   il   “Omissis” accompagnava il “Omissis”, nel
periodo in cui questi  era  latitante, alle riunioni con gli altri  affiliati,
alle  quali  partecipava
lo stesso  “Omissis”  che,
pertanto,  aveva  diretta
conoscenza  dello strettissimo
rapporto del preposto con il “Omissis”…”
Ma
anche l’altro figlio di “Omissis”, “Omissis” , si rileva  soggetto di
specifico  interesse   sotto
il   profilo   della
intraneita’ all’organizzazione mafiosa, essendo stato recentemente  condannato
a sei anni di reclusione per associazione di tipo mafioso, come  si  e’
gia’ piu’ ampiamente esposto sopra.

Dunque,
appare altamente probabile che la
procedura  della  gara
in

esame,  sia
stata   caratterizzata   da
numerose   ‘irregolarita’, concretamente  strumentali
all’aggiudicazione  alla   “Omissis”
e, conseguentemente,  alla  possibilita’
di  concedere  un
subappalto all’impresa “Omissis”.
Ancora,
in data 13.10.2008, la  “Omissis”  comunicava
al  RUP  Arch.
“Omissis” l’intenzione di avvalersi, ai sensi e per gli effetti della
art. 18, comma 12, della legge 55/90, della ditta “Omissis”,  per  il
noleggio a caldo di n. 2 autocarri, con contratto di nolo a caldo per un
importo non superiore al  2%  dell’importo
dei  lavori  affidati.
Anche  la  citata
ditta  presenta   controindicazioni,   in
quanto “Omissis”ed “Omissis”, soci amministratori della  predetta
“Omissis” “risultano  associarsi  a
persone  pregiudicate  e
sospettate   di appartenere alla
criminalita’ organizzata”.
I
lavori sono stati successivamente collaudati e liquidati.
Le
principali anomalie ed irregolarita’
riscontrate  dalla  disamina degli atti suesposti, oltre a quanto
gia’  delineato  in
precedenza, sono di seguito riassunte:

con   riferimento
alle   modalita’   di
predisposizione   e archiviazione
dati del protocollo informatico si e’ accertato che  lo stesso, nel periodo  di  indizione  della
gara,  non  consentiva
di evidenziare  l’orario  di
ricevimento  dei  documenti
in   entrata.  Pertanto, i plichi contenenti le  richieste
di  partecipazione  alla gara venivano protocollati senza
l’indicazione del relativo orario di arrivo. Da cio’ consegue che non e’
stato  possibile  appurare
se  i plichi siano arrivati prima
della scadenza fissata dal  bando  (entro le ore 12.00 del 28.09.2007), e quale
metodo  o
criterio  sia  stato utilizzato per predisporre il relativo
ordine di arrivo funzionale  e
propedeutico alle successive operazioni di gara (sorteggio);

le sistematiche
e ripetute irregolarita’ riscontrate durante
le operazioni   di   gara,
hanno   consentito   di
rilevare    come l’aggiudicazione
sia stata  “segnata”  da
evidenti  anomalie.  Nello specifico, la stessa impresa che si e’
aggiudicata la gara, ovvero la “Omissis”,
avrebbe  dovuto  essere
esclusa  gia’  nella
fase   del controllo della  documentazione  presentata,
atteso  che  non
aveva prodotto ne’ la cauzione provvisoria (punto 6 del bando), ne’  idonea documentazione  comprovante
il  versamento  all’Autorita’   per
la vigilanza sui lavori pubblici (punto 8 del bando).

Inoltre,
come  gia’  evidenziato
sulla  scorta  dei
controlli  a

campione
effettuati, non sono state escluse in sede di controllo  per mancanza dei requisiti sanciti nel
bando  ditte  come
la  “Omissis”, “Omissis” ed
“Omissis”;

il ripetuto ed
illegittimo ricorso alla stipula di subappalti
e subcontratti da parte della
“Omissis”,ditta  aggiudicataria,  cosi’, come di seguito specificati:

subappalto, in
data  15.09.2008,  alla
ditta  “”Omissis”  di’ Torretta di alcuni lavori rientranti
nella categoria  prevalente  con importo indicativo inferiore ad euro
150.000,00;

subcontratto,
in data 30.09.2008,  con  noleggio
a  caldo  di alcuni escavatori, di una pala meccanica,
di una minipala meccanica e di due autocarri per un importo complessivo di euro
14.200,00 con  la ditta “Omissis”;

subcontratto,
in data 13.10.2008, ai sensi e per
gli  effetti della art. 18, comma
12, della legge 55/90, con  la  ditta
“Omissis” con sede a Torretta, per l’utilizzo di’ n. 2  autocarri
con  nolo  a caldo per un importo non superiore al 2%
dei lavori affidati.

subcontratto,
in data 30.03.2009, per la
realizzazione  della camera di
sollevamento alla ditta “Omissis”, per un importo  di  euro 8.350,00,
di  importo  inferiore
al  2%  dell’importo
contrattuale principale;

subcontratto,
in data 22.04.2009, per la
realizzazione  della
pavimentazione stradale con noleggio a caldo di
alcuni  mezzi  dalla ditta “Omissis”, con importo non espresso,
ma dichiarato inferiore al 2% dell’importo contrattuale principale.
Da
quanto prospettato, si evince, altresi’, che la somma  dei
lavori affidati in subcontratto ed in subappalto alle varie ditte
menzionate avrebbe superato il limite del 30% dei lavori affidati in
esecuzione.  Lavori di  “ristrutturazione  approdo
e  movimentazione  della
zona destinata ai pescatori nel porto di Isola delle Femmine”.
Anche
la gara per l’aggiudicazione dei
lavori  di  “ristrutturazione approdo e movimentazione
della zona destinata ai pescatori nel
porto di Isola delle Femmine”, per un importo di 162.462,10 curo
oltre  Iva e  comprensivo
di  oneri  non
soggetti   a   ribasso,
e’   stata caratterizzata da
distorsioni ed irregolarita’ che assumono
un  peso specifico  se
poste  in  raffronto
con  i  requisiti
della   ditta aggiudicataria.
All’esito
della gara, si aggiudicava l’appalto – avendo presentato il ribasso maggiore –
la Ditta “Omissis”, che non e’ esente da
elementi di controindicazione e
collegamenti  con  la
criminalita’  di  tipo mafioso.
“Omissis”,
nato  a
Partinico  l’”Omissis”,  amministratore  unico
e direttore tecnico della “Omissis” -con sede a Borgetto, in “Omissis”,
unitamente al di lui fratello “Omissis” (classe “Omissis”, e’  figlio di “Omissis”,  nato
a  Borgetto  il
“Omissis”,  il  quale
in  data 17.05.2000 e’ stato
tratto in arresto da militari deI R.O.S. CC., Sez Anticrimine di Palermo, in
ottemperanza di O.C.C. emessa il 15.5.2000 dal GIP di Palermo, poiche’
gravemente indiziato  del  reato
di  cui all’art. 110 e 416 bis, c
1, 3, 4, 5 e 6 c.p., per aver concorso
con altre persone, in
qualita’  di  titolari,
ovvero  soci  di
imprese operanti nel settore edile, alle attivita’ ed al
perseguimento  degli scopi dell’associazione
di tipo mafioso denominata Cosa Nostra.
Unitamente al citato “Omissis”venivano tratte  in
arresto  altre  25 persone. Il predetto  “Ornissis”,
con  sentenza  n.
1030/00  datata 20.07.2000, del
Tribunale di Palermo – Uff. GIP,
veniva  condannato, su richiesta
delle parti, alla pena di anni 1 e mesi 10 di reclusione per associazione di
tipo mafioso.
Dalla
lettura del dispositivo di sentenza, si evince
che  nel  corso delle indagini, era stato appurato che
il “Ornissis”  aveva  concorso con numerose altre persone, nella
loro qualita’  di  titolari
ovvero soci di imprese operanti nel settore edile,  nelle
attivita’  ed  alperseguimento  degli
scopi   dell’associazione   di
tipo   mafioso denominata Cosa
Nostra e, in particolare della famiglia di Partinico, mediante  la
loro  disponibilita’  a
partecipare   alle   attivita’ delittuose, dando un significativo
contributo alla causa associativa.
Inoltre, le  risultanze  investigative
avevano  evidenziato  che  il
“Omissis”e  gli  altri
soggetti  tratti  in
arresto,  con  la
loro condotta, avevano consentito che elementi collegati a Cosa
Nostra  si aggiudicassero i lavori
commissionati  dall’amministrazione  comunale di Montelepre (Pa), attraverso il
sistema della previa  consegna,  ai titolari delle imprese anzidette, delle
buste contenenti  le  offerte presentate dalle ditte partecipanti
alle varie gare  di  appalto,
in tal modo pilotando l’esito finale delle stesse.
Nello
specifico, gli arrestati  avrebbero  sistematicamente  concorso alla turbativa di gare di’ appalto
bandite dai comuni di  Montelepre,
Borgetto, Giardinello, Partinico, e di altri Comuni  della
provincia di Palermo,
favorendo  l’aggiudicazione  di
dette  gare  a
imprese dell’associazione mafiosa denominata Cosa Nostra.
Le
condotte,  inoltre,  erano
aggravate  dalla  circostanza
che  si trattava di associazione
armata e che le attivita’ economiche di
cui gli associati intendevano assumere o mantenere  il
contro/lo,  erano finanziate – in
tutto o in parte – con il prezzo, il
prodotto  o  il profitto di delitti.
Gestioni
e manutenzioni ordinarie:

Manutenzione
fognature e pulizia caditoie
Anche
il servizio di  manutenzione  delle
fognature  risulta  essere stata
affidata  ad  una
ditta  che  presenta
gravi   elementi   di controindicazione: si tratta  della
ditta  “Omissis.”,  con
sede  a Palermo in via “Omissis”,
(societa’ in nome collettivo con
qualifica di impresa artigiana, costituita l’11 febbraio1991, nella
quale socio amministratore e’ “Omissis”, mentre “Ornissis” e’ socio). Tale  ditta risulta collegata con altra impresa
operante nello stesso settore  di
attivita’, la “Omissis” di “Omissis”,
con  sede  a
Palermo  in  via “Omissis”, (societa’ in nome  collettivo
con  qualifica  di
impresa artigiana costituita il
2  settembre  1987,
nella  quale  “Omissis” risulta socio amministratore e
responsabile tecnico, mentre “Omissis” e’ socio di societa’ in nome
collettivo).
Giova
rappresentare  che  “Omissis”,
amministratore  della  societa’ “Omissis”  e’  figlio  di
“Omissis”,  personaggio  noto
alle  forze dell’ordine  in
quanto,  unitamente  ai
suoi   fratelli   Ornissis (cl.”Omissis”) e “Omissis”
(cl.”Omissis”), e’  risultato  aderente
a Cosa nostra attraverso le cosche di Partanna Mondello e San  Lorenzo.
L’attivita’ prevalente dei suddetti fratelli “Omissis” e’
l’edilizia.  A carico  del
“Omissis”  (cI.  “Omissis”,
nel  tempo,  sono
emersi elementi tali che ne hanno evidenziato il  carattere
di  persona  di pessima condotta e spiccata  propensione
a  delinquere,  che
Io  ha portato ad accumulare
numerosi pregiudizi penali; in
particolare  il 19 luglio 2002, la
Corte di Appello di Palermo lo  ha  condannato
ad anni 4 e mesi 8 di reclusione per associazione di tipo mafioso, reato
commesso a Palermo dal settembre 1982 al 19 luglio 2002.  I
tre  fratelli  “Omissis”,
e  in  particolare
“Omissis”,   hanno partecipato a
iniziative di costruzioni edili unitamente
ad  “uomini d’onore” con
scambio  ripetuto  di
favori  e,  addirittura,
con  il favoreggiamento alla
latitanza di mafiosi  di  primissimo
piano.  La famiglia “Omissis”  (“Omissis”,
“Omissis”  e  “Omissis”)
ha  subito diverse ordinanze di
sequestro beni, provvedimenti che hanno
indotto i  fratelli  a
introdurre  nelle  loro
attivita’  anche  i
diretti familiari (moglie e figli); cosi’  come
risulta  per  la
“Omissis”, intestata al figlio “Ornissis” e alla moglie di questo,
“Omissis”.

Piu’
recentemente, “Omissis” era stato sottoposto
alla  Sorveglianza

Speciale
di PS sino all’il luglio 2009 e alla liberta’ vigilata  sinoal 02 aprile 2012, mentre “Omissis”
(cl.”Omissis”), risulta segnalato all’A.G. nel 1995 per inquinamento delle
acque (d.lgs. 152/99 art. 58 c.4) e annovera una condanna a giorni 20 di  reclusione
e  a  774,69 euro di multa per falsita’ ideologica
commessa dal  privato  in
atto pubblico.
Per
quanto riguarda la “Omissis” si rileva che il titolare, “Omissis” e’  coniugato
con  l’amministratore  dell’azienda
“Omissis.   Dagli accertamenti
e’  emerso  che
“Omissis”  e’  figlio
di  “Omissis”  e “Omissis”, quest’ultima, deceduta nel
1998,  sorella  dei
piu’  noti “Omissis”di cui  si
e’  detto.  Anche
questa  ditta,  pertanto,
si presenta inserita all’interno della famiglia “Omissis”ed e’ a  questa strettamente collegata. La sede legale
e operativa della  “Omissis”e’ sita a
Palermo in via “Omissis”, presso  un  immobile
costruito  dai fratelli “Omissis”.
“Omissis”,
risulta deferito all’A.C. per
inquinamento  delle  acque, come suo cugino “Omissis” (cl.”Omissis”),
mentre la moglie  “Omissis” e’ stata
segnalata all’A.C. nel 1996 per violazioni urbanistiche.  I rapporti di natura operativa oltre che
parentale, tra le due  ditte “Omissis” e
“Omissis”, peraltro, erano emersi circa un
anno  fa  nel corso
di  analogo  accesso
prefettizio   presso   l’amministrazione comunale di Belmonte
Mezzagno, anch’essa interessata da infiltrazioni e condizionamenti mafiosi.
Infatti dall’esame di quei
fascicoli  era stato  rilevato
che,  a  corredo
di  alcune  fatture
emesse  dalla “Omissis” e annesse
alle note dell’U.T.C. di  Belmonte  Mezzagno
per lavori eseguiti, vi erano
delle  fotografie  in
fotocopia  dove  si evidenziava l’utilizzo per gli
spurghi  di  autocisterne
recanti  la scritta aziendale
intestata “Omissis”.
Orbene,
anche per l’amministrazione di Isola delle Femmine cosi’ come era stato per
quella di Belmonte Mezzagno, la ditta “Omissis”
si  e’ rivelata essere una vera e
propria ‘fiduciaria” dell’ente.
L’esame
analitico della documentazione, indicato di seguito, consente di chiarire
quanto detto sinora.
Con
determinazione n. 146 del 21.12.2007,
il  responsabile  del
III settore arch.  “Omissis”  decide
di  ricorrere  all’affidamento  del servizio tramite  gara
informale  a  trattativa
privata,  ai  sensi dell’art. 24 della I.r. 7/03, invitando
dieci ditte specializzate nel settore.
Per  l’esigenza  viene
impegnata  la   somma
di   14.000 (quattordicimila)  euro.
All’invito   rispondono   solo
le   ditte “Omissis”, “Omissis” ed
“Omissis” di “Omissis” che  si  aggiudica
la gara con un ribasso del
20%,  mentre  le
altre  due  ditte
avevano offerto rispettivamente un ribasso del 17,1% e dell’1%.  Dunque,
con determinazione n. 40
datata  13.03.2008,  il
responsabile  del  III settore arch. “Omissis” affida alla ditta
“Omissis” gli interventi di spurgo
alla  condotta  fognaria
comunale  e  pulizia
di   caditoie stradali, griglie e
vasche di raccolta.
Il
17 novembre 2008, la ditta “Omissis” comunica al Comune  di
Isola delle Femmine di rinunciare all’incarico, in  quanto
impossibilitata “ad
effettuare  il  servizio
poiche’…sprovvisti   di   personale specializzato a scendere presso le
vasche”. Le fatture  emesse  dalla ditta per gli interventi eseguiti,
dell’importo di 446 euro,  vengono
liquidate e successivamente l’incarico viene revocato.
Con
determinazione n. 62 datata 22.05.2009 del responsabile  del
III settore  arch.  “Omissis”,
viene  affidato  l’incarico
aI   secondo aggiudicatario, cioe’
alla ditta “Omissis” s.n.c. con sede a
Palermo in   via    “Omissis”,    per
un    importo    pari
a    11.606 (undicimilaseicentosei)
euro.
Inoltre,
dall’esame della documentazione e’ emerso che
la  “Omissis” e’ una ditta di
fiducia del Comune di Isola delle
Femmine  gia’  dal 2006, quando l’attuale Sindaco “Omissis”
era al  suo  primo
mandato.
Infatti:

il 6.12.2006,
il Sindaco “Omissis” con ordinanza sindacale n. 66 dispone  un
intervento  straordinario  di’
pulizia   della   vasca denominata “labirinto” dell’impianto
di  pretrattamento,  incaricandodirettamente la ditta “Omissis”
“che gode  della  fiducia
di  questo Comune, in quanto piu’
volte interpellata per problemi
analoghi,  la quale  si  e’  resa
immediatamente  disponibile”   (cfr.
ordinanza sindacale n. 66 del 04.12.2006 in allegato). Il responsabile
del  III settore  arch.
“Omissis”,  con  determinazione   n.
14704   datata 06.12.2006, dispone
l’intervento della ditta “Omissis”.

con
determinazione n. 124 del 21.12.2007,
il  responsabile  del III settore arch. “Omissis”, determina
di  ricorrere  all’affidamento tramite gara informale a
trattativa privata, ai  sensi  dell’art.
24 della I.r. 7/03, invitando dieci ditte specializzate nel settore. Per
l’esigenza viene impegnata la  somma  di
16.000  (sedicimila)  euro.
All’invito  rispondono  solo
quattro  ditte:  “Omissis”,
“Omissis”, “Omissis” ed “Omissis”, che offrono rispettivamente  un
ribasso  del 20,1%, dell’i %, del
15% e del 5% sul prezzo a base d’asta di
16.000 euro. Pertanto,  con  determinazione  n.
67  datata  21.06.2007,
il responsabile del  III  settore
arch.  “Omissis”  affida
alla  ditta “Omissis” gli
interventi di spurgo alla condotta fognaria comunale  e pulizia di caditoie stradali, griglie e
vasche di raccolta;

negli atti
d’ufficio, e’ presente documentazione attestante  gli interventi svolti dalla ditta “Omissis”,
sino al mese di marzo 2012.  Dunque,
l’amministrazione comunale guidata dal Sindaco “Omissis”, nel corso dei due
mandati elettivi, in maniera pressoche’ continua (fatta eccezione per una breve
parentesi in cui il servizio era stato svolto dalla ditta “Omissis”) si’ e’
avvalsa della  ditta  “Omissis”
per  i lavori di pulizia  delle
caditoie  e  di
trasporto  dei  fanghi
da smaltire.

Manutenzione
degli impianti della pubblica illuminazione
Le
pratiche relative alle gare per
l’affidamento  del  servizio
di’ manutenzione degli impianti di pubblica illuminazione non sono  state fornite dall’architetto “Omissis”  all’atto
dell’insediamento  della
Commissione, ma venivano consegnate solo in data  11
giugno  scorso, circa due  mesi
dopo  l’insediamento  della
stessa,  a  seguito
di esplicita richiesta.
In
proposito, dall’esame della
documentazione  acquisita  –
che  ha riguardato singolarmente
gli anni dal 2008 al  2012-  emerge,
ancora una volta, il dato caratteristico della gestione della cosa  pubblica presso quel Comune: notevole
approssimazione e superficialita’ che si accompagnano a scarsissima trasparenza
nella gestione delle procedure e nell’impiego dei finanziamenti pubblici.
In
particolare, negli anni 2008 e 2009, il servizio veniva affidato a conclusione
di gare esperite con il solito
metodo  della  trattativa privata e che venivano  celebrate
a  partire  dal
mese  di  aprile, nonostante i rispettivi progetti
fossero stati approvati entrambi con delibere di Giunta nel mese di dicembre
dell’anno precedente a quello di riferimento.
Gli
affidatari del servizio in argomento erano,
rispettivamente,  la Ditta Geom.
“Omissis” per l’anno 2008 e la Ditta “Omissis” per l’anno 2009,   sul
conto   delle   quali
non   sono    state
rilevate controindicazioni, almeno
sotto  il  profilo
dei  rapporti  con  la
criminalita’ organizzata di stampo mafioso.
Particolare
attenzione  va  riservata,
invece,  alle  gare
relative all’affidamento  del  servizio
di  manutenzione  degli
impianti  di pubblica
illuminazione per gli anni successivi, il 2010 ed  il
2011, come desumibile dalla illustrazione che segue.
Nel
2010, il servizio – per un importo
di  46.408,14  curo
–  viene affidato alla ditta
“Omissis” con sede in Favara (AG).
Anche
in questo caso, sono state rilevate gravi
irregolarita’  nella procedura di’
gara e controindicazioni in riferimento alla ditta  che si e’ aggiudicata i lavori. Infatti, la
societa’ “Omissis”, con  sede a Favara
(AG)  in
viale  “Omissis”,  e’
riconducibile  ai  seguentisoggetti, sul conto dei quali si
annovera quanto segue:

“Omissis”,

proprietario  e
amministratore  unico  della
citata  societa’, annovera
frequentazioni documentate in atti della Tenenza Carabinieri di’ Favara – con
soggetti  che  sembrano
avere  contiguita’  con  la
locale cosca. In particolare: in data 06.06.2004, e’ stato controllato con
“Omissis”, figlio  di “Omissis” e nipote
di “Omissis”, i quali  sono  comunemente
ritenuti contigui  a  soggetti
facenti  parte   della
locale   criminalita’ organizzata;
in piu’ occasioni e’ stato notato in
compagnia di “Omissis” figlio di “Omissis” pregiudicato, tratto in arresto
in  data
05.04.2000  da personale della
Squadra Mobile di Palermo in
collaborazione  con  la Squadra Mobile di Agrigento, in esecuzione
dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere nr.1997/99 R.G.N.R. e nr.
4566/99 G.I.P.  emessa in data 28.03.2000
dal Tribunale –  Ufficio  G.I.P.
di  Palermo,  su richiesta
della  D.D.A.,   nell’ambito
dell’operazione   antimafia
denominata “Fratellanza”;  in data
13.11.2007 e 27.09.2008, veniva controllato
da  personale della Questura di
Agrigento  in  quel
viale  “Omissis”  a
bordo  di veicolo unitamente a
“Omissis”,  figlio  di
“Omissis”,  imprenditore edile,
pregiudicato, anch’egli  comunemente  ritenuto
contiguo  alla locale cosca
mafiosa;

“Omissis”,
padre  di
“Omissis”,  risulta  essere
stato  notato  e controllato in data 11.07.2002 con
“Omissis”, il quale annovera a suo carico precedenti penali e di polizia
per  produzione  e
spaccio  di stupefacenti,  associazione
di  tipo   mafioso,
tentato   incendio aggravato,  tentata
truffa,  favoreggiamento   personale,
falsita’ ideologica commessa dal privato
in  atto  pubblico,
distruzione  di documenti  contabili.
In  particolare,  dal
sistema  informatizzato d’indagine
S.D.I. in  uso  alle
Forze  di  Polizia,
sul  conto  del “Omissis” si rileva quanto segue:

in data
02.01.2012, e’ stato proposto per
l’applicazione  della misura
di  prevenzione,  ai
sensi  della  normativa
antimafia,  con obbligo di
soggiorno  dalla  Procura
della  Repubblica  di
Palermo, nell’ambito del procedimento n. 198/10 RMP;

in data
24.02.2012,  in  accoglimento
della  proposta  avanzata dalla Procura della Repubblica  presso
il  Tribunale  di
Palermo  a seguito di accertamenti
delegati alla D.I.A. – Sezione
Operativa  di Trapani, il
Tribunale di Trapani, Sezione Misure di Prevenzione,  con decreto n. 3/2012 emesso il 15.02.2012
ai  sensi
dell’art.  1  della legge 575/65 e art. 16 della legge 159/2011,
procedeva  al  sequestro di beni connesso a misura di
prevenzione a carico di “Omissis” ,  per
un valore complessivamente quantificato in 2 milioni di euro;

in data  04.01.2010,
nell’ambito  del  procedimento
denominato “Goldem Fase  II”,  all’esito
di  attivita’  investigativa
esperita nell’ambito dei procedimenti penali n. 1113/99 e n. 10944/08
R.G.N.R.  D.D.A., venivano denunciati
all’A.G.  vari  soggetti
appartenenti  a cosa  nostra
della  provincia  di
Trapani,   in   quanto
ritenuti responsabili, a vario titolo,
dei  reati  di
associazione  di  tipo mafioso,    tentata
estorsione,     incendio,     danneggiamento, favoreggiamento e
intestazione fittizia di beni, tra
i  quali  erano inseriti “Omissis” (fratello deI piu’
noto “Omissis”) e “Omissis”. Il successivo 15.03.2010,  personale
del  Servizio  Centrale
Operativo della Polizia di Stato e delle Squadre Mobili di Trapani  e  Palermo,
in operazione congiunta antimafia, davano esecuzione al provvedimento di  fermo
di  indiziato  di
delitto  emesso  dalla
Procura   della Repubblica –
D.D.A. di Palermo, in data 12.03.2010,
nell’ambito  del procedimento
penale nr. 3538/10 R.G.N.R., nei confronti di
esponenti di Cosa Nostra, tra cui appunto i citati “Omissis” e
“Omissis”;

“Omissis”,  direttore
tecnico  alla  societa’
“Omissis”,  risulta essere stato
controllato in data 11.07.2002 assieme ai
sopra  citati “Omissis” e “Omissis”.
Nel 2011, il servizio – per un importo
di  36.452,64  euro
–  viene affidato mediante cottimo
fiduciario alla ditta  “Omissis”  con
sede legale a Roma, in via “Omissis”, e unita’ locale a Bagheria,  in  via
“Omissis”. L’impresa risulta di proprieta’ di:

“Omissis”
(classe “Omissis”) per una quota nominale di 22.000,00 Euro. Il predetto, che
e’ anche amministratore unico della
societa’, risulta immune da pregiudizi e/o pendenze penali;

“Omissis” per
una quota nominale di 18.000,00 Euro. Il predetto, padre di “Omissis”, pur
risultando esente da pregiudizi e/o
pendenze penali,   tuttavia   e’
stato   notato   associarsi
con   persona controindicata.
Precisamente, in data  08.10.2005  e
07.02.2007,  lo stesso e’ stato
segnalato  in  compagnia
di  “Omissis”,  personaggio gravato da precedenti di polizia
per delitti contro la persona  e  il patrimonio, condannato in data 17.11.1998
dal Tribunale di Palermo ad anni
uno  e  mesi
undici   di   reclusione,
pena   sospesa,   per favoreggiamento personale aggravato
dall’art. 7 del D. L. 152/1991.  Il
direttore tecnico della ditta “Omissis”. e’ “Omissis”,  ingegnere, sul conto della quale non si
rilevano controindicazioni. La  predetta
e’  coniugata  con
l’ingegnere   “Omissis”,   soggetto
privo   di controindicazioni,
fatta eccezione per un rapporto di
frequentazione risalente al 20.052004,
allorquando  veniva  notato
a  Bagheria  in compagnia di “Omissis”, dell’ex sindaco di
Bagheria  “Omissis”  e  di
“Omissis”, nipote di “Omissis”, quest’ultimo gia’ facente parte della famiglia
mafiosa di Bagheria e scomparso per lupara
bianca  in  data 13.01.1988.

URBANISTICA,
TUTELA DEL TERRITORIO E DISCIPLINA EDIFICATORIA:

LE
CONCESSIONI EDILIZIE

Gli
strumenti urbanistici

Il
Comune di Isola delle  Femmine  e’
sottoposto  ad  una
serie  di vincoli di diversa
natura ed intensita’, imposti nel corso del
tempo a tutela dei vari elementi che caratterizzano i  diversi
ambiti  del territorio
comunale,  che  disciplinano
e  condizionano  [’attivita’ degli  uffici
comunali   volta   al
controllo   delle   attivita’ edificatorie.
Sotto
tale profilo, emerge quanto segue:

vincolo
paesaggistico su tutto il territorio
comunale,  apposto con Decreto
dell’Assessore regionale dei Beni Culturali e
Ambientali e della P.I. n.151 del 30/1/1989, ai sensi  della
legge  n.1497  del 1939;

vincolo
archeologico, apposto ai sensi della
legge  n.1089  del 1939 per ‘Isola di Fuori’,  sulla
quale  insiste  pure
una  Riserva Naturale Orientata;

vincolo
idrogeologico, ai sensi del R.D. 3267 del 1923;

vincolo sismico
di 2° categoria,  ai  sensi
della  L.  64/1974, apposto con D. M. Lavori Pubblici
del 23/9/19891;

vincolo di
inedificabilita’ sulla fascia costiera
entro  i  150 metri dalla linea della battigia – ex
art.15 legge regionale 76/1978;

vincolo di
inedificabilita’ sulla fascia di rispetto del demanio marittimo, ferroviario,
stradale (S.S.  113),  autostradale
(A19)  e cimiteriale (50 metri).
Il
Piano Regolatore Generale del Comune di Isola delle Femmine  venne approvato con Decreto Assessoriale  n.83
del  1977.  Contestualmente vennero emanate le relative
Norme di  Attuazione,  approvate
con  il medesimo D.A. n.83/1977,
per le zone B, D ed E, mentre  per  le
zone precedentemente stralciate intervenne il successivo D.A.  n.121/1983.
Per ultimo intervenne il Regolamento Edilizio, adottato con  delibera del Consiglio Comunale n.20 del 29
gennaio 1982, e quindi la Variante per la Fascia Litoranea, adottata con D.A.
Territorio e  Ambiente  n.
585/1991. Con il citato Decreto assessoriale 121/1983,  in
particolare,  venne approvata la
perimetrazione relativa alle zone
‘C’  (aree  destinate all’espansione residenziale
attraverso la realizzazione di
piani  di lottizzazione)  da
sottoporre  a   pianificazione   urbanistica
di dettaglio attraverso la redazione di un piano particolareggiato.
Detto
piano, adottato  con  successive
deliberazioni  del  Consiglio Comunale n.87 del 7 marzo 1991 e
n.88 del 14 marzo  1991,  ottenne
i relativi visti di legittimita’ da  parte
del  competente  organo
di controllo   (all’epoca   Commissione
Provinciale   di    Controllo) rispettivamente  con
decisioni  in  data
14/05/1992  e   8/05/1992.
Trascorsi
dieci anni da quest’ultima data, il piano particolareggiato in questione e’
scaduto, ai sensi dell’art.16 della L.1150/1942.  Verso la meta’ degli anni ‘90,  il
Comune  di  Isola
delle  Femmine avvio’ l’iter per
la redazione di  un  nuovo
Piano  regolatore,  che tenesse in considerazione le novita’ nel
frattempo  introdotte  nella normativa in materia di governo del
territorio.  Dopo  una
serie  di studi, realizzati in
esito a  specifici  incarichi
di  progettazione conferiti a
professionisti esterni e scambi di corrispondenza  con  i
competenti uffici dell’Assessorato regionale Territorio  e
Ambiente, si’ giunse cosi’ alla deliberazione di C.C. n.47 del 12
agosto  2003, con la quale venne  approvato
lo  schema  di
massima  del  PRG
con emendamenti.
Con
nota assunta al protocollo  comunale  al
n.537  dell’Il  gennaio 2006, l’Ufficio del Genio Civile di
Palermo trasmetteva al Comune gli elaborati del PRG completi del parere  favorevole
di  compatibilita’ geomorfologica,
espresso ai sensi dell’art.13 L.64/1974.
Finalmente,
pertanto, il nuovo PRG veniva adottato con  deliberazione di CC. n.33 dell’1 agosto 2007.
L’iter  per
la   approvazione   definitiva
del   nuovo   strumento urbanistico, tuttavia, non  si
e’  ancora  concluso,
avendo  subito diverse  battute
d’arresto,  solo  in
parte  dovute   ai
ripetuti interventi normativi nella materia, che  hanno
offerto  agli  uffici comunali la possibilita’ di  continuare
ad  operare  sulla
base  di strumenti  urbanistici
oramai  obsoleti  e
privi   di   sostanziale efficacia.
Alla  luce
di  queste  premesse,
la   Commissione   d’indagine
ha focalizzato l’attenzione su alcune pratiche  di
rilascio  di  titoli abilitativi   alla
trasformazione   edilizia,   concessioni,   gia’ individuate dalle Forze dell’Ordine in  esito
alle  prime  indagini, avviate sulla scorta di esposti
presentati dal gruppo  consiliare  di minoranza e  che,
riguardando  esponenti  o
soggetti  piu’  o  meno
direttamente  legati  ad
esponenti  della  criminalita’
organizzata operante ad Isola delle Femmine, rivelano in modo chiaro la
capacita’ della famiglia mafiosa di infiltrarsi in un ganglio essenziale  della vita
dell’ente,  qual  e’
quello  del  governo
dei  territorio   e dell’esercizio dell’attivita’
edificatoria, allo scopo di  piegare  a proprio favore le rigide procedure  dettate
in  questa  materia
dal legislatore nazionale e regionale.
La
concessione edilizia n. “Omissis” /2009 – “Omissis” In data “Omissis” – un mese
prima delle elezioni – alla  ditta  edile “Omissis” veniva rilasciata dal Comune
di  Isola
delle  Femmine  una concessione edilizia per la realizzazione
di 3 ville unifamiliari  su due livelli.
A
seguito di un esposto datato 14.05.2009, presentato  da
“Omissis”, coordinatore del gruppo consiliare “Rinascita Isolana”,  la
Stazione Carabinieri di Isola delle Femmine richiedeva un  accertamento
sulla legittimita’
amministrativa  della   concessione
al   Dipartimento Urbanistica
della Regione.

L’ente
rappresentava che “la  concessione  in
argomento  sarebbe  da

ritenere
illegittima” e che la  stessa  non
poteva  essere  concessa perche’ mancavano due presupposti:
“la configurabilita’ di  un  lotto intercluso ed un processo di
urbanizzazione gia’  realizzato…  non suscettibile di ulteriori
suddivisioni…”. Avverso tali motivazioni, sia il Comune di Isola delle
Femmine che la  ditta  “Omissis”,
hanno presentato
controdeduzioni,   chiedendo    l’archiviazione    della contestazione  di
legittimita’  della   concessione
edilizia.   Il
Dipartimento
ha confermato l’illegittimita’ deI provvedimento pur non ravvisando un grave
danno urbanistico (essendo l’intervento
comunque inserito in un contesto gia’
ampiamente  urbanizzato),  e
rinviando l’eventuale annullamento dell’atto alla  competenza
comunale.  Nelle more  del
provvedimento,  gli  immobili
sono  stati  realizzati
e attualmente sono in vendita.
A
seguito della  decisione  del
Dipartimento  regionale,  la
giunta comunale in data 24.05.2011 deliberava di  non
modificare  in  alcun modo quanto in precedenza concesso a
favore delle “Omissis”.  La  vicenda
e’  stata  riepilogata
nell’informativa  redatta  dalla Stazione Carabinieri di Isola delle
Femmine inoltrata  il  21.05.2009 alla Procura  della
Repubblica  di  Palermo
che  ha  instaurato
un procedimento  penale.  Detto
procedimento  e’  stato
definito   con l’archiviazione in
quanto dall’esame degli atti sono emersi
elementi che, ancorche’ stigmatizzabili sotto  il
profilo  della  regolarita’ amministrativa,  sono
penalmente  irrilevanti.  In
particolare,  la vicenda ha ad
oggetto la corretta interpretazione
della  definizione di “lotto
intercluso”.
Le
irregolarita’  evidenziate  nel
corso  dell’accesso  e
descritte analiticamente nell’allegata relazione della Commissione  d’indagine, hanno  fatto
emergere  –  anche
con  riferimento  alla
concessione edilizia de quo – significativi sviamenti dal corretto  funzionamento dell’apparto burocratico
dell’ente, con notevoli vantaggi economici a favore di imprese riconducibili
alla criminalita’ organizzata.  In
particolare, il Comune ha rilasciato una concessione  edilizia
in assenza dei presupposti di legge ed ha  consentito
che  la  societa’ “Omissis” non rispettasse la
tempistica  relativa  ai
versamenti  da effettuare per gli
oneri di urbanizzazione.
La
gravita’ delle condotte dell’Ente appare ancora piu’ evidente alla luce degli
elementi di controindicazione  del  soggetto
beneficiario della concessione in argomento: la “Omissis”, con sede in
Isola delle Femmine, via “Omissis”.
I
soci – amministratori sorto le tre sorelle “Omissis”, ovvero:

Omissis”, nata
ad Isola delle Femmine il “Omissis”;

Omissis”, nata
ad Isola delle Femmine il “Omissis”;

Omissis”, nata
ad Isola delle Femmine il “Omissis”;
Le
menzionate sorelle “Omissis” risultano essere figlie di “Omissis”, nato ad
Isola delle  Femmine  il
“Omissis”,  ivi  residente
in  Via “Omissis”,  di
professione  costruttore  e
cognato   di   “Omissis” cl.”Ornissis”. Su tali soggetti e
sulle rispettive  vicende,  che  ne
hanno fatto dei personaggi di spicco nel panorama della  criminalita’ organizzata di Isola delle  Femmine,
si  e’  gia’
approfonditamente riferito in precedenza.
La
concessione edilizia n. “Omissis”/2010 – “Omissis” Il “Omissis” il Comune  di
Isola  delle  Femmine
ha  rilasciato  la concessione  edilizia
n.  “Omissis”  per
la  realizzazione  di   un
fabbricato per civile abitazione su tre livelli fuori terra a  favore della societa’ “Omissis”,  socio
amministratore  “Omissis”,  (classe “Omissis”).
La
concessione  era  stata
richiesta  sin  dal
2001  da  parte
dei precedenti proprietari del fondo – “Omissis”,  “Omissis”,
“Omissis”e “Omissis”, i quali dopo un lunga e complessa  vicenda
amministrativa protrattasi
per  anni,  caratterizzata  da  un  fitto
scambio   di corrispondenza  e  dalla  instaurazione
di  contenzioso  dinanzi
algiudice  ordinario  ed
amministrativo  ed   intrecciatasi   con   Ii
procedimento di  adozione  del
nuovo  piano  regolatore
del  Comune avvenuta nel 2007, il
7 aprile 2009 vendevano l’area interessata alla ditta “Omissis”.
Da
quella data la ditta citata subentra nei rapporti con il Comune di Isola delle
Femmine nel procedimento di
rilascio  della  concessione edilizia, che viene rilasciata
alla ditta “Omissis”, dopo soli cinque mesi dalla richiesta di voltura della
pratica edilizia, presentata il 14.08.2009.
Il  socio-amministratore  della
ditta   concessionaria,   “Omissis”, (classe”Omissis”) e’ figlio di
“Omissis”, e nipote  di  “Omissis”„
i quali, come prima riferito, si sono resi rispettivamente protagonisti
delle seguenti vicende giudiziarie:

“Omissis”,
pluripregiudicato,  e’  stato
colpito  nel  1998
da ordinanza di custodia cautelare per
associazione  di  tipo
mafioso, arrestato dopo un breve periodo di latitanza;

“Omissis”, e’
stato  tratto  in
arresto  il  13
dicembre  2010 perche’ coinvolto
nell’operazione denominata “Addio
Pizzo  5”  quale indagato  per
reati  associativi  di’
tipo  mafioso  ed
e’   stato recentemente
condannato.
Il
22.05.2010 “Omissis”,  presentava  alla
Stazione  Carabinieri  di Isola delle Femmine  un
esposto  nel  quale
venivano  rappresentate presunte
irregolarita’ nel rilascio  della  concessione
edilizia  in argomento, posto che,
secondo l’esponente,  il  provvedimento
doveva essere rilasciato
previa  lottizzazione  dell’area
e  non  mediante concessione diretta, oltre al fatto
che non e’ consentito il rilascio di concessioni  edilizie
su  lotti  interclusi
o  residui  in
Zone Territoriali Omogenee “B” e
“C”  in  presenza
di  Piani  Regolatori Generali con vincoli scaduti.
L’esposto
veniva  prontamente  inoltrato
anche  alla  Procura
della Repubblica  presso  il
Tribunale  di  Palermo
che   instaurava   un procedimento penale. Nella circostanza,
la  Stazione  Carabinieri
di Isola   delle   Femmine
richiedeva   l’intervento   ispettivo
del Dipartimento Urbanistica che, ad oggi, non si e’ ancora
espresso.  A seguito dell’operazione di
polizia “Addio Pizzo 5”
e  del
connesso arresto del “Omissis”, il Comune di Isola delle Femmine,
con  lettera a firma del responsabile
dell’UTC – settore  tecnico  e
manutenzioni arch. “Omissis”, richiedeva:

alla Procura
della Repubblica di  Palermo  di
conoscere  se  la citata societa’ fosse connessa o
riconducibile al “Omissis”,;

alla Prefettura
di  Palermo  di
conoscere  eventuali  gradi
di parentela o affinita’ dei soci della “Omissis”, con personaggi legati
alla malavita, al fine  di  revocare
in  autotutela  la
concessione edilizia n. “Omissis”/ 2010, indicando quali  soci
di  quest’ultima, con  relativa
anagrafica,  il  “Omissis”,
(classe   Omissis),   il “Omissis”, (classe Omissis) ed il
“Omissis”.
Sul
punto si evidenzia che, con riferimento ai rapporti esistenti tra il “Omissis”,
– tratto in arresto nell’operazione ADDIO PIZZO 5 –  ed i
“Omissis”,  soci  della
“Omissis”,  l’Arch.  “Omissis”,
aveva  a disposizione, gia’ dal
marzo 2009, una  nota  informativa
riservata, inviata dalla Prefettura di Palermo dietro sua esplicita
richiesta in occasione di altro procedimento del suo  stesso
ufficio  (vds  supra ‘Lavori di collegamento del sistema
fognario  al  depuratore
ASI  di Carini) nella quale
venivano riportate sia le relative parentele
sia i  conclamati  elementi
di  pericolosita’  in
capo  alla   famiglia “Omissis”,
Non
e’ comprensibile, quindi, il motivo
per  cui  l’Arch.
“Omissis” abbia,   in   prima
istanza,   rilasciato   la
concessione    e, successivamente,
non abbia proceduto alla revoca  in  autotutela
del suddetto provvedimento, cosi
come  prospettato  dallo
stesso  nella comunicazione
inoltrata a  Procura  della
Repubblica  di  Palermo
e Comando CC di Isola delle
Femmine. 
Non  risulta,
infatti,  che  la concessione edilizia in esame sia stata
mai revocata. Nei fatti, l’esame di tale pratica ha fatto emergere:

sviamento dal
dettato normativo in merito ai presupposti per
il rilascio della concessione;

mancata  percezione,
da  parte  dell’ente,
degli   oneri   di urbanizzazione (che, per legge,  pur
potendo  essere  rateizzati
su richiesta dell’interessato, devono essere comunque corrisposti  prima del rilascio della concessione);

mancato
introito,  sempre  da
parte  dell’ente,  dei
costi  di costruzione, determinati
all’atto del rilascio della concessione
(la normativa prevede che siano
corrisposti  in  corso
d’opera  con  le modalita’ e le garanzie richieste dall’amministrazione);

mancato
accertamento  da  parte
del  Comune  della
stipula  di polizze  fideiussorie
poste  a  garanzia
delle  obbligazioni  della societa’ dei “Omissis”;

mancanza di
volonta’ dell’ente  di  annullare
il  provvedimento concessorio in
autotutela, anche alla luce delle criticita’
e  delle contraddizioni emerse nel
corso dell’istruttoria.
Piu’
in  particolare,  con
riferimento  allo  strumento
urbanistico vigente al momento del rilascio della concessione e  con
riferimento alla  zona  oggetto
dell’edificazione,  sono  emerse
le   seguenti anomalie:

premesso che
l’edificazione in  argomento  ricade
in  una  zona definita
area  B,  una
volta   individuata   l’esatta
ubicazione dell’immobile, e’ stato analizzato lo strumento  urbanistico
vigente alla data di rilascio della
concessione  edilizia  (“Omissis”),
nei confronti della “Omissis”, poi divenuta “Omissis”, (a seguito
di  una discutibile ed antieconomica
operazione di cessione di quote da parte dei “Omissis”, alla predetta societa’
composta anche  dall’ex  socio, “Omissis”, posta in essere nel marzo
2011, verosimilmente dopo che la situazione personale e familiare dei
“Omissis”, era stata  complicata dagli
arresti di ‘Addio Pizzo 5’);

lo strumento
urbanistico vigente all’epoca dei
fatti  e’  stato identificato  nel
P.R.G.  di  cui
alla  Delibera  di
C.C.  33  del 01.08.2007, con l’approvazione, in  successive
sedute  di  consiglio comunale, delle osservazioni
presentate nel tempo dalla cittadinanza;

con
riferimento  all’approvazione  di
detta  Delibera  e
della D.C.C. 36 del 23.09.2008,
e’  stato  evidenziato
che  le  decisioni vengono approvate con  la
partecipazione  al  voto
del  Consigliere “Omissis”. Si
rammenta che il citato Consigliere “Omissis”
sara’  il tecnico incaricato da
“Omissis”, proponente degli emendamenti e delle osservazioni,  per
la  redazione  finale
e  per  l’adeguamento
del progetto in trattazione, presentato in data  26.11.2008,
ovvero  due mesi dopo
l’approvazione della delibera n. “Omissis”. Considerato che all’interno   del
fascicolo   non   e’
stata   rinvenuta   idonea documentazione, non e’ possibile
stabilire  se,  a
quella  data,  il citato Geom. e Consigliere “Omissis”avesse
gia’  ricevuto  l’incarico per  la
progettazione  del  costruendo
edificio,  ponendolo   nella condizione di conflitto  d’interessi,
in  violazione  dell’art.
176 della L.R. 16/63, comma 1.
E’  interessante  notare,
altresi’,  che l’osservazione 6911
del 27.05.2008 e’  stata  sottoscritta
anche  da “Omissis”, smg, gia’
socio dei  “Omissis”,  (la
societa’  “Omissis”, viene
costituita il 13.02.2008) e futuro proprietario, attraverso  la suddetta societa’ (il terreno verra’ acquisito  in
data  07.04.2009) del lotto di
terreno oggetto della menzionata osservazione.
Infine,  giova  qui
ribadire  i  collegamenti
della   “Omissis”   – beneficiario iniziale  della
concessione  n.  “Omissis”,
–  con  la criminalita’ di tipo mafioso.
Nello
specifico si richiama l’attenzione
sulla  circostanza  che  la
predetta societa’, costituita  nel  2008,
ha  come  soci
“Omissis”, (classe “Omissis”) e “Omissis”, (classe  “Omissis”),
rispettivamente figlio  e  padre
di  “Omissis”„  nonche’
“Omissis”;  risultanze  di attivita’ investigative hanno consentito
di accertare inoltre che tra le maestranze
impiegate  nella  societa’
risulta  anche  lo
stesso”Omissis”. Tale circostanza rende
di  tutta  evidenza
l’inserimento della ditta stessa in un
contesto  inconfutabilmente  contiguo
alla criminalita’ organizzata di tipo mafioso e genera il  forte
sospetto che il predetto svolga la sua influenza sfruttando le amicizie
ed  il sostegno della mafia per agevolare  l’attivita’
imprenditoriale  del padre.
Infatti, appare  evidente  la
circostanza  che  la
Ditta  in argomento e’ frutto di
scelte gestionali dovute  alla  necessita’
di mantenere il patrimonio nella sostanziale disponibilita’ di familiari
raggiunti da provvedimenti giudiziari per fatti di mafia, attribuendo
“fittiziamente”  la  esclusiva
e  formale  proprieta’
a   congiunti incensurati.
La
concessione edilizia in  sanatoria  n.
“Omissis”  del  “Omissis”, “Omissis” Nel dettaglio, e’  stata
sottoposta  ad  analisi
la  documentazione rinvenuta nel
fascicolo relativo a  “Opere  eseguite
in  difformita’ della licenza
edilizia n. 45 del “omissis”per la realizzazione di  un fabbricato in contrada”omissis”,
composto  da  tre  elevazioni  fuori terra (piano terra, primo e secondo),
volume  totale  mc.  3.780,31”, istante
“Omissis”, beneficiari “Omissis” e “Omissis” (figli ed  eredi dell’istante).
Con Attestato di
Concessione  Edilizia  in
sanatoria  assentita  n. “Omissis”, il Responsabile del III settore
U.T.C. del Comune di Isola delle
Femmine,  Architetto   “Omissis”,
attestava   che   dovevano intendersi  assentite
favorevolmente  le  istanze
di   concessione edilizia in
sanatoria ex 1.47/85, presentate dalla sig.ra
“Omissis”, ormai deceduta giusta denuncia di successione n.
“Omissis”,  ed  alla quale succedono, nella qualita’ di unici
eredi i  figli  “Omissis”
e “Omissis”,  per  le
opere  eseguite  in
difformita’  della  licenza edilizia n.  “Omissis”
del”Omissis”,  per  la
realizzazione  di  un fabbricato in contrada “Omissis”
.
La
licenza  edilizia  n.
“Omissis”  del  “omissis”
si  riferiva  al progetto
per  la  costruzione
di  un  complesso
alberghiero   nel “Omissis”, in
ordine  al  quale
peraltro  la  C.E.C.
aveva  imposto prescrizioni
riferite alla zona  (che  non
prevedeva  tale  tipo
di insediamento) ed alla cubatura degli immobili.
Sin
dalle prime fasi la realizzazione del progetto aveva  dato
luogo ad una serie di irregolarita’, contestate con piu’ o  meno
decisione dagli uffici comunali, che per la difformita’ delle opere  realizzate rispetto a quanto  previsto
nel  progetto  era
stata  oggetto,  tra l’altro, di contravvenzione elevata  dalla
Stazione  Carabinieri  di Isola delle Femmine con  verbale
datato  21.02.1983  per
violazione della legge n. 1150 del 1942, e sulla quale, infine, nel  “omissis”si era innestata la richiesta di
sanatoria, ai sensi della legge 47  del
1985.

In
proposito, negli atti clell’UTC e’ stato anche riscontrato un atto

di  notorieta’,
risalente  al  10.02.1981,
concernente   l’avvenuta eliminazione  di
irregolarita’  costruttive  rispetto
al   progetto originario,
formalizzato  al  Comune
in  presenza  del
Sindaco  pro tempore “Omissis” ed
al Segretario comunale, che veniva
sottoscritto dalla titolare della concessione edilizia, “Omissis”,  unitamente
ad altri testimoni, tra i quali spicca il gia’ noto “Omissis”.
Per
meglio comprendere le illegalita’ perpetrate dall’Amministrazione comunale
nel  procedimento  in
esame,  non  puo’
farsi  a  meno
di richiamare talune  fasi  salienti
della  procedura,  assai
piu’  in dettaglio descritte  nella
relazione  presentata  dalla
Commissione d’indagine, e che di seguito si riportano:

Alla data
dell’01.10.1990,  si  riscontra
la  consegna  di  una
ricevuta di versamento della seconda
rata  della  oblazione
per  la richiesta sanatoria;  cio’
testimonia  che,  pur
essendo  trascorsi alcuni anni, la
“Omissis”  non  aveva
provveduto  ad  effettuare
ilversamento  dell’intero  importo
entro  il  termine
stabilito   del 30.09.1986;

Con
corrispondenza del 17 gennaio 1992, indirizzata al Comune di Isola delle
Femmine e, per  conoscenza,  alla
sig.ra  “Omissis”,  la Soprintendenza Beni Culturali ed  Ambientali
della  Regione  Sicilia rilevava che,  con  riferimento  alla
richiesta  di  nulla
osta  in sanatoria per la
costruzione del fabbricato  sito  “omissis”
istanza deromissis”,  opere  realizzate
in  difformita’   alla
concessione edilizia
n.”omissis”  e  successive
varianti  -,   agli
atti   di quell’ufficio, non
risultava il rilascio del preventivo nulla-osta;

Con una nota
indirizzata dal Comune alla signora
“Omissis”,  il 22.09.1997,  mentre
si  comunicava  che
“trattandosi  di   un’opera realizzata  in
difformita’  ad  una
licenza  edilizia,  il
calcolo dell’oblazione  e’  da
ritenersi  esatto,   poiche’
la   tipologia dell’abuso e’
riferita al punto 3 del modello “A” allegato alla legge 47/85”, e che “
l’opera, essendo stata realizzata prima
dell’entrata in vigore della L.R. 71 del 27.12.1978, non e’ soggetta
al  pagamento degli oneri concessori
calcolati con le modalita’ dettate dalla L. 10 del  28.01.1977”,
contemporaneamente  si  evidenziava
altresi’  che “all’interno del
fascicolo non vengono rinvenuti parte dei
documenti di cui all’art. 23 della L. 47/85 ( certificato di idoneita’
Statica, Il Nulla Osta  della  Soprintendenza  ai
BaCC.AA.).  Si  trasmetteva pertanto in allegato, la
diffida  con  la
quale  si  richiedevano
i documenti  di’  cui
sopra.  Nell’allegato  alla
citata   nota,   si specificava che “trascorsi
infruttuosamente i termini previsti
dalla normativa vigente, sara’ applicata la disposizione prevista dal
comma 1 dell’art. 40  della  Legge
28  Febbraio  1985
n.  47”  (cioe’
il pagamento di una somma pari al doppio dell’oblazione);

Nella stessa
nota, ancora, non veniva fatto alcun riferimento ai versamenti da oblazione
ancora da effettuarsi ne’  ad  una
eventuale regolarizzazione di quelli gia’ effettuati  perche’
non  congrui  in relazione al “quantum” effettivamente
dovuto. E  neanche  all’interno del fascicolo preso in esame e’
stato rinvenuto alcun  documento  che comprovi l’adozione da  parte
dell’amministrazione
comunale  di  un provvedimento sanzionatorio, ai sensi e
per  gli
effetti  di  quanto previsto dal citato art. 40, comma 1
della L. 47/85. Per di piu’  non e’ dato
sapere neppure se la diffida allegata alla nota stessa, priva di protocollo e
data e priva della firma  del  Sindaco
pro  tempore, “Omissis”, sia stata
o meno spedita alla “Omissis” nella forma
della raccomandata con ricevuta di’ ritorno, cosi’ come si evince
dall’atto stesso;

Ancora, con
nota del 31.05.1999, il Comune, facendo seguito alla nota della
Soprintendenza  ai  13B.CC.AA.
recante  prot.  13776
del 30.12.1991 (dopo ben 7
anni),  comunicava  a
quell’Ufficio  che  il fabbricato in parola era da ritenersi
privo del  nulla  osta
di  cui all’art. 7 della L.
1497/39,  specificando,  altresi’,
che  “per  le ulteriori richieste si  fa
presente  che  a
causa  di  un
incendio avvenuto nel mese di novembre dell’anno 1979, non e’ stato  possibile rinvenire la pratica di che
trattasi e quindi i’ relativi  grafici  e documenti”;

Si giungeva,
cosi’, alla nota prot. 4290/CC del 23.03.2006,
con la quale l’Ufficio Sanatorie abusivismo e  controllo
del  territorio del Comune, nella
persona del suo responsabile Arch. “Omissis” e
del responsabile del procedimento, geometra “Omissis”,  dietro
richiesta della sig.ra “Omissis”,
certificava  che  la
pratica  di  sanatoria intestata  alla
medesima,  relativa   all’immobile   realizzato
in difformita’ alla concessione edilizia, e precisamente  con
l’aumento di superficie  utile  e
diversa  destinazione  d’uso
di  una  parte dell’edificio,  era
ancora  in  corso
di   istruttoria   da
parte dell’ufficio scrivente;

Il 13 marzo
2009,  “Omissis”  e
“Omissis”,  nella  qualita’
di proprietari dell’immobile
oggetto  di  condono
edilizio  –  pratica “Ornissis”e nella qualita’ di unici
eredi  di
“Omissis”,  originariaintestataria
della pratica,  chiedevano  che
l’atto  concessorio  in sanatoria venisse  a
loro  intestato,  allegando,
tra  l’altro,  la dichiarazione di successione dalla quale
si evinceva  che  “Omissis”, coniuge superstite, aveva
rinunziato all’eredita’, e
dichiarando  di non avere mai
ricevuto ne’ loro ne’ la propria
madre,  richieste  di integrazione e/o diniego da parte  della
Soprintendenza  ai’  BB.CC.
relativamente al vincolo paesaggistico, dopo la richiesta  di’
Nulla Osta inoltrata in data 5.3.1999. Gli stessi dichiaravano altresi’
che nella fase di  realizzazione  dell’edificio
eseguito  dalla  propria madre, giusta licenza edilizia
“Omissis”e  successive  varianti,
era stata occupata in buonafede una porzione del fondo confinante per
una dimensione massima della superficie occupata dal fabbricato di m. 8 x 23
circa e che  il  proprietario
del  terreno  attiguo
non  ha  mai prestato opposizione  relativa
all’occupazione  parziale  del
fondo medesimo;

Nel corso
dell’anno  2009,  inoltre,
un  ulteriore  scambio
di corrispondenza avveniva tra il Comune, che commissionava una  perizia tecnica ad un professionista esterno
allo scopo di definire gli oneri urbanistici ed economici ai fini  della
definizione  della  pratica, l’AUSL  di
Carini,  che  emetteva
un   parere   di
compatibilita’ igienico-sanitaria del complesso alberghiero – esclusa
la  piscina  – ed un perito di parte, che certificava che
tutta  l’opera  era
stata realizzata in conformita’ al
progetto  di  concessione
edilizia  in sanatoria e che
“l’istanza di condono e’ stata integrata con tutta la documentazione prevista
dall’art. 26 della L.R. 37/85”. Inutile
dire che tutte le citate fonti appaiono in contraddizione tra di
loro.  Infine,  con
l’attestato  di  concessione
edilizia   in   sanatoria rilasciato con il n. “Omissis”
(composto da  n.  05
pagine)  l’arch.  “Omissis”,
dichiarava    che    dovevano
intendersi    assentite
favorevolmente le istanze di concessione edilizia in sanatoria ex  L.
47/85, presentate dalla sig.ra “Omissis”, alla quale erano succeduti,
nella qualita’ di unici eredi i figli “Omissis” e “Omissis”,  per  le
opere eseguite in difformita’ della licenza edilizia n. “omissis” del
“omissis”,  per  la
realizzazione  di  un
fabbricato  in   contrada “Omissis”. Detto attestato, tra
l’altro, riportava:

pagina  4,
“visti   i   bollettini
postali   di   pagamento dell’oblazione di: 1) lire
5.840.000 del 28.03.1986 –  n.826;  2)  di
lire 5.840.000 del 26.03.1986; 3) lire 5.957.000 del 28.08.1986 –  n.  623”.

pagina  4,
“vista  la  nota
del  22,09.1997  –
p.11°  10802, dell’il.T.C. con la
quale si comunica che il  calcolo  dell’obiezione e’ esatto. Nella stessa nota
risulta che,  essendo  l’opera
eseguita prima dell’entrata in vigore della L.R. 71/78,  non
e’  soggetta  al pagamento degli oneri concessori”.
Tali
attestazioni  danno  conferma
del  sospetto  circa
il  mancato pagamento dell’intera
oblazione –  segnatamente  della
seconda  rata pari a 5.840.000
lire – non essendo stato rinvenuto alcun documento a comprova del citato
versamento, asseritamente effettuato il 26
marzo 1983 e quindi in data antecedente al primo;  come
invece  asseverato dalla perizia
di parte ed attestata  nel  provvedimento
di  rilascio della concessione.
Le
lungaggini, le contraddizioni e le carenze istruttorie,  oltreche’ materiali, rilevate nel
procedimento  sopra  sommariamente
descritto trovano giustificazione alla luce delle notizie che emergono
in  capo ai soggetti protagonisti della
vicenda.
“Omissis”   e
“Omissis”,   infatti,   sono
figli   di   “Omissis” (classe”Omissis”), deceduto a
Palermo il  “Ornissis”e  gia’
reggente della famiglia mafiosa
di  Capaci  ed
Isola  delle  Femmine,
e  di “Omissis”, il cui fratello,
“Omissis”, nato a Capaci il “Omissis”  e’
stato tratto in arresto nell’ambito dell’operazione “San Lorenzo 2” e successivamente condannato
per concorso in associazione mafiosa.
Sul conto di  “Omissis”,  sono  emersi  numerosi
pesanti  precedenti penali e di
polizia:    – 20.12.2000, con  sentenza
a  seguito  di
giudizio  abbreviato, veniva
condannato, dal Tribunale di Palermo, per il reato di concorso in associazione
mafiosa art. 416 bis C.P.;

15.03.2002, con
sentenza n. 814 veniva  condannato  dalla
Corte d’Appello di Palermo per il reato di concorso in associazione
mafiosa ex art. 416  bis  C.P.;
la  sentenza  si
riferiva  all’arresto  del 28.07.1999 per i reati commessi in
Palermo dal settembre 1982
in poi;

12.07.2004,  gli
veniva  notificata  l’ordinanza
emessa   dal Magistrato di
Sorveglianza  di  Palermo,
avente  n.  259/04
R.O.  e n.87/03 R.G.M.S. datata
12.05.2004, con  la  quale
si  applicava  la misura della liberta’ vigilata per la
durata di anni 1 (uno);

17.01.2005, in
ottemperanza al decreto di
sequestro  n.  201/04 RMP,
emesso  dal  Tribunale
di’  Palermo  –
Sezione   Misure   di Prevenzione, il 28.12.2004, la Compagnia
CC di  Carini  procedeva
al sequestro di beni riconducibili al citato “Omissis” classe 1959, alla
madre convivente “Omissis” e alla “Omissis”;

14.02.2008, il
Tribunale  di  Palermo
applicava  la  misura
di prevenzione della sorveglianza speciale della  P.S.
con  obbligo  di soggiorno nel Comune di residenza per la
durata di anni tre;

17.06.2008,  sottoposto
alla  misura  di
prevenzione   della sorveglianza
speciale con obbligo di soggiorno nel comune
di  Capaci con decreto n. 201/04
RMP del Tribunale  di  Palermo,
notificato  il 19/05/2008, veniva
denunziato, in stato di liberta’ per violazione di cui all’art. 9 comma 2 L. n.1423 del 27/12/1956,
dalla Stazione CC di Palermo  per  essersi
allontanato  dal  Comune
di   Capaci   senza l’autorizzazione dell’A.G. competente;

18.04.2012,
segnalato in atti da parte  del  Nucleo
di  Polizia Tributaria della  Guardia di Finanza di Palermo,  per
violazione  dell’art.  31  L. 646/82;
nello specifico ometteva di comunicare l’avvenuta  variazione patrimoniale pari ad  euro 132.450,00.
Si
aggiunga che i legami tra le famiglie “Omissis”,  di
Capaci  sono dimostrate ed
attestate, oltre che da stretti
rapporti  familiari  – “Omissis” (classe “Omissis”) e
“Omissis”,  (classe  “Omissis”)
sono, infatti, cognati, anche da rilevanti interessi economici.
Risultano,  a
tal  proposito,  numerose
compartecipazioni  tra   il “Omissis”,  (classe
1937)  ed  il
“Omissis”,  (classe  ‘59),
anche unitamente ad altri soggetti mafiosi in numerose societa’ tra cui:

“OMISSIS”  tra
gli  altri,  erano
soci   “Omissis”   (classe “Omissis”), “Omissis” (classe  “Omissis”),
gia’  noto,  e  “Omissis”
(classe “Omissis”).

“OMISSIS”,
facente capo al  boss  mafioso
“Omissis”  (fondatore della
societa’ nel 1974), tra gli altri, si annoveravano quali  soci, “Omissis” (classe “Omissis”), “Omissis”
(classe “Omissis”), “Omissis” (classe “Omissis”), “Omissis” (classe
“Omissis”),  “Omissis”  (classe “Omissis”),   “Omissis”
(classe   “Omissis”),   “Omissis”
(classe “Omissis”), “Omissis” di
cui  si  e’
gia’  ampliamente  parlato
in precedenza;

“OMISSIS” con
sede in Palermo, via  “Omissis”,  si
annoveravano quali  soci,  “Omissis”
(classe   “Omissis”),   “Omissis”
(classe “Omissis”),
“Omissis”  (classe  “Omissis”)
e   “Omissis”   (classe “Omissis”). La societa’ aveva come
oggetto l’assunzione  di  pubblici appalti ed e’ stata posta in
fallimento il “Omissis”, poi oggetto  di
misura di prevenzione;

“OMISSIS” si
annoveravano, tra gli altri, quali soci,
“Omissis” (classe ‘Omissis”), “Omissis” (classe “Omissis”),  “Omissis”
(classe “Omissis”). La societa’, costituita nel “Omissis”, aveva come
oggetto la gestione, produzione, trasformazione di “Omissis”;

“OMISSIS”  si
annoverano   quali   soci,
“Omissis”   (classe “Omissis”),  “Omissis”
(classe  “Omissis”)   e
“Omissis”   (classe “Omissis”).
Ulteriori
elementi che dimostrano la commistione d’interessi  tra
lefamiglie “Omissis” con la consorteria criminale locale si  rinvengono anche dai numerosi negozi
giuridici posti in essere nel tempo:

anno 1981,
“Ornissis”  (classe  1937),
unitamente  a  “Omissis” (classe  “Omissis”)
e  “Omissis”  (classe
“Omissis”),  cedevano  un terreno, a titolo gratuito, al Comune di
Capaci;

anno 1986,
“Omissis” (classe “Omissis”), unitamente a
“Omissis” (classe “Omissis”),
“Omissis”,  “Omissis”,  “Omissis”
e  “Omissis”, acquistavano  una
vasto  terreno  nella
Contrada  quattro   Vanelle (distante 150/200 metri circa dal
luogo dell’esplosione  della  bomba che causo’ la strage di Capaci del 23
Maggio 1992);

anno 1986,
“Omissis” (classe “Omissis”), unitamente alla di  lui moglie, vendeva a “Omissis” (classe
“Omissis”)  e  “Omissis”
(classe “Omissis”), rappresentati dai genitori “Omissis” (classe  “Ornissis”) e “Omissis”, due appartamenti
per  lire
200.000.000  (il  “Omissis”, mafioso appartenente alla famiglia
di Capaci, e’ stato indicato  come
prestanome della suddetta cosca mafiosa).

anno 1986,
“Omissis”  (classe  “Omissis”)
vendeva  a  “Omissis” (classe “Omissis”) un appezzamento
di terreno;

anno 1989,
“Omissis” (classe “Omissis”), unitamente a
“Omissis” (classe “Omissis”) e “Omissis”
(classe  “Omissis”),  ricevevano,
da terzi, la proprieta’ di un altro terreno;

anno 1990,  “Omissis”
e  “Omissis”  acquistavano
da  terzi  un immobile;
Si
evidenzia, altresi’, che la famiglia
di  Capaci  ed
Isola  delle Femmine, il cui
reggente era proprio i/ “Omissis” (classe “Omissis”), faceva capo al mandamento
mafioso di San Lorenzo.
I
collegamenti principali di “Omissis” (classe “Omissis”) erano con i seguenti
soggetti:

“Omissis”, nato
a Palermo il “Omissis” (capomafia di Capaci);

“Omissis”, nato
a Capaci il “Omissis”;

“Omissis”, gia’
noto;

“Omissis”, nato
a Cinisi il “Omissis”  (latitante  e
famigerato “Omissis” di Cinisi).

“Omissis”, nato
a Capaci i/ “Omissis” (“Omissis”
pregiudicato), azionista
della  nota  “Omissis”.
facente  capo  al
boss   mafioso “Omissis” di
Cinisi, e’ cugino di “Omissis” (classe “Omissis”).  La concessione per l’ampliamento al
“”Omissis” di “Omissis” “Omissis”,
nato  a  Palermo
“Omissis”,  nipote  del
capo  famiglia “Omissis” (cl.
“Omissis”), in quanto figlio del fratello maggiore  di questi “Omissis” (cl. “Omissis”), e’  titolare
del  bar  pasticceria “Omissis”, ubicato a Isola  delle
Femmine  in  “Omissis”,
con  sede legale in via “Omissis”
(luogo di residenza del titolare); lo
stesso e’, inoltre, fratello della moglie dell’assessore comunale
“Omissis”.  Il predetto esercizio
commerciale risulta essere stato oggetto di
un ampliamento  mediante   struttura
metallica   modulare   in
forza dell’autorizzazione edilizia n. “Omissis”, rilasciata dal sindaco
pro tempore di Isola delle Femmine “Omissis”. Anche  tale
autorizzazione risulta viziata e puo’ essere considerata
particolarmente  indicativa dello stato
di  assoggettamento  dell’Amministrazione  Comunale
alla locale famiglia mafiosa.
In particolare:

il 09.06.2004,
il Sindaco pro tempore  di  Isola
delle  Femmine “Omissis” rilascia
l’autorizzazione edilizia n. omissis”con la
quale si autorizza il richiedente “Omissis” al montaggio di  una
struttura precaria facilmente smontabile, senza realizzazione di opere
murarie, nell’area antistante il bar pasticceria denominato”omissis”;

il 14.02.2008,
il Comando  Polizia  Municipale
di  Isola  delle Femmine rilascia la concessione di
occupazione  permanente  di
suolo pubblico  n.”Ornissis”,  con
la  quale  autorizza
il  titolare  del bar”Omissis”, “Omissis”, ad utilizzare
una corrispondente area di 130mq,
sita  nel  “Omissis”
e   prospiciente   la
citata   attivita’ commerciale.
L’autorizzazione – che viene rilasciata a seguito  della richiesta presentata da “Omissis”  in
data”Omissis”  –  prevede
che l’area in questione venga
limitata  da  fioriere
e  destinata  alla collocazione  di
tavoli  e  sedie
per  l’esercizio   dell’attivita’ commerciale.  Viene
precisato,   infine,   che
il   provvedimento autorizzatorio
decorre dalla data di emissione
sino  al  31/12/2008.
Nel fascicolo risulta inserita
copia  della  ricevuta
di  pagamento della 1^ rata del
canone per l’occupazione permanente di spazi e aree pubbliche;

il 28.04.2008,
il  Sindaco  pro
tempore  “Omissis”  rilascia
a “Omissis” l’autorizzazione n. “omissis” ad occupare 130 mq  di
suolo pubblico nel “omissis” antistante il  locale
commerciale  denominato
“omissis’,  con  una
‘pergotenda’  da  asservire
al  citato  locale commerciale, previa acquisizione dei
pareri previsti per legge;

il 04.02.2009,
la ditta presenta una  nuova  istanza,
volta  ad ottenere
l’autorizzazione edilizia per la chiusura della ‘pergotenda’ con una struttura
precaria di alluminio e vetro, gia’ autorizzata con provvedimento sindacale del
28.04.2008;

il 17.022009,
il Sindaco “Omissis” rilascia l’autorizzazione
n. “Omissis” per la chiusura – con struttura  precaria
in  alluminio  e vetro – della ‘pergotenda’ di cui alla
precedente autorizzazione  del
28.04.2008. Anche questa autorizzazione viene
subordinata,  con  una formula alquanto generica,
all’acquisizione dei pareri
previsti  per legge;

il 19.08.2009,
presso la Stazione  Carabinieri  di
Isola  delle Femmine perviene un
esposto anonimo, che segnala come la veranda
del bar “Omissis”sia stata realizzata in territorio  comunale.
L’esposto risulta contestualrnente inviato alla  Procura
della  Repubblica  di Palermo, al 3° Settore del Comune e alla
Polizia Municipale;

il 22.09.2009,
militari della  Stazione  Carabinieri,
di  Isola delle Femmine,
unitamente a personale della Polizia Municipale e  del 3° Settore “Tecnico Urbanistico”,
effettuano un sopralluogo presso il bar “Omissis” riscontrando la realizzazione
di due manufatti:
1. struttura composta da una tettoia in
elementi  prefabbricati autoportanti e
chiusura in alluminio e vetro posta
all’ingresso  del bar, su  spazio
di  esclusiva  pertinenza
del  locale  commerciale, realizzato in  forza
delta  autorizzazione  sindacale
n.  “Omissis” datata “Omissis” a
firma del Sindaco pro tempore “Omissis”;
2. struttura in legno autoportante con  copertura
composta  da una tenda scorrevole
plastificata posta prima dell’ingresso del
bar, su  porzione  di
suolo   pubblico,   realizzato
in   forza   della autorizzazione sindacale n.  “Omissis”
del  “Omissis”  a
firma  del Sindaco pro tempore
“Omissis”.
Nel
corso del sopralluogo,  la  Polizia
Municipale  e  il
personale tecnico del 3° settore evidenziano che entrambe le strutture
sono  da considerare abusive, in quanto
insistono su area sottoposta a vincolo paesaggistico e  ambientale,
ai’  sensi  della
legge  n.  1437
del 29.06.1939, ed  a  vicolo
sismico  di  cui
alla  legge  n.
64  del 02.02.1974;

il 21.10.2009,
tenuto conto  degli  esiti
del  sopralluogo,  il responsabile  del
3°  settore  UTC
arch.  “Omissis”  con
ordinanza n.”Omissis” ingiunge il ripristino dello stato dei luoghi al
titolare del bar “Omissis”, intimando allo stesso di  eliminare
le  strutture eseguite in assenza
delle concessioni e  autorizzazioni  nel
termine perentorio di 90 giorni. L’ordinanza viene  altresi’
trasmessa  alla Procura della
Repubblica di Palermo;

il  18.12.2009,
il  titolare  del
bar  “Omissis”,  “Omissis”, presenta istanza ai T.A.R. per la
Sicilia per l’annullamento,  previa
sospensione, dell’ordinanza n. “Omissis”del “Omissis” del  Comune
di Isola delle Femmine  –  3°
settore.  L’istanza  viene
respinta  con ordinanza n. 14/10
del T.A.R. per la Sicilia – Sezione Seconda datata 11.01.2010;    –
il  14.01.2010,  la
ditta  “Omissis”   presenta
istanza   di accertamento di
conformita’ ai sensi dell’art. 13 della legge
n.  47 del 28.02.1985 che viene
iscritto  al  protocollo
n.  546  dell’ente datato14.01.2010.    L’istanza
e’    finalizzata    a     ottenere l’autorizzazione edilizia in
sanatoria relativamente ai due manufatti indicati nell’ordinanza di rimozione
n. 60;

il 24.02.2011,
il titolare “Omissis” inoltra al Comune una nota, protocollata al n. 3315
dell’ente, con cui chiede che venga integrata la pratica edilizia n.  “Omissis”del
“Omissis”,  allegando  3
copie degli  elaborati  grafici
progettuali  e  3
copie  della  relazione tecnica;

il 24.02.2011,
con nota n. 3335 di protocollo,  il  responsabile del  3°
Settore  –  I
Servizio  “Urbanistica  e
Edilizia  Privata” trasmette gli
elaborati all’Azienda A.S.P. n. 6  –  distretto
Carini per il rilascio dei pareri di competenza;

l’8.03.2011, il
titolare “Omissis” inoltra al Comune:
1. nota, protocollata al n. 3987 dell’ente, con cui dichiara
di non pretendere nulla dal Comune in caso di realizzazione di opere  di urbanizzazione o dall’eliminazione
del  marciapiede  esistente
e  di essere consapevole che, in
caso di mancato pagamento  del  canone
di occupazione del suolo pubblico, l’eventuale  autorizzazione  perdera’ di efficacia;
2. nota, protocollata al a 3988 dell’ente, con cui
dichiara  di non essere sottoposto a
procedimento penale per i reati di
cui  agli articoli  416
bis,  648  bis
e  648  ter
del  codice  penale,
in ottemperanza di quanto disposto dall’art. 2  lettera
b  della  legge 662/1996;

il 10.03.2011,
il responsabile del 3°  Settore  arch.
“Omissis” rilascia autorizzazione edilizia in sanatoria ai sensi  dell’art.
13 della legge 47/1985 per le opere in questione, previa acquisizione:
1. del parere igienico
sanitario espresso dall’A.S.P. con prot. 460/IP datato 28.02.2011;
  2, del
parere di compatibilita’ paesaggistica prot. 1097/  VIII datato
14.02.2011  rilasciato  dalla
Sovrintendenza  BB.CC.AA.   di Palermo, favorevole a condizione che sia
sostituita la  struttura  in alluminio e copertura in elementi
prefabbricati con una struttura  in legno  coperta
da  una  tenda
scorrevole  plastificata  avente
le caratteristiche di’ quella realizzata in adiacenza;
3. del  certificato  di
idoneita’  sismica  redatto
dall’ing. “Omissis”, assunto al protocollo n. 4235 datato
11.03.2011.  La citata autorizzazione
edilizia in sanatoria e’ stata rilasciata
a condizione che:
1. venga sostituita mediante la dismissione della
struttura  in alluminio e copertura in
elementi  prefabbricati  esistente
con  una struttura in legno nella
quale la copertura sia composta da una tenda scorrevole plastificata
avente  le  caratteristiche  di
quella  gia’ realizzata in adiacenza;
2. venga dismessa la chiusura verticale delle  pareti
laterali in elementi modulari
in  policarbonato  trasparenti
presenti  nella struttura in
legno, nella quale la copertura e’ composta de una tenda scorrevole.
Infine,
nell’autorizzazione e’ fissato il
termine  di  un
anno  per l’inizio dei lavori e di
trentasei mesi per il termine degli stessi;

il  17.10.2011,
l’Assessorato   Territorio   e
Ambiente   – Dipartimento
Regionale Urbanistica, con la nota n.
65121,  trasmette al Sindaco e a]
responsabile dell’U.T.C. del Comune
di  Isola  delle Femmine un esposto  anonimo
che  segnala  abusi
edilizi  realizzati presso il bar
“Omissis”e  contestualmente  richiede
una  dettagliata relazione su
quanto indicato in esposto e sui provvedimenti  adottati dall’Amministrazione;

l’08.02.2012,
il nuovo responsabile del III Settore U.T.C.
ing. “Omissis”,  inoltra   all’Assessorato   Territorio
e   Ambiente   – Dipartimento Regionale Urbanistica la nota
n. 2185 di protocollo  concui fornisce i
chiarimenti richiesti, concludendo che:
1. sino a quella data non era pervenuta alcuna
comunicazione di inizio lavori;
2. ritiene sanati i vizi di legittimita’
originari  (dovuti  al rilascio
delle  prime  autorizzazioni  da
parte   di   organo
non competente) in quanto “assorbiti”
dall’autorizzazione  in  sanatoria rilasciata ai sensi dell’art. 13
della legge n. 47/1985;

il 21.02.2012,
il titolare del Bar “Omissis”
comunica  l’inizio dei lavori
relativi alla autorizzazione in sanatoria;
Allo
stato, si rileva che i lavori di adeguamento delle strutture non sono stati
ancora avviati e, pertanto, la
citata  dichiarazione  del titolare del bar non e’ stata attuata,
rimanendo  un  atto
meramente formale. Al tempo stesso, non
e’  emerso  che
alcuno  degli  organi competenti  abbia
svolto  il  benche’
minimo  accertamento  perche’ venissero avviati i lavori (come  comprovato
da  una  documentazione fotografica risalente al 13
giugno  scorso  allegata
alla  relazione della stessa
Commissione).
L’analisi
della pratica edilizia descritta  e’  altamente
indicativa dello stato di’ assoggettamento dell’ente amministrativo alla  locale criminalita’ organizzata. Infatti,
le  macroscopiche  violazioni
di’ legge, gli  sviamenti  dal
corretto  iter  tecnico-amministrativo  e l’inerzia degli organi di controllo –
questi ultimi attivatisi solo a seguito di esposto anonimo – non sono
giustificabili se  non  con  un
concreto stato di condizionamento dell’ente
da  parte  della
locale famiglia mafiosa, alla luce
della  stretta  parentela
del  titolare dell’esercizio  commerciale
in  questione  con  il  tuttora
potente “Omissis”.
Riguardo
alla condotta degli amministratori, in
particolare,  emerge che:

entrambi i
Sindaci, “Omissis” e “Omissis”, hanno rilasciato  due autorizzazioni in assoluta violazione di
legge e senza  acquisire  il benche’ minimo parere dall’ufficio tecnico  comunale;
peraltro,  dal cognato di un
assessore ci si sarebbe aspettato che l’intero apparato burocratico si
adoperasse affinche’ la  pratica  fosse
esperita  nel modo piu’ corretto
possibile: ma cosi’ non e’ stato!!!;

le
autorizzazioni  concesse  da
entrambi  i’  Sindaci
avevano, evidentemente, come unico fine quello di aggirare  la
normativa  per consentire  l’esecuzione
di  lavori  senza
il  pagamento  di
alcun contributo all’ente; contributi che invece sono dovuti in  base
alle concessioni e ai nulla osta ottenuti  in
seguito  secondo  sanatoria degli abusi a norma di legge;

ne’ la Polizia
Municipale, ne’ l’UTC  hanno  mai
svolto  alcuna attivita’ di
controllo sull’attivita’ commerciale che pure si trova a pochi metri dal
Comune.

CONDIZIONI
ECONOMICHE DEL COMUNE E GESTIONE DEL PATRIMONIO

Dagli
elementi raccolti nel  corso  dell’accesso
si  ricava  che  il
Comune   di   Isola
delle   Femmine   versa
in   una   situazione economico-finanziaria  piuttosto
difficile,  in  parte
dovuta  alla progressiva riduzione
dei trasferimenti  provenienti  dallo
Stato  e dalla  Regione
Siciliana,  che  ha
determinato   il   ricorso
ad anticipazioni di cassa
dalla  banca  che
gestisce  il  servizio
di tesoreria comunale, ed  in  parte
dalla  inefficienza  di
tutto  il sistema di riscossione
dei tributi che ha determinato,  tra  l’altro, anche il consolidarsi di un  crescente
indebitamento  nei  confronti della societa’ che gestisce il
servizio di raccolta  e  trasferimento in discarica dei rifiuti solidi
urbani  per  conto
dell’ATO  PA1  al quale il Comune appartiene.
Le
criticita’ del  funzionamento  del
servizio  di  riscossione
dei tributi, inoltre, sono state ascritte – secondo ripetute  e
convinte dichiarazioni dei funzionari
responsabili  del  Comune
–  all’esito negativo del rapporto
gia’ instaurato con la societa’ TRIBUTI
ITALIA s.p.a. – la cui condotta criminale ha  avuto
peraltro  notazioni  di rilievo
nazionale  –  che
era  stata  incaricata
del  servizio  di riscossione dei ruoli di competenza
comunale.  A  tale
riguardo,  e’ stato piu’ volte
evidenziato nei corso  dell’accesso  ispettivo,
che detta societa’ non solo non avrebbe riversato  nelle
casse  comunali quanto in  precedenza
aveva  riscosso,  ma
nonostante  la  avvenuta rescissione del contratto, si  sarebbe
rifiutata  di  restituire
Ia documentazione, con cio’ impedendo
al  Comune  di
proseguire  nella gestione  del
servizio,  procedendo  al
recupero  delle   posizioni debitorie da parte dei soggetti
inadempienti.
Gli
accertamenti hanno messo in  luce,  tuttavia,
che  le  difficili condizioni finanziarie dell’ente si
riconnettono a svariate  anomalie riscontrate
in materia di imposizione
tributaria,  segno  rivelatore dell’incapacita’, o della non
volonta’, di procedere, con  competenza e
tempestivita’ ed avvalendosi  del  coinvolgimento  responsabile
di tutte le sue componenti politiche e burocratiche, nella
direzione  di una difficile e tuttavia
irrinunciabile opera  di  risanamento
delle sue disastrate finanze.
Solo  nel
mese  di   maggio
scorso,   attraverso   l’adozione
di “Provvedimenti  d’urgenza  necessari
ad   assicurare   gli
assetti finanziari”, di cui alla delibera di  Giunta
Comunale  n.40  del  14
maggio  2012,  dichiarata
immediatamente  eseguibile,  l’organo
di governo locale ha mostrato di assumere  una
presa  di  posizione
al riguardo, analizzando le possibili cause della situazione e  cercando di individuare possibili correttivi.
Nell’occasione,
la Giunta ha preso atto della
assoluta  mancanza  di liquidita’
di  cassa  e
dell’impossibilita’  di’   procedere
alla predisposizione di un bilancio di previsione in grado di
fronteggiare le minori entrate di provenienza statale  e
regionale,  in  presenza della necessita’ di garantire il
rispetto  del  patto
di  stabilita’ interno ed il  mantenimento
dei  livelli  di
spesa  del  personale.
Pertanto, con l’intento di ‘correre ai ripari, sono  stati
esaminati ed individuati i possibili rimedi, a partire dall’adozione
di  misure in grado di incentivare le
entrate proprie del Comune.
Ma  e’
proprio  sotto  quest’ultimo
profilo  che  l’Amministrazione comunale di Isola
delle  Femmine  si
e’  dimostrata  particolarmente inefficiente: al riguardo, e’
stata rilevata, la  persistenza  di  un
atteggiamento omissivo, se non addirittura compiacente, non  solo
in capo alle componenti amministrative ma anche  nei
comportamenti  dei soggetti che
dovrebbero vigilare sul buon andamento e la
correttezza dell’attivita’ impositiva nell’interesse della
collettivita’, a tutto vantaggio di interessi opposti e riconducibili al
noto  atteggiamento predatori() delle
realta’ legate all’organizzazione cosa nostra.

I
Servizi di Riscossione: TARSU, ICI e TOSAP

La
Commissione d’indagine ha svolto un’opera di
analisi  degli  atti posti in essere dall’Ente  in
relazione  ai  tributi
di  competenza comunale ed ha chiesto
ed ottenuto, altresi’, una relazione
a  firma del responsabile dell’ 8°
Settore  Tributi,  Acquedotto
e  Attivita’ Produttive, Sig.
“Omissis”, sullo stato di  quel  ramo
di  attivita’ dalla quale si
evince, tra l’altro, che con delibera n. 61 del
2010, la Giunta comunale approvava un progetto  per
l’accertamento  ed  il recupero
dei  tributi  locali
evasi  negli  ultimi
cinque  anni  e l’aggiornamento delle banche dati COSAP,
ICP e ICI. Nello  specifico, il progetto
consisteva  nell’effettuare  il
censimento  degli  spazi occupati (in  particolare
i  passi  carrai),
nel  censimento  delle insegne pubblicitarie, nella
verifica  della  situazione
urbanistica delle aree edificabili, nell’esame di tutte le  concessioni
edilizie rilasciate negli ultimi cinque anni,  nella
verifica  delle  singole posizioni contributive comunali,
al  fine
di  accertare  l’effettivopagamento e l’esatto ammontare dei
versamenti effettuati negli ultimi cinque anni, di  procedere
nella  predisposizione  degli
avvisi  di accertamento a carico
dei contribuenti che non avevano
provveduto  a regolarizzare la
propria posizione e,  infine,  di
dare  avvio  alle procedure esecutive per il recupero
delle somme evase.
L’esito  degli
accertamenti   compiuti   direttamente   sui
ruoli dell’Ufficio tributi, che sono stati  sottoposti
ad  approfondite  e mirate analisi, ha tuttavia evidenziato che
il progetto rimane ancora tale, che la tanto preannunciata azione  di  recupero  non
e’  stata intrapresa e che da  tale  inefficienza  e
voluta  incapacita’,  che contribuiscono pesantemente a determinare  condizioni
di  squilibrio alle finanze
comunali, continuano a trarre  vantaggio  in
particolar modo i  soliti  soggetti,
come  si  dimostra
agevolmente  dai  dati riassunti nelle tabelle seguenti.
Negli
anni tra il 2008 ed il 2010, il Comune di Isola delle  Femmine, nella  finalita’
di  ricostruire  ed
aggiornare   il   sistema
di accertamento  e  riscossione
dei  tributi  di
propria   competenza, adottava
una  serie  di
delibere  attraverso  le
quali  sono  stati rideterminati  i
ruoli  ICI  e
TARSU,  il  cui
importo   ammontava
complessivamente ad € 4.711.089,02.
Dall’esame
condotto all’interno delle voci del bilancio per esercizio finanziario 2010,
con riferimento ai sotto riportati tributi, e’ dato leggere  il
totale  residui  da
riportare,  ovvero  il
credito  da riportare
nell’esercizio finanziario successivo, quale differenza tra accertato e
riscosso:

ICI, ammontante
ad euro 406.254,38;

ICP, ammontante
ad euro 15.260,99;

TOSAP,
ammontante ad euro 26.177,03;

TARSU,
ammontante ad euro 2.692.595,48;
da
cui si evince che il Comune, nel 2010,
doveva  ancora  riscuotere tributi per un ammontare pari ad €
3.140.287,88.
Ulteriori
specifici accertamenti, effettuati allo scopo
di  appurare l’effettivo
assolvimento dell’obbligazione tributaria dei’
cittadini nei confronti del Comune con riferimento  ad
ICI,  TARSU  e  TOSAI’,
hanno avuto ad oggetto due campioni di contribuenti: nuclei familiari di
soggetti legati o riconducibili alla
criminalita’  organizzata  e soggetti riconducibili alla compagine
amministrativa  del  Comune
di Isola delle Femmine (dipendenti, consiglio e giunta comunale).  In particolare, l’analisi dei prospetti
formati  con  riferimento
ai soggetti menzionati, membri di famiglie legate o  riconducibili
alla criminalita’ organizzata ha permesso di constatare che il  Comune
di Isola delle Femmine risulta avere iscritto a ruolo la somma  di
euro 221.481,97, come si evince dal seguente prospetto:
 
 
 

Il
dato si commenta da se’ e questo pone ancor piu’  in
evidenza  il comportamento
omissivo dell’Amministrazione che non ponendo
in  atto le opportune verifiche,
di fatto, tollera una situazione nella
quale il tasso di  evasione  fiscale
risulta  cosi’  elevato
proprio  con riferimento ad una
certa fascia di contribuenti, i piu’
vicini  alla famiglia mafiosa, i
quali possono continuare a trarre profitto
anche dall’inerzia del Comune.
Al
riguardo, ci si potrebbe chiedere se
la  stessa  Amministrazione,
facendosi  scudo
delle  ‘disavventure’  patite
dalle  societa’   diriscossione e decidendo di gestire il
servizio in proprio, con  tutte le lentezze
e le lacune sopra tratteggiate,  non  abbia
offerto  una ulteriore sponda alla
possibilita’ di celare favoritismi e malaffare.

I
Contratti di locazione: fitti attivi e passivi

Nell’ambito
delle  attivita’  volte
a  verificare  le
modalita’  di gestione del
patrimonio comunale, e’ emerso  che  per
l’assolvimento delle attivita’ istituzionali, il Comune di Isola delle  Femmine
si’ avvale di’ due strutture: una sita in un immobile  quasi
interamente di proprieta’ comunale che si  affaccia
sul  Lungomare  Eufemio,
di fronte al porticciolo, l’altra, che si trova  nella
via  Falcone  ed ospita gli uffici di servizi demografici
e  servizi  sociali,
e’  di proprieta’ privata condotta
sulla base di un contratto  di  locazione corrente dal 1999.
Nell’occasione,
sono  stati  presi
in  esame  tutti
i  rapporti  di locazione, attiva  e
passiva,  intrattenuti  dall’Ente
nel  periodo compreso tra il primo
e il secondo  mandato  “Omissis”
ed  anche  in questo
settore   sono   state
rilevate   diffuse    irregolarita’ amministrative, sotto il
profilo del mancato  rispetto  delle
regole che disciplinano l’attivita’ contrattuale della P.A.:  ma,
quel  che piu’ conta rispetto alle
finalita’ di cui alla norma  che  ispira
il procedimento in argomento, tali irregolarita’ assurgono a
livelli  di particolare gravita’  quando
appaiono  commesse  al
solo  scopo  di favorire
soggetti  malavitosi,   legati
assai   da   vicino
alla criminalita’ organizzata, come nel caso del  contratto
di  locazione intercorrente tra il
Comune di Isola delle  Femmine  ed
“Omissis”  , come di seguito
meglio specificato.

La ricevitoria – Sala giochi di’ “Omissis”
Il
locatario di un piccolo magazzino di proprieta’ comunale, sito  in Via “Ornissis” e’ “Omissis”, nato a Isola
delle Femmine il “Omissis”.  Il contratto
risulta essere  stato  sottoscritto
Il/10/1996  per  la durata di sei anni, con decorrenza dal
precedente  25  luglio
ed  in prosecuzione di un
preesistente rapporto di comodato,
in  ordine  a[ quale non e’ stato rinvenuto  alcun
documento.  Il  canone
mensile, originariamente fissato in £ 700.000, passa a £  717.432
nel  giugno 1999, a seguito di adeguamento
ISTAT, e si attesta  ad  €1.111,57
al trimestre, per rimanere senza ulteriori variazioni, dal 2000 al 2012.  L’esecuzione del contratto di locazione
corrente  tra  il
Comune  di Isola delle Femmine ed
il signor “Omissis” e’ risultata connotata
da numerose irregolarita’, che si ritiene di evidenziare come segue:

non risulta
alcun atto in forma scritta concernente la proroga o il rinnovo  dell’originario  contratto
sottoscritto  nel  1996,
che peraltro precludeva la possibilita’ di rinnovo tacito;

la
registrazione del contratto, annotato al repertorio  comunale al n°712 e recante l’iscrizione “da
registrare  in  caso
d’uso”,  e’ stata  effettuata
solo  nel  marzo
1999.  La  predetta
iscrizione, peraltro non consentita per il tipo di  atto
in  questione,  risulta cancellata con un tratto di penna;
fatto presumibilmente avvenuto  in epoca
successiva alla data della  prima  vidimazione
del  repertorio successiva alla
iscrizione del contratto in questione e, che, quindi, concretizza una evidente
alterazione postuma del registro;

il canone di
locazione e’ rimasto immutato sin dal
2000  e  non risulta che ne sia stata mai richiesta la
rivalutazione  secondo  gli indici ISTAT;

i
pagamenti, previsti sulla base di rate trimestrali anticipate, sono sempre
avvenuti con forte ritardo, mediamente almeno un  anno  e
mezzo  dopo  rispetto
alla  scadenza  naturale
della   rata,   come dimostrato dalle reversali di
incasso  restituite  ‘in
serie’  dalla tesoreria comunale e
riproposte da un anno all’altro.  A  fronte
dei ritardi rilevati, l’Amministrazione
comunale  non  ha
mai  attivato alcuna procedura per
recuperare le  morosita’,  fatta
eccezione  perqualche lettera con
invito a provvedere al pagamento.

Alla data del 3
aprile 2012, risultano riemesse  dal  Comune
le reversali d’incasso relative a canoni non pagati a decorrere  dal  TI
trimestre del 2010, nonche’ quelle relative ai
primi  due  trimestri dell’anno  in
corso,  concretizzandosi   un
credito   totale   per l’Amministrazione pari ad € 10.004,13;

In data 29  maggio
2012,  l’impiegata  addetta
all’ufficio  di ragioneria
comunica che il “Omissis” ha provveduto a pagare  tutti
i canoni arretrati.  Al  riguardo
produce  copia  di
certificati  che attestano iI
pagamento di  tutte  le
reversali  emesse  dal
Comune, avvenuto nelle date:
8/2/2012  –  per
i  ratei  relativi
al  2010; 30/4/2012 – per i ratei
relativi all’intero 2011; 15/5/2012 –
per  i ratei relativi al 1°
trimestre 2012.
Le  sopradescritte  irregolarita’,  che   configurano   un
generale ‘trattamento di favore’ nei confronti del locatario di un  locale
di modeste dimensioni che, come detto, fa parte dell’immobile nel  quale e’
ubicata  la  sede
centrale  del  Comune,
trovano  una   precisa giustificazione alla luce degli
elementi che sono stati acquisiti nei confronti dello stesso “Omissis” Questi,
infatti e’ il cognato di “Omissis” (fratello
di  “Omissis”), in quanto fratello
della moglie “Omissis”. E’ inoltre
coniugato  con “Omissis”, sorella
del consigliere comunale  di  minoranza
“Omissis” (gia’ Sindaco di Isola delle Femmine dal “Omissis” al
“Omissis”).  Lo stesso,  inoltre,
annovera  i  seguenti
precedenti  penali  che, seppure non abbiano comportato
l’adozione  di  misure
coercitive  di condanna,  tuttavia
sono  un   chiaro
segnale   di   comportamenti malavitosi:

15/12/1980 –
denunciato per violazione degli artt. 110,81 e
324 c.p.;

10/7/1984 –
denunciato per violazione dell’art.681 c.p.;

11/10/1984  –
arresto  per  reati
contro   l’Amministrazione,
scarcerato il 22/12/1984;

12/12/1987 –
notificato divieto di espatrio.
Ma
il precedente piu’ eclatante, in grado di lumeggiare al meglio  la figura del “Omissis”, e’ certamente quello
verificatosi  1’8  ottobre 2009, data nella quale su delega
dell’Autorita’ Giudiziaria – DDA  di
Palermo il locale condotto in locazione – di proprieta’ del Comune di Isola
delle Femmine  –  viene
sottoposto  a  perquisizione,  per  il
sospetto delitto di “trasferimento fraudolento di  valori
aggravato” (artt. 110, 81 cpv, c.p. artt. 12-quinquies legge n.
356/1992, 7  di.  13 maggio 1991, n. 152, cono. con modif.
nella legge 12 luglio  1991, n.  203)
commesso  dal  citato
“Omissis”  unitamente  alla
sorella “Omissis” e ai piu’
noti  “Omissis”  e
“Omissis”,  nell’ambito  del procedimento penale n. 15867/09 R.G.N.R.
mod. 21 della Procura  della Repubblica
presso il Tribunale di Palermo – D.D.A.
In
particolare, il 5 novembre 2007,
in occasione
dell’arresto  degli allora
latitanti “Omissis” e “Omissis” in localita’ “Omissis”,  venne rinvenuta  copiosissima
documentazione   cartacea   manoscritta
e dattiloscritta (i
cosiddetti  “pizzini”)  nella
disponibilita’  dei quattro
latitanti catturati. Il carteggio sequestrato
ha  costituito oggetto di  consulenza
tecnica  grafologica  che
ha  consentito  di attribuire larga parte del  materiale
alla  grafia  di
“Omissis”  e “Omissis”, nonche’ a
molteplici altri autori. Tra  questi  “pizzini”, ne furono rinvenuti alcuni – ad
opera di un unico  autore  anonimo
– che facevano riferimento alle slot machines e  che
furono  rinvenuti nella
disponibilita’ di “Omissis”, al quale – secondo gli  inquirenti

erano   stati
verosimilmente   trasmessi   per
consentire   la rendicontazione
delle somme raccolte.
In
ciascuno dei predetti  reperti  veniva
indicato  il  nome
di  un esercizio commerciale (bar
o tabaccheria), l’indirizzo, la
localita’ e il numero delle slot machines ivi installate.

Orbene,
dall’esame della documentazione rinvenuta, l’A.G.  inquirente

ha  ritenuto
che  i  fratelli
“Omissis”,  titolari   di
eserciziocommerciale, fossero
entrambi  gravemente  indiziati
del  reato  di fittizia intestazione di beni, nella
realta’  riconducibili  al
clan mafioso facente capo alla famiglia
“Omissis”,  giacche’  la
lettura incrociata  degli  elementi
raccolti   a   loro
carico   lasciava ragionevolmente
supporre che essi fossero veri  e  propri
prestanome dei “Omissis”.
Per
tali ragioni, la Procura della Repubblica presso il Tribunale  di Palermo – D.D.A. – in data 06.10.2009
emetteva decreto  di  sequestro preventivo urgente e richiesta
di  convalida  al
G.I.P.,  aventi  ad oggetto due slot machines installate
all’interno del bar sito a Isola delle Femmine in via “Omissis” , con denominazione
“Omissis”,  i  cui soci e amministratori si identificano nei
citati fratelli.
Nel
prosieguo delle indagini – come  si  evince
dalla  richiesta  di archiviazione del Pubblico Ministero
–  il
compendio  probatorio  si indirizzava a discarico della
responsabilita’ penale degli  indagati,
allorquando nel corso di interrogatorio, l’altro  indagato
“Omissis” si dichiarava responsabile della gestione del toto nero e  del
gioco clandestino per conto del clan facente capo ai “Omissis”, venendo
poi condannato in sede di giudizio abbreviato dal G.U.P. di Palermo.  Piu’ in
particolare,  il  “Omissis”
nel  suo  interrogatorio  aveva fornito una versione della vicenda
relativa ai pizzini in parola  che appare
connotata da parametri di veridicita’ e attendibilita’. Questi aveva  riferito
che  era  intenzione
di   “Omissis”   intraprendere l’attivita’ di gestione di
slot machines e, per tale motivo, gli
era stato conferito – sempre dal “Omissis” –  il
mandato  di  verificare quali fossero le ubicazioni piu’
redditizie per le apparecchiature in parola. Il “Omissis” aveva dunque  stilato
un  elenco  di
possibili collocazioni all’interno di esercizi commerciali che fece
giungere al giovane capomafia tramite il consolidato sistema di
trasmissione  dei pizzini; aveva infine
aggiunto che al progetto in esame non era stato dato alcun corso in ragione
dell’avvenuto arresto, in data “Omissis”, di “Omissis” e “Omissis”.
Dunque
– seppur la vicenda penale analizzata si sia conclusa in senso favorevole per i
fratelli “Omissis”,  nei  confronti
dei  quali  non erano stati raccolti sufficienti elementi
di colpevolezza –  rilevano tuttavia le
dichiarazioni rese dal “Omissis”, dalle quali
si  evince che questi aveva
indicato a “Omissis”  alcune  attivita’
commerciali d’interesse per gli affari di  cosa
nostra,  tra  le
quali  appunto l’esercizio di Via
“Omissis” di Isola delle Femmine.
Il
sopradescritto  episodio,  inoltre,
certamente  si  collega
alla posizione di contiguita’
dei  fratelli  “Omissis”
con  la  famiglia mafiosa di Isola delle Femmine,
rilevando al riguardo lo strettissimo rapporto
di  parentela  con  iI  capo
“Omissis”  (cl.   “Omissis”), attraverso il di lui fratello
“Omissis”, pregiudicato.
L’attivita’
commerciale in esame, dunque, che si svolge in un  locale di proprieta’ comunale, peraltro
situato nella porzione  di  edificio sottostante alle finestre della
stanza del Sindaco, ha  come  soci  e
amministratori la cognata del capo famiglia di Isola delle Femmine  e il fratello della stessa; circostanze tutte
che pesano in particolare misura nella valutazione della condotta  superficiale,
permissiva  e distratta  posta
in  essere  dall’Amministrazione   comunale
nella gestione del rapporto contrattuale in questione e,  soprattutto,
nei confronti delle croniche morosita’ di Antonino LO BIANCO, il quale
ha ritenuto di porre rimedio alla sua posizione debitoria solo nel  mese di maggio 2012, in costanza di
accesso ispettivo.

Le
occupazioni di suolo pubblico

Anche
con riferimento all’occupazione del suolo pubblico, sono  state rilevate  condotte
omissive  che  –
di  fatto  –
hanno   favorito economicamente
taluni soggetti riconducibili a cosa Nostra, a scapito delle finanze comunali,
che versano in uno stato di  vero  e
propriodissesto.  I casi
maggiormente significativi e  che  possono
certamente  essere ritenuti
indicativi del privilegio goduto  da  soggetti
privati  cui l’ente pubblico
concede [a possibilita’ di occupare porzioni di suolo pubblico, che viene
pertanto sottratto alla pubblica fruizione,
sono stati riscontrati con riferimento al bar “Omissis” di “Omissis” ed
al bar. gestito da “Omissis”.
I
fascicoli d’ufficio, relativi all’istruttoria per  l’autorizzazione ad occupare il suolo
pubblico nelle  zone  urbane
poste  nelle  aree prospicienti   i
citati   locali,   hanno
evidenziato    numerose irregolarita’,  carenze,
mancanza  di  documentazione   a
supporto dell’avvenuto versamento degli oneri finanziari connessi
al  rilascio dei permessi in questione e,
soprattutto, la quasi totale assenza  di
controlli disposti dall’ufficio preposto.
In
particolare, solamente con riguardo al
bar  “Omissis”,  e’
stato riscontrato un intervento posto in essere dal  responsabile
del  III Settore UTC, ing.
“Omissis”,  che,  probabilmente
a  seguito  di  un esposto  anonimo
nel   quale   veniva
evidenziata   l’illegittima occupazione
di suolo pubblico da parte del gestore di quell’esercizio commerciale  richiedeva
al  Comando  dei
Vigili   Urbani   ed
al Responsabile  dell’Ufficio  Tributi,
di  attivare  i
controlli   di competenza.

A
seguito di detta segnalazione, il responsabile dell’Ufficio Tributi


con  nota
n.  3779  del
12.03.2012  –  emetteva
un  avviso   di accertamento, a carico del predetto
“Omissis”, per l’anno  2010,  per il versamento della COSAP, i cui
importi  contestati  erano
di  euro 275,00 e 1.341,00.
Si  ritiene,
al  riguardo,  che
anche  nelle  descritte
situazioni l’attivita’ posta in essere dall’amministrazione
comunale  sia  stata condizionata dalla  rispettiva
appartenenza  dei  titolari
dei  due esercizi  pubblici
alla  famiglia  del
boss  “Omissis”,   come
in precedenza singolarmente evidenziato.

CASI
EMBLEMATICI

Il Giardino della memoria
‘Quarto Savona  Quindici’  –
Lottizzazione ‘LA PALOMA’
 All’inizio dell’anno in corso, in vista delle
cerimonie commemorative per il trentesimo anniversario della Strage di  Capaci,
nella  quale rimasero uccisi i
giudici Giovanni  FALCONE  e
la  moglie  Francesca MORVILLO, insieme  agli
uomini  della  scorta,
lo  scrivente  venne interessato dalla vedova di uno degli
agenti coinvolti e dal  Sindaco di Isola
delle Femmine, “Omissis”, ai fini
della  sottoscrizione  di una ‘Convenzione per la riqualificazione
del Giardino della  Memoria’ nella zona
immediatamente sottostante il sedime autostradale dove  si era verificato l’attentato. Lo scopo era
quello di dar  vita  ad  una
sorta di monumento  alla  memoria
delle  vittime,  anche
attraverso l’esposizione permanente del relitto dell’autovettura
coinvolta nella strage  (denominata  in
codice,  per   L’appunto,
‘Quarto   Savona Quindici).  L’iniziativa,
inoltre,  appariva  al
Sindaco  “Omissis”
particolarmente  significativa  della
posizione  di  condanna
alla criminalita’ organizzata assunta dalla  sua  amministrazione  che,  a
tale scopo, aveva messo a disposizione l’area di proprieta’  comunale gia’
destinata  a  verde
pubblico,  sulla  base
di  un  piano
di lottizzazione approvato dal Comune
alla  fine  degli
anni  ‘70.  Il finanziamento  per  la
realizzazione  dell’opera,
quantificato   in 600.000,00 euro,
era stato richiesto alla  Presidenza  della
Regione Siciliana ed all’ANAS S.p.A., che si  sarebbe
occupata  anche  della redazione del progetto oltreche’ della
esecuzione dei lavori.

Essendo
frattanto intervenuto il decreto Ministeriale di  delega
per

l’accesso
ispettivo presso il  Comune  di
Isola  delle  Femmine,
Loscrivente  ha  ritenuto
opportuno  di  non
dar  piu’  seguito
alle insistenti richieste per la sottoscrizione del citato
protocollo;  e’ stato tuttavia richiesto
alla  Commissione  d’indagine
di  estendere l’attivita’ di
analisi anche al procedimento per la
realizzazione  e l’attuazione del
plano di lottizzazione di quell’area, denominato ‘LA PALOMA’ (dal nome della
contrada dove insiste  il  lotto
di  terreno interessato), allo
scopo di verificare  il  rispetto
degli  obblighi imposti  dalla
convenzione  sottostante  il
predetto   piano,   con particolare  riguardo
all’avvenuto  assolvimento  degli
oneri   di urbanizzazione  da
parte   dei   lottizzanti
e   della   effettiva realizzazione delle opere di
urbanizzazione secondaria da parte dello stesso Comune.
La
Commissione ha,  pertanto,  sottoposto
ad  analisi  il
carteggio rinvenuto all’interno del fascicolo denominato  “Lal
l’IZZAZIONE  LA PALOMA”, custodito
presso l’ufficio urbanistica del Comune
di  Isola delle Femmine.
L’esame
degli atti prodromici alla realizzazione del
suddetto  piano di lottizzazione,
dei contenuti dell’atto di convenzione e degli atti con cui l’amministrazione
comunale  ha  rilasciato
agli  istanti  le singole concessioni edilizie, ha messo in
luce, intanto,  che  si  e’
trattato  di  una
grossa  operazione   di
speculazione   edilizia,
caratterizzata da successivi atti di  compravendita  con
progressivo innalzamento dei prezzi.
Dal
punto di vista piu’ specificamente urbanistico, tramite il  piano di lottizzazione “LA  PALOMA”,
l’amministrazione  ha  concesso
agli istanti la facolta’ di procedere ad un piano esteso  di  edificazione
ottenendo in cambio,  a  favore
della  collettivita’:  le
opere  di urbanizzazione primaria,
alcuni appezzamenti di’ terreno
insieme  al versamento di
contributi quali oneri per le opere
di  urbanizzazione secondaria che
sarebbero state realizzate in un
secondo  momento  da parte della stessa amministrazione.
L’area
destinata alla realizzazione  delle  opere
di  urbanizzazione secondaria era
proprio quella corrispondente alla porzione di terreno immediatamente
sottostante l’autostrada  A29,  che
nel  maggio  1992 sarebbe stata testimone della strage di
Capaci, sulla quale il Comune avrebbe dovuto realizzare una scuola, un
parcheggio a servizio  delle villette del
complesso edilizio, e curare la
rimanente  parte  quale verde pubblico.
In  esito
ad  apposita  indagine
effettuata  sulla  base
dei  dati catastali desumibili
dagli atti d’ufficio e’ emerso  che  per
l’area interessata gli intestatari risultano  essere
ancora  i  lottizzanti originari e non e’ stato  evidenziato
alcun  atto  posto
in  essere dall’amministrazione
comunale volto a modificare la titolarita’ della stessa; aI riguardo, il fatto
che il  Comune  negli
anni  non  abbia posto in essere gli atti finalizzati
alla voltura in suo favore delle stesse non sembra giustificabile  se
non  con  un
atteggiamento  di generale
disinteresse.
Si
e’  proceduto,  altresi’,
ad  un  controllo
“a  campione”  delle costruzioni edificate all’interno della
lottizzazione PALOMA  intorno agli armi
‘90, avendo quale riferimento i lotti  prospicienti
l’area individuata per la realizzazione del c.d. “GIARDINO DELLA
MEMORIA”  – verificando anche  i
profili  soggettivi  dei
concessionari  ed  il regolare versamento degli oneri di
urbanizzazione a loro  carico.  Da tale analisi e’ emerso un dato assai
interessante che si riassume  in una  generale
situazione   di   inadempienza   agli
obblighi   di comunicazione,
specie per quanto attiene
l’indicazione  dell’impresa
esecutrice dei lavori e del direttore
dei  lavori;  notizie
che  si riscontrano invece con
riferimento ai lotti piu’ distanti
da  quella zona.
Per
quanto  attiene,  inoltre,
alla  verifica  dell’ottemperanza  al versamento degli oneri di urbanizzazione,
la  situazione  riscontrata ha fatto registrare una
condizione di generale ritardo nei
pagamenti oltreche’ di mancato completamento dei versamenti stessi
(circostanzache  avrebbe  dovuto
impedire  il  rilascio
del   certificato   di agibilita’), a fronte del quale non
risulta che l’amministrazione  si sia
attivata per il recupero dei suoi crediti.
Del
resto, non risulta nemmeno che il Comune abbia
posto  in  essere alcun adempimento per la realizzazione
delle opere di  urbanizzazione secondaria
previste sull’area in  questione:  non
e’  stata  infatti trovata alcuna traccia della  volonta’
di  realizzare  la
scuola  e l’area appare in
condizioni  di  sostanziale
abbandono.  Sotto  tale profilo, non e’ difficile
ipotizzare  che,  anzi,
la  sottoscrizione della   ‘Convenzione’   sotto
il   patrocinio   della
Prefettura, probabilmente,
avrebbe  potuto  consentire
di   realizzare   quegli interventi che nel corso di  tanti
anni  l’amministrazione  non
era stata in grado di realizzare, anche
in  “variante”  dello
strumento urbanistico vigente.
La
vicenda e’ rimasta priva di definizione,
ma  rileva  la
condotta omissiva  del  Comune,
a  favore  di
privati  (alcuni   dei
quali controindicati) e a scapito della cosa pubblica.

La
sagra del Pesce 2011

Nell’ambito
delle  attivita’  poste
in  essere  dall’Amministrazione comunale con finalita’
promozionali e di’ intrattenimento
nel  corso della stagione estiva,
allorquando il Comune di Isola
delle  Femmine fa registrare  un
sensibile  incremento  di
popolazione  turistica,
particolare  attenzione  hanno
destato  le  originali
modalita’  di realizzazione della
‘Sagra del Pesce’, iniziativa  che  si
inserisce tra quelle che hanno animato l’Estate Isolana 2011, per la
quale  era stato ottenuto il  contributo
economico  da  parte
dell’Assessorato regionale delle risorse agricole e alimentari e
che  ha
avuto  luogo nell’ultima domenica
di agosto 2011.
L’aspetto
piu’ eclatante della condotta seguita
dall’Amministrazione comunale nella
iniziativa  in  questione
e’  stato  rilevato
nelle modalita’ di espletamento delle procedure di gara informale, volte
ad individuare le ditte fornitrici dei materiali e dei  beni
occorrenti per celebrare la ‘Sagra del Pesce 2011’, ed ancora una volta e’
stato possibile  constatare  che,
anche  nello  svolgimento
di  attivita’
amministrativo-contabili  assai  elementari,
implicanti  un  impegno finanziario  modesto
e  pertanto  soggette
a  procedure  di
spesa semplificate,  l’apparato  burocratico
del  Comune  di
Isola  delle Femmine e’ stato
capace di introdurre vizi e distorsioni che, oltre a determinare palesi
illegittimita’, hanno condotto a favorire soggetti non estranei a rapporti con
la  criminalita’  organizzata
di  stampo mafioso, come si
chiarira’ nell’immediato prosieguo.
I
beni di consumo ed i materiali di supporto ritenuti  necessari
per lo  svolgimento  dell’iniziativa  sono
stati  suddivisi  in
quattro tipologie (pesce decongelato, pescato locale, birra e  gadgets
vari, materiali di consumo) per la cui
acquisizione  sono  state
esperite quattro  diverse  procedure
a  trattativa  privata
con  altrettanti ‘gruppi’ di
ditte. Ebbene, per ciascuno dei quattro di detti  gruppi, anche a fronte di richieste inoltrate
a  piu’
ditte,  al  Comune
di Isola delle Femmine e’ pervenuto un solo preventivo.
Tra
le ditte fornitrici, particolari
controindicazioni  sorto  state riscontrate nella ditta “Omissis”,  con
sede  in  Carini
(PA),  che peraltro  e’
risultata  l’unica  perfettamente
in  regola  con
la documentazione al  momento  della
presentazione  dell’offerta,  alla quale e’ stata affidata la fornitura di
materiali di genere  vario  e per un importo tuttavia modesto.
Sul
conto dei titolari della ditta “Omissis” con sede  in
“Omissis”, infatti, sono stati riferiti significativi  rapporti  con
la  locale criminalita’
organizzata e in particolare con la figura di
“Omissis” (cl. “Omissis”), sul conto del quale si e’ gia’ ampiamente
riferito.  I proprietari della ditta  si
identificano  nei  fratelli
“Omissis”(amministratore unico) e “Omissis” 11 citato “Omissis” e’
coniugato con “Omissis”, sorella di “Omissis”, attuale consigliere comunale di
maggioranza di Isola  delle  Femmine, capo gruppo consiliare di maggioranza,  essendo
stata  eletta  nella lista civica “Progetto Isola” che
sostiene  l’attuale  Sindaco
Prof.  “Omissis”.
Nei
confronti di “Omissis”, al sistema informatizzato  d’indagine
in uso alle forze di polizia, si rileva
in  data  4
giugno  2004,  una denuncia per truffa  in
concorso  finalizzata  al
conseguimento  di erogazioni
pubbliche  a  favore
della  ditta  “Omissis”.,
industria alimentare di Capaci. Il predetto venne  denunciato
in  qualita’  di amministratore unico della citata ditta,
in concorso con  la  sorella “Omissis”,  amministratore  pro-tempore,
e   “Omissis”,   socio
e amministratore.
Sul
punto rileva che il  contatto  che
lega  “Omissis”,  sorella
di “Omissis” e “Omissis”, con l’azienda “Omissis”. e’  dovuto
al  fatto che la stessa e’ vedova
di “Omissis”, il quale  negli  anni
‘90  era stato titolare
dell’omonima ditta alimentare di Capaci.
Quest’ultimo
e’ deceduto il 25 settembre 2000 per ferite
da  taglio, causategli con un
coltello a serramanico dal  fratello  “Omissis”
il precedente 20 settembre 2000 nel corso di’ un litigio per  motivi
di natura  economica,  e
la   sua   vicenda,
oggetto   di   interesse investigativo e giudiziario, e’
stata diffusamente  richiamata  nella sentenza di primo grado e in quella di
appello, definite entrambe con la condanna ad anni 4 di reclusione di “Omissis”
per associazione  di tipo mafioso.
In
particolare, assume rilievo –  come  riportato
nelle  motivazioni della sentenza
di condanna del “Omissis”, capo mafia di
Isola  delle Femmine –
l’episodio  relativo  alla
ditta  “Omissis”  riferito
dal collaboratore  di  giustizia
“Omissis”.  Questi  aveva
narrato  che “Omissis”  gestiva
direttamente  l’attivita’  estorsiva
per   conto dell’associazione  mafiosa,
facendo  in  modo
che  coloro  i
quali pagavano  il  “pizzo”
all’organizzazione  criminale,  non
subissero “danni” ad opera di soggetti operanti nell’ambito della  criminalita’ comune.
In
particolare, le dichiarazioni del “Omissis” hanno  fatto
emergere che in seguito ad una rapina ai danni  del
caseificio  “Omissis”  di Capaci, verificatosi nel  novembre
del  1997,  venne
avvicinato  da “Omissis”, il  quale
gli  chiese  se
era  possibile  recuperare
la refurtiva, giustificando il suo interessamento con il  fatto
che  il “Omissis”,  titolare
del  caseificio,   «
era   a   posto…pagava regolarmente »; facendo in
tal modo chiaro riferimento  al  pagamento di somme di denaro in conseguenza
dell’attivita’ estorsiva  posta  in essere da Cosa Nostra. Il “Omissis”
pertanto aveva interessato  della cosa
“Omissis”, il quale, dopo 10 -15 giorni, gli aveva riferito  che una parte della merce asportata era stata
recuperata.
Tale
episodio, indicativo dei saldi
rapporti  tra  il
titolare  del caseificio di
proprieta’ di “Omissis” e “Omissis”, e’
cristallizzato in maniera assolutamente chiara e univoca nelle  citate
sentenze  di condanna a quattro
anni di reclusione, emesse a carico deI
“Omissis” per associazione di tipo mafioso.
La
ditta alimentare “Omissis”, come si e’ visto,
e’  tuttora  attiva con sede a Capaci.
Momenti
conviviali e forniture di rinfresco – Bar ‘Omissis” Anche il 2° Servizio
“Economato” e’ risultato essere
sviato  da  una azione
legittima,   economicamente   vantaggiosa
per   l’ente   ed efficiente, essendo emersi analoghi
condizionamenti.
E
stato evidenziato, in particolare, che dopo la scomparsa  del
Rag.

“Omissis”
(avvenuta nel mese di giugno 2011), che era stato per lungo

tempo
responsabile del servizio di economato per il
pagamento  delle spese correnti,
il servizio di economato e’ stato
gestito  di  fatto dalla dipendente comunale “Omissis”,
pur non potendo questa  adottare alcuna
determinazione  in  ragione
della  sua  figura
professionale (applicato esecutivo) ed essendo stata incaricata dal
Sindaco,  quale responsabile dei
servizio, il capo settore f.f. “Omissis”. Questa  e’ stata successivamente sostituita
dall’economo dott. “Omissis”.  Dalla  visione
del  rendiconto  di
economato  relativo  al
periodo 2009-2012, emergono due diversi tipi di spese che possono  costituire un
chiaro  segnale  dell’attenzione   rivolta
dall’amministrazione comunale agli esponenti della mafia locale.
Da
una parte, infatti,  e’  stato
rilevato  che  in
due  occasioni, rispettivamente il
14 dicembre 2009 ed il 28 luglio 2010, sono
stati erogate somme a “Omissis”, nato a Palermo il “Omissis”,  residente
a Isola delle Femmine in via “Omissis”, fratello del  collaboratore
di giustizia “Omissis”, la prima volta quale  liquidazione
di  compenso per prestazione di
lavoro occasionale e la seconda
quale  contributo assistenziale
straordinario.
Ma
la circostanza che maggiormente colpisce,
nelle  spese  di
detto settore di attivita’, e’ quella che riguarda ancora una volta, il
Bar “Omissis” di “Omissis”, nei confronti del quale, tra il febbraio 2009 e il
marzo  2012,  sono
state  registrate  spese
per  un  ammontare complessivo di oltre 10miIa
euro,  riferite  a
forniture  di  generi alimentari da parte  dello
stesso,  in  occasione
di  rinfreschi  e momenti conviviali.  L’esame
dello  stesso  rendiconto
delle  spese correnti ha
consentito di evidenziare  altresi’  che
in  rare  altre circostanza si e’ fatto ricorso a
fornitori diversi,  e  cio’
lascia presumere che il citato esercizio commerciale  assurge
al  rango  di fornitore “quasi esclusivo dell’ente”.
Quanto
agli elementi di controindicazione,
giova  ancora  una
volta ricordare che il titolare
“Omissis”  e’  nipote
di  “Omissis”  (cl.
“omissis”),  in  quanto
figlio  del  fratello
maggiore  di   questi “Omissis” (cl. “Omissis”)  nonche’
cognato  dell’assessore  comunale “Omissis”.
Peraltro,
la documentazione fornita dall’ente (consistente nelle sole fatture cui sono
allegati i rispettivi “buoni economato
spesa”)  non ha consentito nessun
tipo di verifica sulla effettiva
fornitura  dei generi  alimentari
e   sulla   congruita’
del   prezzo   praticato dall’esercente, mancando qualunque
dichiarazione in  tal  senso.
Ne’ si’ comprende chi (politico, dirigente o  impiegato
comunale)  abbia impartito le
disposizioni  in  base
alle  quali  si  sia
deciso
di rivolgersi al Bar Gran Caffe’ per le forniture sopra indicate.

Conclusioni

Alla
luce  di
tutto  quanto  esposto,
ad  avviso  dello
scrivente, l’attivita’ svolta dalla Commissione d’indagine ha posto
in  evidenza la sussistenza presso il Comune
di Isola delle  Femmine  di
elementi soggettivi ed
oggettivi,  sintomatici  di
un  notevole  livello
di infiltrazione unitamente alla potesta’ di  condizionamento  da
parte della  criminalita’  di
stampo   mafioso,   tanto
nei   confronti dell’apparato
burocratico quanto, soprattutto, degli esponenti  della compagine politica.
Tali
elementi appaiono concreti, univoci e
rilevanti  sia  sotto
il profilo soggettivo – essendo presenti
collegamenti  e  parentele
di componenti Ia Giunta ed il Consiglio nonche’ di dipendenti del Comune

sia sotto il
profilo oggettivo –  per  i
dimostrati  numerosissimi esempi  di’
omissioni   e   di
illegittimita’   nelle   procedure amministrative e nelle scelte  del
vertice  politico,  che
si  sono rilevati  strumentali
al   perseguimento   degli
interessi   degli appartenenti non
soltanto alla locale famiglia mafiosa, ma anche
dei piu’ generali fini di cosa nostra operante su quel territorio.
Se
da una  parte,  infatti,
e’  vero  che
la  mera  sussistenza
direlazioni parentali tra esponenti del governo locale  (assessori
e/o consiglieri comunali) oppure
tra  dipendenti  dell’ente
e  soggetti appartenenti alla
famiglia mafiosa che ‘regge’  quel  territorio
non sono  di  per
se’  indicativi   per
determinare   il   verificarsi dell’intreccio fra
Amministrazione e criminalita’, che costituisce il presupposto  per
l’adozione  del  provvedimento
di  rigore  di  cui
all’art.143 del D.L.vo n. 267/2000, dall’altra parte e’ pur vero  che tale circostanza puo’ validamente
costituire  un  ‘comodo’
substrato sul quale vanno a proliferare situazioni  di
illegittimita’  che  si rivelano
strumentali  al   conseguimento   degli
interessi   della criminalita’
organizzata. Questo accade tanto piu’ facilmente  quanto maggiore  e’
la  presenza  nei
punti  chiave,  e
percio’   stesso maggiormente
sensibili, dell’amministrazione  di  soggetti
collegati piu’  o  meno
da  vicino  ad
esponenti  della  stessa
criminalita’ organizzata.
Tale
situazione e’ stata riscontrata presso il Comune di’ Isola delle Femmine dove,
come e’ stato piu’ volte evidenziato, esiste una  fitta rete di rapporti di parentela e di
cointeressenze  economiche,  anche risalenti nel tempo, tra
assessori,  consiglieri  e
dipendenti,  non soltanto tra
di  loro
ma  anche  con
gli  appartenenti  alla
vasta famiglia dei “Omissis”, il cui patriarca e’ “Omissis”.
Sotto
tale profilo, non puo’ certo
considerarsi  casuale  la
scelta operata dal Sindaco “Omissis” di nominare quale assessore  un
nipote acquisito del capo mafia o quella di continuare ad affidare i
settori strategici della gestione del patrimonio comunale (l’ufficio  tecnico nella parte dei  lavori
pubblici  e  delle
manutenzioni)  all’arclt
“Omissis”, parente di noti esponenti mafiosi di questo capoluogo,  la cui
condotta  ‘poco  trasparente’
ha   portato   all’adozione   di provvedimenti, come si  e’
visto,  che  hanno
chiaramente  favorito soggetti
contigui alla consorteria mafiosa.
La
forza  di
assoggettamento  dell’azione  amministrativa  dell’ente locale e’ stata riscontrata,
peraltro, non solo a fronte  di  “grossi affari”  su
lavori  pubblici  di
rilevante  importo  ma
anche   su circostanze
apparentemente meno significative, quali quelle
relative al rilascio di titoli concessori,  alla
prestazione  di  servizi
di manutenzione, alla gestione dei rapporti  di
locazione,  circostanze tutte che,
lette  nel  loro
complesso,  restituiscono  il
desolante quadro di un ente pubblico
in  balia  degli
interessi  della  parte malata
della  comunita’  locale,
incapace  di  assolvere
alla  sua primaria funzione di
cura  dell’interesse  pubblico
e  generale  nel rispetto
della   legge,   focalizzato
sul   buon   andamento
e l’imparzialita’, in conformita’ ai principi di cui all’art. 97  della Costituzione.  Un altro segnale particolarmente
significativo  della  condizione
di ‘soggiacenza’ dell’ente locale, rispetto alla logica prevaricatrice e
predatoria del  consesso  mafioso,
e’  costituito  dalla
dimostrata incapacita’ di
adottare  una  seria
e  rigorosa  azione
tesa  alla effettiva riscossione
delle entrate comunali, figurativamente segnate ma di fatto neglette senza un
vero ed incisivo intervento per il loro recupero.
Non
si ritiene, del resto, plausibile
che  lo  stesso
Sindaco,  nel corso di tutti gli
anni in cui e’ stato coinvolto nella gestione
del Comune di Isola delle Femmine – prima da Vice Sindaco rispetto al
suo amico-nemico “Omissis” e da otto anni da titolare dell’Ente – non  si sia mai accorto delle modalita’ con le
quali venivano aggiudicati gli appalti per la realizzazione di’ opere pubbliche
o delle  distorsioni che venivano poste
in essere in occasione del rilascio di concessioni edilizie,  specialmente
in  un  territorio
cosi’  martoriato  dalla speculazione urbanistica quale quello
isolano, ovvero che  non  abbia mai posto  in
essere  alcuna  attivita’
concreta  per  affidare
la gestione del patrimonio e delle
finanze  comunali  a
funzionari  di spessore, in grado
di operare un efficace azione di risanamento della disastrosa situazione delle
casse comunali. Conclusivamente, ritiene
lo  scrivente  che,
alla  luce  di
quanto riscontrato  e  rassegnato,
sussistano  quei  concreti,
univoci   e rilevanti elementi, di
cui alI’art 143 co.1 del d.lgs. 267/2000,
che comprovano la presenza di forme di
condizionamento  da  parte
della criminalita’ organizzata mafiosa, tali da determinare  un’alterazione del procedimento di formazione
della volonta’ degli organi elettivi e di quelli amministrativi e  di
compromettere  il  buon
andamento  e l’imparzialita’
dell’Amministrazione comunale di Isola delle
Femmine ed anche il regolare funzionamento dei servizi a essa affidati.  Inoltre, ai fini della valutazione di cui
all’art. 143 co.  5  d.lgs.
267/00, si sottopone all’attenzione
la  figura  dell’arch.”Omissis”, responsabile  dell’Ufficio
tecnico  comunale   -settore
LL.PP.   e manutenzioni, gia’
responsabile  del  settore
urbanistica  (fino  al 22/3/2011).

IL
PREFETTO 

(Postiglione)


ERA IL 26 APRILE DI QUESTO ANNO  QUANDO LUI DICHIARA 

CHE…


 
  

LE MANCATE RISPOSTE DEL PROFESSORE AL CONSIGLIERE DIONISI VINCENZO

PIANO ARIA REGIONE SICILIA ASSESSORE INTERLANDI ISTITUISCE COMMISSIONE ISPETTIVA SULLA VERIFICA DEL PIANO DELL’ARIA AMBIENTE APPROVATO CON D.A. 176/GAB 9.8.07 LA querelle TRA ANZA’ CON LEGAMBIENTE GENCHI MESSINA ….. ATTI processuali

PIANO ARIA REGIONE SICILIA ASSESSORE INTERLANDI ISTITUISCE COMMISSIONE ISPETTIVA SULLA VERIFICA DEL PIANO DELL’ARIA AMBIENTE APPROVATO CON D.A. 176/GAB 9.8.07 LA querelle TRA ANZA’ CON LEGAMBIENTE GENCHI MESSINA ….. ATTI processuali

PIANO ARIA REGIONE SICILIA ASSESSORE INTERLANDI ISTITUISCE  COMMISSIONE ISPETTIVA SULLA VERIFICA DEL PIANO DELL’ARIA AMBIENTE APPROVATO CON D.A. 176/GAB 9.8.07  LA querelle TRA ANZA’ CON LEGAMBIENTE GENCHI MESSINA ….. ATTI processuali 

PIANO ARIA REGIONE SICILIA ISTITUZIONE COMM LA QUERELLE CON LEGAMBIENTE GENCHI MESSINA ATTI PROCESSUALI by Pino Ciampolillo

LICENZE EDILIZIE CONCESSE REVOCATE DINIEGHI 2011

LICENZE EDILIZIE CONCESSE REVOCATE DINIEGHI 2011

CONCESSIONI EDILIZIE 2011
Concessioni Edlizie 2011
tipologia di concessione numero e data intestatario
Concessione edilizia in regime ordinario 01 del 11-02-2011 Coniglio Emanuele – Billeci Girolama
Concessione edilizia in sanatoria 02 del 22-02-2011  D’Arpa Vincenzo
Concessione edilizia in sanatoria 03 del 28-02-2011 Guagliardito Giuseppe – Ponente Rosa
Concessione edilizia in sanatoria n.04 del 18.03.2011 Saeli Felice
Concessione edilizia in sanatoria n.05 del 29.03.2011 Crivello Vincenzo – Crivello Antonia
Concessione edilizia in sanatoria n.06 del 31.03.2011 Valletta Vincenzo – Valetta Maria Grazia – Valletta Dalia Domenica
Concessione edilizia in sanatoria n.07 del 01.04.2011 Crivello Vincenzo – Crivello Antonia
Estratto di concessione edilizia assentita n.08 del 23.05.2011 Bruno Salvatore – Gradino Anna 
Estratto di concessione edilizia n.09 del 25.05.2011  De Franchis Girolamo
Estratto di concessione edilizia n.10 del 30.05.2011 Billeci Vincenzo – Billeci Leonarda 
Concessione edilizia in sanatoria n.11 del 23.06.2011 Saturni Giuseppe – Saturni Lidia
Concessione edilizia in sanatoria n.12 del 04.07.2011 Cataldo Cosima – Cataldo Erasmo
 Concessione edilizia in sanatoria  n.13 del 13.07.2011  Di Gricoli Carmelo
 Concessione edilizia in sanatoria  n.14 del 13.07.2011  Mannino Maria Concetta e Crisci Francesco
 Estratto di concessione edilizia  n.15 del 13.07.2011 Toia Francesco
Estratto di concessione edilizia  n.16 del 13.09.2011 Favatella Maurizio e Occhipinti Margherita
Concessione edilizia in sanatoria  n.17 del 26.09.2011 Cottone Giuseppe e Mineo Rosaria 
Concessione edilizia in sanatoria n.18 del 30.09.2011 Graziano Salvatore
Concessione edilizia in sanatoria  n.19 del 30.09.2011 Gandolfo Antonina e Marciante Antonio
Concessione edilizia in sanatoria n.20 del 06.10.2011 Pitasi Salvatore e Castrofilippo Rosalia
Estratto di concessione edilizia n.21 del 17.10.2011  Scala Antonio e Aiello Rosa Maria
Concessione edilizia in sanatoria n.22 del 26.10.2011  Russo Carmela
 Estratto di concessione edilizia n.23 del 17.11.2011 Oliveri Nicola, Oliveri Francesco e Oliveri Angelo
 Estratto di concessione edilizia n.24 del 23.11.2011 Rubino Anna
Estratto di concessione edilizia n.25 del 02.12.2011  Longo Pietro 
Concessione edilizia in sanatoria n.26 del 29.12.2011 Omer Officine Meccaniche Russello s.r.l. – Russello Vincenza – BF di Barbera Concettina & s.n.c.